mercoledì 1 ottobre 2014

EXPO. Vie d'Acqua. Non passa la mozione contro l'opera posticcia. Il Pd schiva un problema

Gli Spaventa Ruspe nel cantiere della via d'acqua Expo
Il 14 febbraio scorso il M5S presentò al consiglio regionale una mozione (Moz. 191) per chiedere la sospensione del progetto per le “vie d’acqua” di Expo che, a Milano, ma non solo, aveva visto la nascita di molti comitati spontanei che chiedevano la rinuncia al progetto.
Iolanda Nanni, consigliera regionale del Movimento, commenta piccata:" Il risultato di anni di polemiche è che il canale navigabile non sarà navigabile se non per le barchette degli hobbisti. L’opera non sarà conclusa per Expo, come ha dichiarato il commissario straordinario di Expo Sala, ed è contestata dai cittadini perché va a deturpare i parchi.".
Il progetto prevede la realizzazione di un canale che dal Villoresi, passando per il laghetto previsto ad Expo, porta 2 metri cubi d’acqua al secondo al Naviglio Grande. 22 chilometri attraverso l’ovest di Milano tra parchi, siti ad elevato valore ambientale, Bosco in Città, il parco di Trenno  ed il parco delle Cave.
42 milioni per un progetto di ripiego. Alla commissione Expo per la candidatura di Milano, infatti, si era invece proposto un progetto che richiamava i navigli lombardi, per avere i turisti Expo che entravano a Milano attraccando alla Darsena. Tal progetto è stato abortito per difficoltà tecniche.
Ecco che, per salvare un Expo nato faraonico ma che si è andato riducendo sempre più, i promotori hanno pensato di fare un canalino (ma dal percorso devastante) che viene giustificato con il portare acqua al Parco Sud.
Il Pd, per bocca del consigliere D’Avolio, ha espresso tutta la forza delle motivazioni a sostegno del progetto con una dichiarazione limpida: "I No Canal son venuti organizzati a contestare alla festa provinciale del Pd. Noi siamo un partito al 40%, abbiamo correnti interne, ma siamo a vocazione maggioritaria. Non credo ci protestiamo addosso!". E continua: "La mozione (strumentale) è datata febbraio 2014, quindi è vecchia. Ma anche se discussa prima non avrebbe risolto il problema. Noi siamo per le proposte per salvaguardare la tutela degli aspetti ambientali di questi corsi d’acqua, ben vengano. Ma i promotori, negando modifiche e tenendo posizioni schiacciate su No-Expo…. il nostro voto sarà contrario, allineato a quello della maggioranza”.
Insomma, forti motivazioni contro: siccome è sostenuta dai “no Canal”, “no Expo” è da rigettare.
Non importa se non è stata fatta una Valutazione di Impatto Ambientale, se i terreni attraversati sono stati contaminati, dei rilievi del Ministero dei Beni Culturali, dei comitati, etc. etc. S’ha da fare perché si, perchè la mozione arriva tardi!
D’Avolio, commissario della VI Commisisone (Ambiente) era perfettamente a conoscenza di ognuna delle questioni, ed ha quindi replicato puntualmente sciorinando ogni dettaglio del diniego.... Ma perché per la via d'acqua Expo il Pd non ha adottato il criterio che già fece suo nella mozione di settembre 2013 per la valorizzazione dell'Olona (Barzaghi (Pd): il lavoro "...è partito dall’ascolto puntuale del territorio, delle diverse istanze, che sono state condivise e collegate tra loro")?  
Sembra quasi che il partito sia contro per altri motivi alla la mozione. Che sia stata discussa in ritardo e non sia entrata nel merito della questione appare specioso.
Le "vie d'acqua" sono state appaltate alla Maltauro, che Antonio Acerbo, l'uomo del Padiglione Italia, indagato nei giorni scorsi, avrebbe illecitamente favorito. La Maltauro (ed Expo), per non perdere l'appalto e non arrivare in ritardo, ha opposto il ricorso al Tar delle aziende concorrenti per mantenere in essere il lavoro. Il procedimento avrà seguito in udienza pubblica il prossimo 17 dicembre. E da chi è stata rappresentata in quella sede? Da Carlo Cerami, l'avvocato fatto crescere a Rozzano da Massimo D'Avolio, presente per ogni questione relativa alla gestione del territorio di Rozzano, dai PII, ai PRU al Pgt e molto altro....
Riteniamo dunque non ci siano state le condizioni "politiche". Maltauro, infatti, aveva accusato pubblicamente che il referente per Expo era Greganti, iscritto Pd e rappresentante della "vecchia guardia". Qualche legame con la necessità di non interrompere (o cambiare) il progetto in capo a Maltauro?
Le questioni furono poste a gennaio ai commissari Expo, ma essi respinsero ogni proposta di modifica, e non son giunte questioni di origine Piddina.
"Si tratta di circa 50 milioni di euro, che avremmo potuto utilizzare per supportare le aziende, per dare lavoro" continua Iolanda Nanni. "Abbiamo invitato le forze politiche in consiglio ad assumersi la responsabilità del blocco dell’opera per dimostrare, per una volta, di essere una istituzione seria e attenda ai reali bisogni dei cittadini e non alle speculazioni".
"Lega Nord e PD hanno dichiarato che era troppo tardi per intervenire. Per il Patto Civico di Ambrosoli, i parchi subirebbero un minimo impatto ambientale e il canale non crea alcun un danno ai parchi! Davvero non comprendiamo il paradosso di fare una porcheria da 50 milioni di euro, che verrà ultimata anni dopo la fine dell’esposizione universale".
Una discussione postuma del tema, che ha però portato, se ce ne fosse stato bisogno, ancora all’attenzione il solito approccio all’italiana nella gestione delle grandi opere.
RF

1 commento:

  1. È' una porcheria essere rappresentati da questi fantocci!
    Li gratificherei con il solo gettone di presenza, altro che miglia di euro al mese!
    Ma D'Avolio pensa troppo alle sorti della sindachessa Agogliati & C se le cose andranno come andranno per il verso giusto, finanza etc. La Società' dovrà' trasferirsi a Sesto S. Giovanni li ad attenderei ci sarà' Penati, Cerami, e forse anche Bersani con il sacchetto della spesa.

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