giovedì 2 ottobre 2014

AZIENDE. API: devastazione. Un bilancio da paura... Grazie D'Avolio!

In trincea, sotto i bombardamenti, in attesa della resa...
Ed eccoci qua, a tirare di nuovo le orecchie anche al neo assessore alla trasparenza (delle bottiglie in aula?) Dario La Guardia ed al sindaco eletto Barbara Agogliati, pronta, così, a raccogliere l'ennesimo "insulto" dalla non presentazione del bilancio di API del 2013 alla città.
il 16 maggio, mentre la città era nel pieno del fervore elettorale, i soliti "quattro amici al bar" si son ritrovati per approvare una situazione (anche questa) allucinante dell'azienda patrimoniale di Rozzano, ormai in liquidazione, tenuta in vita con il "polmone artificiale".
Un bilancio che da il senso del menefreghismo e dell'incapacità della gestione monocratica e assolutistica del Decaduto Massimo D'Avolio, che ha ridotto in ginocchio ogni entità dove è intervenuto in città, bacchettato pesantemente dal Collegio Sindacale (per di più amico)....
E per render nota la cosa, il "povero" Liquidatore, nella relazione di gestione ha dovuto scrivere che "l'attività aziendale, iniziata nel 2006, si è sempre svolta in accordo e rispettando le linee di indirizzo operativo decise dal socio unico (ovvero dal suo rappresentante legale, Massimo D'Avolio, ndr) [...]. Sono venute a mancare le risorse finanziarie che avrebbero dovuto esserci tramite gli istituti finanziari ed il socio unico".
Prima di vedere il bilancio, è bene sapere che si avevano (a quella data) i decreti ingiuntivi di molte società, tra cui la Sauter Italia (socia con la moglie del D'Avolio, Laura Tesse, della Sauter  Energia e Servizi Milano), della CRC del Gianotti (!!) e di un sacco di aziende amiche del sistema Carrara. Alcune hanno proceduto al pignoramento di mezzi e macchinari, altre hanno fatto si che si arrivasse al blocco dei conti correnti MPS, BPM e dei crediti Ama e Comune di Rozzano....
Insomma: sono amico, ti pago quel che mi chiedi, ma poi i soldi veri li voglio!
Arriviamo (ahimè) al bilancio.

Una delle sontuose località dove dimora il Gianotti,
a nome della moglie (ovviamente)
Il risultato 2013 è stato negativo per ben 3,8M circa, dopo un 2012 a meno 2,4M.
API sconta ancora, tra tutte le pestilenze che le son state addossate dalla sua nascita, l'ammortamento del ramo d'impresa acquistato dalla CRC, l'azienda del poi dirigente Gianotti. Un ammortamento valutato in dieci anni, che si sarebbe concluso nel 2016.
Al 31/12/2013 API aveva ancora un organico di 55 dipendenti, di cui 8 impiegati. Di questi almeno 20 sono stati ritenuti in eccesso, per la mancanza del lavoro sul teleriscaldamento.
Le immobilizzazioni immateriali includono il diritto di superficie delle aree della centrale di piazza Alboreto e di quella (abortita) di viale Monte Amiata, per ben 510mila euro, e le certificazioni ISO e SOA acquisite dalla CRC, che, per come si sta configurando la dismissione, da un valore iscritto di quasi 500mila euro, saranno carta straccia. Anche il Collegio sindacale si esprime in questo senso: "i citati valori iscritti nelle immobilizzazioni immateriali non è prevedibile se saranno recuperati e in che misura".
Dei 60M di immobilizzazioni materiali, circa 10M sono gli immobili del Comune di Rozzano, e 45M circa è il valore che viene pubblicato a bilancio degli impianti ed attrezzature del teleriscaldamento.
3,7M di crediti, di cui 2,2M circa da Ama.
La cassa (depositi su conti correnti) si sta asciugando: dagli 800mila euro del 2012 ai 300mila del 2013. Ma la cosa grave è che, finalmente, veniamo a sapere che le somme a debito per i differenziali sui derivati MPS Capital Service e Banca MPS hanno portato ad un addebito (solo nel 2013) di ben 309mila euro!
Il risultato della finanza creativa Davoliana.
Il futuro assessore Moro sotto a D'Avolio
Ed è solo con l'autorizzazione di MPS che i denari per l'affitto della rete del teleriscaldamento son potuti servire per pagare stipendi e qualche contributo. Come dicemmo, il Comune è tenuto per le pal.. dalla banca.
I debiti non vanno meglio....
Un montante complessivo di 48M di euro, in aumento di 1,2M. Di questi, 37M con le banche, 3M con il Comune di Rozzano, 3,8M verso i fornitori (di cui 1,4M di note pro forma di consulenti!! Chissà se il loro nome inizia per Anc... e finisce per ...ora) e 3,8M tra debiti tributari e previdenziali.
I debiti finanziari a breve sono arrivati alla quota record di 5M (!) per l'esposizione passiva dei conti correnti.
Dalla Relazione: "L'incremento dell'indebitamento societario dimostra che la situazione finanziaria, già precaria nell'esercizio precedente, si è ulteriormente aggravata, e attualmente non esistono prospettive se non con interventi di nuove risorse finanziarie da parte del socio unico. Questa situazione non consente, inoltre, di rispettare gli impegni contrattuali verso terzi alle scadenze previste e sta creando azioni legali di recupero da parte di alcuni creditori", azioni che poi hanno portato al blocco dei conti!
Tra gli altri debiti, già a dicembre 2013, vi erano 458mila euro verso i dipendenti. L'inasprirsi di questa condizione ha portato al mancato pagamento del dovuto corrente nelle settimane scorse.
Insomma, è inutile farla lunga.
Sebbene produca ancora un ricavo di 6,3M di euro (con un decremento di 2,1M dal 2012), di cui 4,2M per affitti (tra cui la rete del teleriscaldamento ad Ama), il risultato è assolutamente negativo.
Rileviamo che, ancora per il 2013, si son pagati 170mila euro di affitto a Gianotti (CRC) per i locali sull'Alzaia Naviglio Pavese, il cui contratto è stato interrotto a dicembre 2013, per andare nel plesso fatiscente della Follazza, da cui sono stati cacciati dalla Asl.
E' pazzesco che, una società che ha potuto lavorare solo per il pubblico e le società controllate  e partecipate, abbia dovuto svalutare crediti per 500mila euro! Non ci si può fidare nemmeno degli accordi con gli amici....
Tra gli "amici" compare ancora uno strascico da 102mila euro della Cooperativa Coccinella, una intrapresa dell'ex vice sindaco Rizza, in quel di Valleambrosia. Hanno usato lo spazio, fatto ristrutturare, e non pagato gli affitti!
Il numero che rende la disfatta è la cosiddetta PFN, Posizione Finanziaria Netta, già introdotta nell'analisi di Ama: un indebitamento complessivo di 39M di euro!!!!
Con tutto quanto sopra, nel 2013, quei mentecatti del Consiglio di Amministrazione (Lentati, Bellini e Procida) si son pagati 65mila euro di compensi, a titolo di... vergogna da sostener (immaginiamo).
Anche un Collegio Sindacale tutt'altro che ostile, ha espresso un parere tranciante: "Il bilancio [...] non presenta con sufficiente chiarezza la reale situazione patrimoniale e finanziaria ed il risultato economico della società per l'esercizio chiuso al 31/12/2013". Ed ancora: "La società presenta al 31 dicembre 2013 una pessima situazione finanziaria, nelle nostre precedenti relazioni sui bilanci questa situazione era già stata segnalata".
E ancora: "La situazione finanziaria è insostenibile e tende a peggiorare in seguito ad una gestione economica negativa e dalla dimensione dei debiti". "A nostro parere [...] la società non è più in grado di garantire la continuità dell'attività aziendale e in modo particolare quella relativa al teleriscaldamento"
Insomma, quel fulmine a ciel sereno di Massimo D'Avolio, che già in aprile 2012 aveva fatto deliberare al consiglio comunale una delibera che gli dava mandato di provvedere ad analizzare le modalità operative per uscire dal pantano non ha mai fatto nulla, facendo solo peggiorare la situazione e portando anche Ama a collassare.
Infatti, è grazie alla delibera del 26 marzo 2013 che il consiglio deliberò ulteriori linee guida per trasferire le attività del teleriscaldamento da Api ad Ama....
E' annunciata dal liquidatore la dismissione del patrimonio attraverso anche la cessione degli immobili comunali (!), della rete gas (!), del teleriscaldamento (!) o deve arrivare un finanziamento da parte del comune di Rozzano, perché non si può così continuare la liquidazione (brutto dover dire "l'avevamo detto!"). Altro che viaggio a Lourdes...
Ora il quadro è completo. Attendiamo il collasso o la ristrutturazione totale ad opera delle banche.
Come vediamo, in politica, non importa cosa fai e come lo fai: tanto la gente ti premia con la promozione! L'importante è non far sapere cosa succede...
RF

4 commenti:

  1. E' proprio così. la cosa importante per il D'Avolio è mettere tutto a tacere e lavorare nel fango, dare di se una bella impressione ai molti ma essere marcio dentro

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  2. La corte dei Conti aveva fatto una disamina agghiacciante della situazione di API sul Bilancio 2010 e nonostante tutto non sembra abbia tenuto sotto controllo la situazione. Cosa aspettano per tenere gli OCCHI APERTI su Rozzano? La faccenda grave è che con questi numeri il Comune corre il rischio del fallimento e tutti i cittadini dovranno pagare. Il patrimonio Comunale, ceduto ad API e ad AMA verrà venduto all'asta e noi rimarremo senza soldi e pieni di debiti.

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  3. 48 milioni di debiti per 42 mila abitanti...un debito pro capite di 1200 euro maturato in pochi anni! 2 cose peró mi meravigliano particolarmente: da una parte come mai gli istituti di credito hanno concesso crediti infiniti di fronte a gestioni e piani economici imbarazzanti? E come mai qualsiasi altra società privata per molto meno sarebbe già stata gestita da un curatore fallimentare invece che da un liquidatore mentre le società municipalizzate sono da intendersi private quando si parla di trasparenza e pubbliche quando si parla di favori da ricevere?
    In ogni caso, come sempre succede, quando qualcuno si trova a gestire ingenti quantità di denaro non suoi raramente decide di fare gli interessi della società per cui lavora. 170 mila euro di canone di locazione per una catapecchia di 2100 mq grida vendetta nei confronti di chi ha firmato quel contratto.

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  4. Di chi si parla male ??? Ma del comune di rozzano

    http://www.ilgiorno.it/sud-milano/partecipate-stop-ai-parenti-1.316901


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