sabato 25 ottobre 2014

AZIENDE. Agogliati non è il socio unico. Quando le parole contano

Nell'assemblea dei soci di Ama Rozzano dello scorso 25 luglio 2014, a ridosso delle ferie, in mezz'ora è stato deliberato il nuovo Cda, già incaricato, con criteri ignoti, dalla sindaca Barbara Agogliati: Carmelo Balistreri, Rita Ricucci e Giancarlo Bandera.
Le parole hanno ancora un senso, ed il redattore del verbale, Marinella Todisco, segretaria del giorno, dovrebbe farci (per lo meno) attenzione.
Nell'indicare i presenti all'adunanza, è stato indicato che Barbara Agogliati è il ...socio, detentore del 100% delle quote. In realtà, come tutti sanno (!), il Socio Unico è il Consiglio Comunale, ed il sindaco è solo il "rappresentante legale per conto di".
"Si tratta di una vera e propria prevaricazione del diritto: la forma è sostanza, come abbiamo avuto modo di dire in più occasioni all'interno del consiglio comunale" dice Igino Gabriele, coordinatore di Sel del sud Milano. "Questa amministrazione continua imperterrita sulla strada del rifiuto del confronto e della trasparenza", dice anche Gianni Ferretti, capogruppo di FI, "senza render conto a nessuno, ritenendo la cosa pubblica una proprietà privata!"

L'errore (sarà tale o piuttosto una prassi consolidata, visto che nei Cda e nelle assemblee di Ama nessuno vi ha mai messo piede dei rappresentanti dei cittadini) si propaga per tutto il testo, andando ad inficiare un atto che, nella sostanza, contiene due informazioni.
La prima è che, per il sudore di firmare tutti gli atti che gli verranno sottoposti, i consiglieri prenderanno 15mila euro. Il presidente incaricato, Balistreri, 7mila, mentre la scrittrice ed il ballerino 5mila euro ciascuno.
La seconda è che devono tenersi pronti a tener botta alle prossime richieste relative agli ulteriori adempimenti relativi alla convenzione con Aler per il teleriscaldamento (che sta dando parecchi grattacapi) e alla riorganizzazione societaria che le banche stanno preparando.
Insomma, anche se il valore di ogni firma sembra abnorme, essi dovranno fare i conti con le responsabilità derivanti dal recente passato che ha portato Ama sull'orlo del baratro: in una situazione così delicata, forse, prima di tutto i tre meschini avrebbero forse fatto meglio a rinunciare all'incarico per decenza, in seconda battuta avrebbero (se fossero stati degni di tale mansione) dovuto richiedere molti più denari!
RF

2 commenti:

  1. Dopo tutti i disastri del passato con CDA di facciata, per non parlare della Dirigenza, avrebbero avere almeno la dignità di rinubciare all'indennita' e optare per il gettone di presenza. Ma chi se ne frega, e che cosa dobbiamo aspettarsi da ballerini di tango e teste vuote , a partire dalla dirigenza di Ama?
    Sembra che il fallimento di Api non basti ancora, andiamo a vanti di questo passo con queste persone che probabilmente non hanno ancora capito che il tutto deve transitare dal Consiglio Comunale.
    Agogliati, si svegli è prenda in mano la situazione, tutti a casa, e si avvalga di professionisti o almeno di politici che possono tentare di arginare una situazione fallimentare.

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  2. politici no, dai, abbiamo già visto le loro (in) competenze; direi che professionisti seri sarebbe la soluzione migliore ma poi ci si andrebbe a socntrare con la pochezza dei "nostri"

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