sabato 27 settembre 2014

AZIENDE. Il viaggio a Lourdes ha pagato ... i contributi, e milioni di euro pagati dai rozzanesi agli amici loro

I mezzi Api nella scuola di via Monte Amiata
Ancora non si è risolta la vicenda degli stipendi dei lavoratori Api ma, nel frattempo, c'è la conferma che i Davogliati hanno regalato milioni di euro agli amici.
Dopo l'incontro con i sindacati della scorsa settimana, nel quale sono state profuse ulteriori parole sulla soluzione del problema e una serie di questioni poste anche in consiglio comunale (alle quali il sindaco non ha risposto), risulta, da indiscrezioni, che è stato dato un altro anticipo e che son finalmente state sanate le pendenze contributive che permettono ad Api di continuare a lavorare per il comune. Infatti, senza la disponibilità del Durc (certificato unico che attesta la regolarità di un'impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi nonchè in tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di INPS, INAIL e Casse Edili, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento ) un'azienda di diritto privato non può lavorare per l'ente pubblico.
Insomma, sembra che il "viaggio a Lourdes" (come l'ha ribattezzato il consigliere Gianni Ferretti) abbia prodotto lo sblocco (totale o parziale non è dato sapersi) dei conti correnti di Api. Infatti, contrariamente a quanto disse in consiglio comunale Barbara Agogliati, il Comune non si è avvalso di alcuna forma sostitutiva di potere per ottemperare a dette prescrizioni, perché vietato.

Nel frattempo, abbiamo verificato che, come dicemmo in più occasioni, la disponibilità di strutture e luoghi adeguati per il ricovero dei mezzi e per l'operatività esiste.
Lasciato, gioco forza, la fatiscente struttura di cascina Follazza a seguito delle verifiche e dell'ordinanza della Asl, i mezzi e gli uomini di Api possono finalmente avvalersi di un luogo di proprietà comunale nella disponibilità dell'amministrazione da sempre: la ex scuola di via Monte Amiata, dove vi era la sede della vigilanza urbana.
Segnalati dal consigliere Francesco Barbera, alcuni di questi sono parcheggiati nel retro della ex scuola. Mancano quelli più ingombranti, che ancora non abbiamo avuto modo di "intercettare". E qualcuno si dovrebbe chiedere: ma possibile che, con cotante situazioni pericolose per l'Amministrazione il sindaco non si degni di comunicare alla città lo stato dell'arte, ed anzi, mantiene un reticente riserbo (per non dire un atteggiamento omertoso) su ciò che dovrebbe essere l'emblema di un servizio di qualità e sicuro per la città e per i lavoratori?
Questo trasferimento conferma, se ve ne fosse stato bisogno, che son stati gettati al vento milioni di euro per l'affitto del capannone della CRC della famiglia Gianotti, prima, e della Follazza del Bertacchini/Facchetti (la soprannominata "fatina Bianca" dal Comitato Occhi Aperti), poi. Favori agli amici che stanno pagando tutti i cittadini rozzanesi, con servizi al limite del tollerabile vista anche l'aliquota Tasi applicata in città!
RF

2 commenti:

  1. Una persona normale, anche senza essere sindaco, che raccoglie una eredità pesante come quella lasciata a Barbara da Massimo, avrebbe il giorno stesso portato i libri in Tribunale per segnalare i guai dei quali non è responsabile. Ma la follia impera o se non è follia non so come definire un atteggiamento che non è solo omertoso, ma incosciente a meno che non abbia Barbara stessa qualcosa da farsi perdonare e quindi non conviene aprire i cassetti. In ogni caso, se i contributi non pagati ai dipendenti erano tanti da andare a "Lourdes" ovvero in una Banca, come è possibile che il Comune abbia continuato negli anni a lavorare con API? Dai bilanci di API, fino a quando abbiamo potuto vederli, risultava chiaramente che API ha sempre avuto debiti con l'INPS. Quando arriverà la goccia che farà traboccare il vaso?

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  2. e intanto l'ex decaduto appare ben 5 volte sul vividavoglio , pubblica le sue vacanze , le sue apparizioni allo stadio e altri posti ma credo sappia poco di rozzano oramai

    Bruno

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