giovedì 11 settembre 2014

AZIENDE. Chiude la cultura a Rozzano: all'asta il patrimonio della Rudh

Alcuni dei pianoforti della Rudh all'asta
Con un asciutto comunicato del Tribunale di Milano, apprendiamo che lunedì prossimo ci sarà l'asta giudiziaria per il patrimonio della Fondazione Rudh: tutti i suoi beni saranno messi in vendita per la modica cifra (base d'asta) di 50mila euro...
La procedura (n. 11516/12) gestita dalla Sivag spa, Istituto Vendite Giudiziarie del Tribunale di Milano, vedrà all'incanto tutte le attrezzature del cinema Fellini, gli strumenti della Civica Scuola Civica di Musica e le attrezzature ed arredi del bar in Cascina, affidato contrattualmente a Ferdis srl.
Vediamo di ricostruire la sventurata storia recente della fondazione, così che si capisca quanto stupide siano le motivazioni alla base della prossima sventurata chiusura di importanti servizi culturali cittadini.
La Fondazione Rudh nasce (2005) per far posto all'ex sindaco Malinverno. E di questo già parlammo. Usata dalla stessa per la campagna elettorale del 2009, Le è stata tolta con un blitz di ritorsione, che portò al comando il coordinatore della lista Rozzano per D'Avolio, Domenico Ioppolo, il 17 settembre 2009.
Da quel punto in avanti, resosi conto della disastrata situazione di una fondazione senza un vero patrimonio per la sua promozione, ha tirato a "farla campare", sino a scoprire debiti e oneri pregressi.

Tra gennaio e luglio 2011, Ama aveva concesso un prestito di 200mila euro alla Fondazione. Questo sarebbe poi servito ad onorare gli impegni relativi ai pagamenti degli ex dipendenti e con terzi, nonché per l'avviamento della scuola di musica, secondo gli accordi tra il poi Decaduto D'Avolio e Ioppolo, che, però, nel frattempo, visto l'andazzo, pensava bene di tirarsene fuori.
Tant'è che, intanto, il Consiglio Comunale deliberava di affidare ad Ama i "servizi culturali" (5 dicembre 2011) ed il Comune di non rinnovare l'incarico alla fondazione. Il Cda della fondazione deliberava dunque la messa in liquidazione con un debito residuo verso Ama (!) di 174mila euro. Quel debito, dal liquidatore nominato il 29 marzo 2012, è stato messo integralmente in svalutazione e non si son più generati i denari necessari per sanare il debito pregresso.
Ci fu poi da piazzare i 7 dipendenti della Fondazione Rudh (prevalentemente con contratti a termine in Ama), alcuni di loro trasformati in "fantasmi" a tempo determinato perchè si erano posti, durante la campagna elettorale, avverso al Principe.
Ama, magnanima, metteva poi tra i crediti 90mila euro destinati a saldare parte degli oneri della Fondazione ai fornitori.
Nel recente bilancio 2013, dicono che avrebbero regolato (con un contratto per farli rientrare del debito?) l'uso dei beni della Fondazione, usati da Ama per dare continuità alle attività legate ai servizi culturali... e poi, scopriamo che mettono tutto all'asta!!!
Chiudiamo tutto.
Ricordiamo che l'assessore alla cultura era il sindaco Davogliati... Assassinio preterintenzionale!
Al Fellini lavorano ex Rudh-iani, il bar del Fellini è stato dato in affitto, la Scuola Civica ha visto l'assunzione di un Lo Preiato, al bar in Cascina lavora il Ferri (in Agogliati).
Insomma: cosa ci aspetta il futuro? Un rinnovo totale delle attrezzature? Improbabile, vista la crisi di liquidità della partecipata.
Tornando al bar della Cascina Grande, era stato affidato, appunto, ad Andrea Ferri, amministratore unico della Ferdis, nel 2011, con contratto Ama (subentrata alla Fondazione Rudh per le attività che a questa facevano riferimento) di esercizio delle attività bar, nei termini di affitto d'azienda. Tale affitto includeva tutte le attrezzature () che erano rimaste a patrimonio della Fondazione Rudh. Come si regolerà il Ferri a tal proposito? Con 10mila euro di capitale sociale di cui solo 2mila e cinquecento versati, aveva "avviato" il bar con tutte le attrezzature gratis.... Ora gli si chiederà di continuare a mantenere in essere l'utile servizio in cascina, o gli comprano tutto ex novo? I soliti imprenditori con i denari pubblici amici di...
E la Scuola Civica di Musica? Praticamente gli vendono tutti gli strumenti.
Dove sono i "servizi culturali" Ama?
Dov'è la sindaca?
Quando fa sapere le intenzioni e le ragioni di questa situazione?
Al solito, la trasparenza regna sovrana...
RF

5 commenti:

  1. E dopo aver seppellito l'associazionismo culturale cala il sipario sulla cultura anche nella sua accezione istituzionale.
    Tanti anni di impegno, sacrificio, tempo sottratto alla famiglia per emancipare Rozzano dallo stereotipo del quartiere dormitorio...
    Tutto sacrificato sull'altare della affarismo politico...
    Che amarezza...

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  2. Puntuale fornitura di informazioni evidentemente scevra di organismi giornalisticamente modificati. Bene RF.
    Cordialità
    bertoldo amleto

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  3. La vendita all'asta di un patrimonio culturale pubblico acquisito in 50 anni dimostra l'assoluta mancanza di capacità amministrativa di un ex sindaco e di una sindaca che già "amministrava" la cultura. Personalmente penso che la sindaca dovrebbe dimettersi su due piedi!

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  4. Bisognerebbe ripercorrere tutti i passaggi politici ed amministrativi su questa vicenda.La documentazione non manca e non sono mancate tempo per tempo le denunce di alcuni Consiglieri, uno solo per la verità sempre puntuale nelle sue denunce accorate con dovizia tecnica. Successivamente i responsabili di questo disastro direi drammatico dovrebbero mettere mani al portafoglio.E un danno erariale senza precedenti. Ma dove vogliamo andare con questo Sindaco che non è altro che il PUPO D'avogliano creatura della fu Malinverno?
    Non occorrono tanti discorsi,occorre proporre una mozione di sfiducia e chiedere le dimissioni con relativo commissariamento ,almeno i cittadini salveranno almeno in parte il loro patrimonio immobiliare(siamo in tempo?).
    Che miseria, che tristezza.Grazie alla congrega affaristica. Ora basta!

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  5. Non so neppure come abbiano fatti tanti cittadini rozzanesi a votarla ....??? Ma anche a votare per ben due volte "quello" prima, lo scandaloso D'Avolio che ora cosa farà di bello in Regione oltre a prendere un cospicuo stipendo lavorando poco (basta vedere la sua pagina facebook, è sempre in giro a cazzeggiarementre gli altri lavorano).

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