lunedì 29 settembre 2014

AZIENDE. AMA, allarme rosso!

Avevamo lasciato in sospeso l'analisi del bilancio AMA, da sviluppare secondo criteri patrimoniali e gestionali che danno il segno della bontà della gestione. Questa serve, tipicamente, a portare alla verifica della sicurezza delle attività dell'impresa per il lungo periodo e ad ottenere relativa facilità all'accesso di mezzi finanziari per lo sviluppo dell'impresa.
Ecco, tra poco capiremo perché non ci si può fidare, e perchè la malaugurata gestione di D'Avolio and co. ha depauperato la città e condotto l'azienda sull'orlo del fallimento!
Per fare queste operazioni può bastare il bilancio sviluppato secondo i criteri delle norme, ma che occorre, per una migliore lettura, "riclassificare", in modo da rendere evidenti le peculiarità finanziarie dell'impresa.
Nelle immagini la riclassificazione che abbiamo realizzato e che ha portato al calcolo dei seguenti indici (che poi valuteremo e commenteremo):
- PFN, Posizione Finanziaria Netta
- Debt/Equity, ovvero il rapporto tra l'indebitamento ed il patrimonio
- CCN, Capitale Circolante Netto.
Ognuno di questi indicatori ci dice che la situazione è allarmante!

Iniziamo dall'indicatore più immediato, e normalmente sempre disponibile nei bilanci e relazioni collegate, la Posizione Finanziaria Netta (PFN) fornisce una misura dell' indebitamento finanziario netto, cioé dell' ammontare dei debiti di natura finanziaria contratti dall'azienda da cui vengono dedotte le disponibilita' finanziarie.
Operativamente e' rappresentato dalla formula: debiti finanziari a breve termine + debiti finanziari a M/L termine + debiti verso imprese controllate, collegate, controllanti - depositi bancari e postali - assegni - denaro e valori in cassa = PFN.
Dal bilancio di AMA ricaviamo un PFN di -13M.
La PFN ci dà indicazioni sullo stato di salute della società: un valore troppo alto in rapporto alla dimensione dei risultati economici della società e/o dei mezzi propri ci indicherebbe una situazione di squilibrio. Infatti la posizione finanziaria netta è molto importante anche ai fini valutativi, come vedremo di seguito.
Ma quali sono i valori che possono indurci a pensare ad uno stato di crisi della società?
Come prima cosa la posizione finanziaria netta andrebbe confrontata con il margine operativo lordo (o EBITDA). Il margine operativo lordo può essere infatti definito come un indicatore di massima del flusso di cassa che la gestione operativa della società è in grado di generare.
In AMA l'EBITDA è pari a  solo 2 milioni. Il rapporto è decisamente troppo elevato fra la posizione finanziaria netta e margine operativo lordo, e questo indica che la società ha difficoltà a rimborsare il proprio debito. Solitamente la soglia di attenzione è un rapporto pari a circa 3 volte: con l’indebitamento netto superiore a 3 volte il margine operativo lordo (qui siamo a 6!!!) è facile dedurre che la struttura finanziaria della società è caratterizzata da un indebitamento eccessivo.
Da considerare inoltre la dimensione dell’indebitamento netto in rapporto ai mezzi propri. Valori troppo sbilanciati a favore dell’indebitamento segnalano situazioni patologiche caratterizzate da sottocapitalizzazione.
Questo ci porta all’indicatore più usato e conosciuto: il Debt/Equity (ovvero Indebitamento / Patrimonio), il suo calcolo è molto semplice. Si fa il rapporto tra l’indebitamento finanziario netto della società in questione e il patrimonio netto (si prende l’ultimo disponibile).
L’indebitamento finanziario netto è dato dalla differenza tra le poste passive di natura finanziaria (debiti finanziari e titoli di debito emessi dalla società) e quelle attive (disponibilità liquide e altre attività finanziarie presenti nell’attivo), comunque nei bilanci riclassificati, vedrete che la società proporrà sempre il calcolo dell’indebitamento finanziario (io credo di non averlo mai calcolato da solo!).
Il patrimonio netto, come ripetuto più volte, è pari al capitale sociale (ovvero i soldi messi in azienda dagli azionisti di maggioranza) + riserve + utili conseguiti (al netto dei dividendi).
A questo punto, il significato di questo indicatore è molto semplice, si vuole misurare la sostenibilità del debito finanziario rapportandolo semplicemente ai veri e propri soldi che siamo sicuri di trovare in azienda (quelli generati e dei soci), di conseguenza il rapporto potrà avere diversi “valori chiave”:
Se il debt/equity è maggiore di 1, significa che l’indebitamento supera il patrimonio netto e quindi viene messa in dubbio la sostenibilità di questo debito, in generale è quindi un aspetto negativo un valore del genere.
Se il debt/equity è compreso tra 0 e 1 (quindi positivo ma minore di 1), signfica che il patrimonio netto supera l’indebitamento, che quindi è presente, ma in linea di massima sostenibile.
Se il debt/equity è compreso tra 0 e -1 (quindi negativo ma maggiore di -1), significa che non c’è indebitamento finanziario (quindi la Posizione Finanziaria Netta è positiva) e in generale è sintomo di ottima salute aziendale, ma di una società che al momento non sta investendo moltissimo (di fatto, come ci suggerisce anche il calcolo del capitale investito netto = patrimonio netto + indebitamento finanziario netto, l’indebitamento è spesso necessario per investire, avere posizione finanziara netta positiva, significa momentaneamente investire di meno).
Valori estremi del debt/equity, quindi superiore a 2 o inferiori a -1, in linea di massima appartengono ad aziende che non sono da tenere in considerazione, perchè nel primo caso indicano una società a rischio fallimento (in Ama abbiamo 2,89!!!!), nel secondo caso una che sta investendo pochissimo e quindi con poche prospettive di crescita.
Altro indicatore molto importante, ovviamente per quanto mi riguarda, nella valutazione della sostenibilità dell’indebitamento. Il Current Ratio, ovvero letteralmente “indice corrente”, serve a valutare la situazione del capitale circolante netto.
Il capitale circolante netto, CCN, è dato dalla differenza tra Attivo Circolate (Crediti verso Clienti e Rimanenze) e Passivo Circolante (Debiti verso Fornitori e Fondi) ossia il capitale che resta impiegato in attività a breve per garantire la gestione ordinaria d’impresa; il CCN può essere rispettivamente maggiore o minore di zero e può essere calcolato più semplicemente come Attività Correnti – Passività Correnti.
La current ratio, altro non fa, che fare il rapporto, piuttosto che la differenza, tra queste due misure (attività e passività correnti) e quindi verrà maggiore o minore di 1, a seconda se le attività superano o meno le passività correnti.
E’ molto importante che la current ratio sia maggiore di 1, ovvero capitale circolante netto positivo, questo perchè indica che la società è in grado di ripagare i debiti a breve, tuttavia (senza intraprendere un discorso complicato sul capitale circolante netto), è preferibile che questo indicatore sia inferiore a 3 e abbastanza costante nel tempo.
Una current ratio inferiore a 1, indica che la società dovrà usare della cassa (quindi calerà il free cash flow) per poter ripagare i debiti a breve, non è quindi sintomo di bancarotta, ma una spia, che soprattutto se presente nel tempo, indica un evidente incapacità di gestire in maniera corretta l’azienda. E Ama ha un CCN di 0,91!!!
Insomma, questa analisi, che è poi quella che fanno le banche per decidere se darti o meno affidamenti, finanziamenti e altro genere di aiuti finanziari dice che sarà dure, molto dura. E si spiega perché, se non hai le competenze, è inutile pensare che produrre un piccolo utile sia utile!
La selezione dei nuovi componenti del Cda è sintomatica della volontà di non volersi avvalere delle competenze locali, ma solo di inutili comparse. Dopo un decennio di scempio di D'Avolio, spetta ora allAgogliati continuare l'opera, sembra.
Più è grande un'azienda, più complessa ne è la guida, e dovrebbe essere affidata a persone esperte.
L'arrivo, almeno, della "due diligence" di KPMG è una buona notizia per le banche, che finalmente ci capiranno qualcosa, e sarà interessante leggerne le conclusioni.
Noi abbiamo qualche idea. E le renderemo note nelle prossime settimane, confrontandoci con le forze politiche e le intelligenze locali, mettendo, anche, a confronto le opinioni.
RF

Il bilancio AMA al 31/12/2013 riclassificato

1 commento:

  1. Relazione chiara e puntuale. La situazione è tanto grave che AMA ha chiesto di recente un finanziamento al Comune di 1.500.000,00 in quanto non aveva credito nei con fronti delle banche. Anche vendendo tutto il patrimonio disponibile AMA non potrebbe pagare i creditori che hanno crediti pari a tre volte il patrimonio (ammesso sempre che il patrimonio sia indicato a valori veritieri e non gonfiati.

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