giovedì 7 agosto 2014

UNIVERSITA'. Il planivolumetrico della Humanitas University. Ma la viabilità?

Lo studio di architettura milanese di Filippo Taidelli è l'autore del master plan e del planivolumetrico della Humanitas Huniversity, il nuovo polo universitario di Rocca.
Al di là degli intenti e delle dimensioni, che hanno già "subito" l'iter approvativo da parte del Comune di Pieve (che lo ospita) e del MIUR, il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, ci sono ora questioni relative all'impatto complessivo sul territorio dal punto di vista viabilistico che gli studi del PIM non hanno risolto, o, per lo meno, che hanno lasciato molte domande irrisolte.
Essi, infatti, sono particolarmente criticati per il fatto che traguardano semplicemente l'ambito locale, e non l'impianto della viabilità territoriale nel suo complesso.

La soluzione proposta dal Centrro Studi PIM, su incarico di Humanitas (e quindi con l'ovvia limitatezza di un incarico che per definizione tendeva a risolvere e soddisfare esihenze dichiaratamente locali), dal titolo " STUDIO DEL SISTEMA DI VIABILITA’ E ACCESSIBILITA’ ALL’ISTITUTO CLINICO HUMANITAS IN ROZZANO E IN PIEVE EMANUELE." aveva il dichiarato obiettivo di "partire dal programma di sviluppo insediativo del previsto Campus della Pieve (fornito dal Committente)" con " ’individuazione di interventi integrativi sulla rete viaria finalizzati a migliorare le condizioni di accessibilità (privata e pubblica) sia alla scala ampia che alla scala locale". Interventi integrativi, dunque, nessuno studio volto a comprendere se l'attuale quadro viabilistico soddisfi le necessità, in virtù, ad esempio, dei nuovi insediamenti commerciali lungo la via Manzoni, della necessaria intermobilità e del collegamento autostradale.
In definitiva, tutto si è risolto con cinque intersezioni e per il tratto stradale di via Manzoni (Comune di Pieve Emanuele) compreso fra l’ingresso dell’Istituto Clinico Humanitas e la Bretella di Tolcinasco, viene predisposta la soluzione geometrica finalizzata a ridurre le criticità esistenti e potenziali. 
Le critiche sono giunte anche dall'associazione Parco Sud, che, simbolicamente, ha denunciato la situazione con una caustica sintesi "come morire di traffico per amore della salute".
Gli argomenti, che condividiamo, sono relativi alle problematiche che andranno ad acuirsi in un'area già altamente congestionata e che per di più prevede incrementi residenziali stratosferici.
Le questioni che l'associazioni pone sono tutt'altro che peregrine:
- Qualcuno ha calcolato l'impatto aggiuntivo della nuova struttura in termini di numero delle persone che quotidianamente si recano in questo mega ospedale?
- Forse il prolungamento della linea tranviaria o una metro leggera non sarebbe opportuna?
- Inoltre, essendo un'estensione del corpus principale dell'Humanitas di Rozzano, non potrebbero i diversi Comuni coinvolti studiare congiuntamente una soluzione più consona?
A Rozzano ci si riempie la bocca con l'Humanitas University (da 15mila euro a studente!), ma non si ragiona in termini di pianificazione urbana congiunta e sovralocale, che potrebbe portare ad un diverso approccio a questi progetti. Va bene che le commissioni comunali non contano nulla, va bene che il sindaco-assessore deve occuparsi dei PII e delle AT locali dove magari ci si guadagna pure qualcosa, ma  ben venga la Città Metropolitana, che toglie ai piccoli sindaci queste visioni nichiliste....
Si pensi che nei documenti relativi all'approvazione di questo importante intervento non c'è lo straccio di report di una riunione tra i comuni di Pieve e Rozzano, e su questo, per i privati, si aprono autostrade inesplorate e redditizie.
RF

1 commento:

  1. A Pieve ci siamo posti il problema. Abbiamo chiesto spiegazioni in merito alla viabilità ma c'è stato risposto che la colpa é della vecchia ammirazione (come ogni cosa che succede s Pieve)

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