sabato 23 agosto 2014

SOCIETA'. Rozzano, Cruising friendly per LGBT... Piccoli diritti civili devono crescere

La curiosità che ci è stata suscitata da un servizio su "Panorama" relativo ad un ospedale di Trieste specializzato nel cambiare il sesso delle persone che si trovano in situazioni di difficoltà di genere, ci ha portato ad indagare nel mondo dei gay e del loro lessico e fenomenologia.
A causa di questo, abbiamo ri-scoperto che Rozzano, o meglio, l'area di servizio di Rozzano sulla tangenziale, è un popolare luogo di incontro per gay et al.
Tanto per cominciare abbiamo scoperto che il termine LGBT, è un nome collettivo che identifica una molteplicità di generi: Lesbiche, Gay, Bisexual e Transgender. Incredibile a dirsi, ma è diventato popolare a seguito della sua comparsa al NASDAQ, l'indice di borsa americano, che l'ha introdotto per il business relativo alle aziende che gestiscono siti Gay quotate a New York.
"Desideri scegliere per la tua vacanza una meta LGBT e trascorrere le tue vacanze in delle strutture ricettive gay-friendly?" è l'ammiccante domanda di un sito specializzato in soluzioni d'accoglienza per genere. Ma a Rozzano la ricerca non da esito.

Da invece un riscontro la ricerca per il termine "cruising", altra novità lessicale per persone poco avvezze alla materia. Con "Gay Cruising" si intende il camminare o guidare in una località alla ricerca di un partner sessuale, di solito di anonimo, casuale, che cambia di una volta. Il termine è usato anche quando la tecnologia viene utilizzata per trovare sesso occasionale, come l'utilizzo di un sito Internet o un servizio telefonico.
Insomma, con questa ricerca si trova facilmente L'Autogrill a Rozzano (A50 Tangenziale Ovest Milano Km 24.5 - 20089 Milano - Italy), descritto come "Ampio spazio. Ampia zona di cruising di sera dietro i camion nell'ampio spazio retrostante, aperto 24/24".
E sul posto son stati girati molti video "amatoriali" di incontri occasionali...
Lecito e illecito, normale e anormale. Insomma, il dibattito resta aperto.
Anche in occasione dell'approvazione in Consiglio Comunale della delibera del 16-XII-2013, che ha passato il “riconoscimento” delle “unioni civili”, si è avuto un riscontro della difficoltà che incute il tema.Carmelo Bonvegna, nel gennaio 2014, sul sito cristianocattolico.it ha postato una filippica a "favore" della famiglia tradizionale, che ha dello sconcertante. La riportiamo perchè crediamo che si palesa così la difficoltà di una tra le poche società avanzate che fatica a considerare soluzioni affettive diverse da quelle tra uomo e donna come una delle naturalmente possibili, determinando così le aberrazioni di cui sopra e la mercificazione del sesso.
"L’applauso conclusivo di Consiglieri e Assessori nell’Aula, dove anni fa non è stata permessal’esposizione del Crocifisso, colora la scena di eroicomico quasi quel voto fosse il risultato d’una fatidica giornata campale e, quindi, bisognosa di uno sfogo liberatorio per una vittoria simbolica agguantata dopo strenuo combattimento…
In realtà non c’è stata alcuna battaglia ma soltanto una banale conta di voti, scontati, perché quelli che avrebbero potuto/dovuto “resistere” e “combattere” “non sono neanche comparsi” direbbe Machiavelli: molti “oppositori” di Centro-Destra (supposto che avessero qualcosa da dire sulle “unioni civili”!) erano fisicamente assenti dall’Aula, alcuni usciti forse per stanchezza (si votò a mezza notte); un “indipendente”, che la vigilia sembrava contrario e diceva perfino di attendere al varco i “cattolici” della maggioranza per giudicarne il comportamento, ha, poi, tranquillamente votato pur’esso a favore; cinque, fra cui la rappresentante della Lega, si sono astenuti; i “cattolici” del Partito Democratico hanno votato – ovviamente – a favore.
Nessuno, fuori dell’Aula, si è accorto di niente. E io che nel “foglietto” del 1º Novembre dicevo di non erigere barricate o scavare fossati! Macché! Non c’è stato neanche un minuscolo solco! Nulla di nulla, manco uno zitto; silenzio assordante perfino sul “ViviRozzano” altre volte prodigo di interviste a persone che – ad esempio – concionano di “Cattolicesimo” e “Riformismo” come “due pilastri sui quali si deve basare il Partito Democratico” (marzo 2007) e, talora, con gran corredo di foto di sindaci, preti, politici e prelati insieme. Eppure quell’applauso, significa che i votanti – evidentemente con buone ragioni, dal loro punto di vista – hanno attribuito alla vicenda una valenza “storica”, come, del resto, altri “maestri” prima di loro: il sindaco di Napoli che, in una occasione analoga, disse glorioso “stiamo scrivendo una pagina storica” (“Avvenire”, 14-II-2012) o quello di Palermo, il “cattolico” Leoluca Orlando, che, con enfasi tutta siciliana, dopo l’approvazione del “registro delle coppie di fatto”, ha dichiarato: “stasera è stato compiuto un atto di civiltà, è stata fatta una scelta che porta Palermo fra le grandi città etc. etc.” (Avvenire, 12-VI-2013) Sì, infatti, ai cittadini di Napoli e Palermo – città nobilissime ma per altri motivi – , con quel po’ di problemi che si ritrovano, mancava soltanto il “registro” per essere felici!"

Occorre sicuramente una mentalità più progressista, che si espliciti non solo con la votazione di un fittizio registro per le Unioni Civili in consiglio comunale, ma che pervada le strutture ed i programmi dell'istruzione pubblica, senza discriminazioni e senza veli: l'ipocrisia, ancora, regna sovrana.
RF

3 commenti:

  1. Complimenti a Marco Masini che ci informa di tutto senza pregiudizi e senza giudizi. Grazie

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  2. Sono d'accordo, basta con i pregiudizi.
    Penso che dopo il matrimonio gay e le successive adozioni di bambini da parte di questi si possa tranquillamente veleggiare verso la depenalizzazione della pedofilia e la legittimazione dell'incesto.
    Dobbiamo liberarci di tutti i gravi pregiudizi esistenti in questo paese bigotto e retrogrado.
    E, una volta eliminati tutti, ci penseranno quelli di "Allahu akbar" a dettarci regole e precetti.
    Poveri stolti !









    che devono essere sradicati dalla mente di questi italiani bigotti e retrogradi

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    Risposte
    1. Dimenticavo. L'unione uomo-donna che sta alla base della famiglia non è da definirsi tradizionale ma bensì naturale.
      Le tradizioni sono soggette a variazioni, le leggi di natura no.
      In fin dei conti anche gli omosessuali nascono da un uomo e da una donna. O no ?

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