giovedì 21 agosto 2014

SANITA'. In Humanitas radioterapia a basso impatto con RapidARC

La dott.sa Marta Scorsetti, resp. radioterapia HCI ed il team
(foto HCI)
Gli sviluppi di terapie sempre più efficaci per la lotta al cancro stanno conducendo molto lontano in termini di sviluppo, in particolare (o meglio, per il nostro interesse particolare) nel campo della cosiddetta radioterapia.
Senza entrare nel merito dell'uso o dell'abuso degli strumenti, la disponibilità di tecnologie molto precise e sofisticate, ma altrettanto semplici per gli specialisti, da sempre maggiori opportunità per tentare di debellare la malattia umana per definizione determinata dallo sviluppo fuori controllo di apparati o tessuti.
Humanitas ha iniziato da molti anni a sviluppare il settore della medicina nucleare: lo scorso dicembre la radioterapia ha festeggiato i dieci anni.
Oggi, in questa estate senza canicola, nonostante non vi sia la notizia, piuttosto che pubblicare notizie di Gossip e varie, preferiamo parlare di utilità sanitarie, per informare sulle tecnologie per rimediare a degenerazioni neoplastiche, ahimè sempre comuni.
A tal proposito riferiamo dell'ultima macchina acquisita a fine 2008 per aumentare le capacità terapeutiche dell'Istituto è RapidArc della Varian, basato sulla tecnica detta Volumetric Modulated Arc Therapy, VMAT, che distribuisce una dose (energia per unità di volume) 3D "scolpita" sui 360 gradi di rotazione del gantry (il dispositivo ruotante). L'algoritmo di pianificazione cambia contemporaneamente tre parametri durante il trattamento: velocità di rotazione del gantry, forma della collimatori multilamellare e la dose proiettata.
La tecnica è stata introdotta dalla Elekta, la cui macchina si chiama proprio VMAT, ma, sostanzialmente in simultanea, da Varian, con la sua RapidArc. La scelta di Humanitas è ricaduta su quest'ultima.
Il RapidArc differisce dalla IMRT tradizionale perché distribuisce la dose per tutto il volume, piuttosto che fetta a fetta come in una Tomografia. Ed inoltre, grazie alle tecniche di Imaging tridimensionale integrate "a bordo" si ottengono dati per un algoritmo che garantisce un'altissima precisione nel trattamento, contribuendo a risparmiare normale tessuto sano.

Preparazione di un paziente (foto HCI)
Si possono addirittura compensare i movimenti dell'organo bersaglio a causa della respirazione!
I tre grandi punti di forza di questa terapia sono: l'alta velocità del trattamento (in soli 75 secondi la macchina compie un giro completo attorno al paziente, irradiando con precisione infinitesimale le cellule tumorali, senza intaccare i tessuti sani), la durata complessiva della seduta (dal momento in cui il paziente entra in reparto alla fine della terapia non passano più di 10 minuti) e il programma di trattamento (con poche sedute di questo tipo la massa tumorale si riduce in maniera considerevole viene eliminata del tutto).
La dott.ssa Marta Scorsetti, responsabile di Radioterapia in Humanitas, è molto soddisfatta di questa novità: "L’efficacia della radioterapia stereotassica a livello delle metastasi cerebrali e di diversi tumori come il carcinoma polmonare allo stadio iniziale o le metastasi epatiche è già nota e validata. Noi siamo stati tra i primi ad estendere questo trattamento, nell’ambito di studi clinici mirati, ai tumori polmonari localmente avanzati, alle lesioni metastatiche dell’addome, delle pelvi e del fegato, alle recidive di malattia a livello vertebrale con compressione midollare e, ancora, ai tumori della testa e del collo dove il risparmio di dose alle parotidi può evitare notevoli effetti collaterali, come la mancanza di saliva".
Sezione coronale che mostra la distribuzione di dose al
"bersaglio" (foto Varian).
Questa metodica si è dimostrata eccellente”, aggiunge Scorsetti, “in particolare quando ci troviamo ad affrontare casi complessi, come tumori molto profondi, vicini a grossi vasi sanguigni o comunque non operabili per altri fattori. Inoltre l’impiego di RapidArc in situazioni molto complesse anatomicamente, come nel caso del trattamento del mesotelioma pleurico, ci ha permesso di trattare pazienti fino ad oggi poco responsivi alle cure con ottimi risultati, ottenendo in alcuni casi una lunga stabilizzazione di malattia ed un ottimo impatto sul controllo del dolore”.
Questa nuova soluzione terapeutica si va ad aggiungere agli altri sistemi radioterapici già presenti da tempo in Humanitas. Tra questi la radioterapia stereotassica cerebrale e corporea SBRT, un sistema 4D che irradia il tumore tenendo conto dei movimenti respiratori del paziente.
Le nuove tecnologie hanno portato grandi innovazioni, nella nostra attività, già nella fase di studio dei casi clinici – dice ancora la dottoressa Scorsetti -. Dopo una prima valutazione in cui si stabilisce se queste terapie sono adatte al paziente, effettuiamo una TAC di simulazione e, se è il caso, anche una risonanza magnetica o una PET. Con questo approccio, che chiamiamo ‘imaging multimodale‘, siamo in grado di stabilire non solo la localizzazione esatta e le dimensioni del tumore, ma anche quali sono al suo interno le aree più attive e pericolose".
Possiamo così predisporre” specifica Scorsettiun piano di trattamento personalizzato e selettivo, in modo da colpire con assoluta accuratezza e precisione solo le cellule tumorali,risparmiando al massimo i tessuti sani e quindi riducendo notevolmente la tossicità. In questa fase lavoriamo a stretto contatto con un gruppo di fisici specializzati che calcolano l’intensità e la dose di radiazioni per ottenere il miglior risultato possibile con il minor rischio di sviluppare effetti collaterali“.
Fino a poco tempo fa, calcoli di questo genere richiedevano un intero giorno per ciascun paziente. Oggi grazie a software ed algoritmi estremamente sofisticati, questo tempo si è ridotto ad un’ora soltanto.
Tanto per non perdere di vista anche l'aspetto economico, attrezzature di questo tipo valgono svariati milioni di euro e aziende come Varian (2,2 miliardi di dollari di fatturato nel 2009 e 390 milioni di guadagno), se non "supportate" da piani assicurativi o coperture sanitarie sempre più importanti, non potranno mantenere questo tasso di remunerazione del capitale, in quanto la competizione globale - in un mercato che richiede sempre più trattamenti per il cancro - determina forti investimenti in ricerca e sviluppo. Comunque, con un 60% di quota di mercato globale nel segmento della radioterapia stereotassica, Varian è ben posizionata per mantenere una posizione di leadership anche contro colossi come Philips e Siemens.
"ça va sans dirè" che Humanitas, in un'ottica di remunerazione del capitale investito, ha traguardato la volontà di Regione Lombardia di coprire le spese per il trattamento di ogni paziente.
A questo proposito, grazie al fatto che il tempo di trattamento è stato ridotto a meno di due minuti (rispetto alle orette prima necessarie) il costo specifico di ogni intervento si è ridotto, la quantità di pazienti trattati aumenta a dismisura e il rischio che la Lombardia abbia contribuito a ridurre il payback di questa operazione a pochi mesi (il resto tutto grasso) è concreto, e porti un pesante onere nelle tasche di noi cittadini.
Insomma, i rimborsi sono stati calibrati alle nuove tecnologie?
Rischio collasso.... economico pubblico?
Alla fine ci sarà chi festeggia (i pazienti, ad esempio, è ben vanga) e chi....
RF

2 commenti:

  1. Dio benedica la Prof.Scorsetti, il suo staff e le macchine di nuova generazione e salvi i pazienti che ad essi si rivolgono,

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  2. Dio benedica la Prof.Scorsetti, il suo staff e le macchine di nuova generazione e salvi i pazienti che ad essi si rivolgono,

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