mercoledì 27 agosto 2014

AZIENDE. Arco sempre in difficoltà. CIR si propone.

Per il momento la qualità delle mense è salva
Nonostante il Pd di Rozzano si sia chiaramente trasformato nella vecchia Dc, con tutti i suoi vizi, l'unica azienda 100% Ama ancora in mano ad un ex Pci è in grado di mobilitare il sistema delle coop rosse, per sostenere finanziariamente il bilancio che traballa per colpa dei Dc locali!
Durante la presentazione del bilancio di Arco srl, il socio privato CIR, società parte del sistema Legacoop, arrivata presumibilmente a Rozzano grazie al plenipotenziario Carlo Presidente Carrara, si è offerto di comprare il capannone di via Buozzi (già tentata la vendita) per rendere più solida patrimonialmente la società e consentire quell'accesso al credito con le banche che, nonostante Ama, gli consentirebbe di mantenere in vita la controllata. La condizione, però, è avere la maggioranza della società. Mi par congruo, ma il problema è che il capannone è di Api, che, stante la situazione debitoria con le banche "amiche", dovrebbe chiederne il nulla osta che difficilmente potrebbe avere. Dopo di che occorrerebbe una transazione di proprietà ad Arco.... Insomma, una strada complessa.
CIR è proprietaria del 49% di Arco, socia di maggioranza in una società a prevalente capitale pubblico (Ama, Pieve Emanuele e Lacchiarella detengono complessivamente il 51%).
Il gravame di crediti da riscuotere ammonta a 2 milioni e 238mila euro, di cui ben un milione Ama e 423mila euro Pieve Emanuele. A causa di questo sono in crescita i debiti con i fornitori, che hanno superato il milione e mezzo, e il capitale necessario per le operazioni "quotidiane" è al lumicino: le banche hanno concesso ancora 150mila euro, ma si è al limite operativo. I soli salari e stipendi valgono oltre 120mila euro al mese!

E' per questo che, nonostante un utile (fittizio) di 168mila euro, i soci (a meno di Ama, che è socia ma colpevole della situazione) si sono alquanto lamentati e CIR è dovuta intervenire con il "soccorso rosso".
Nella relazione del presidente del consiglio di amministrazione, Pietro Forello, si trovano ampi riferimenti alla sofferenza per questa situazione, poi riportate nel bilancio. "L'organo amministrativo è dovuto intervenire più volte al fine di prendere atto della situazione finanziaria, e intraprendere le azioni più opportune", che sono arrivate al punto di inviare solleciti tramite studi legali per chiedere il rientro. Questo ha portato ad un versamento di Ama di 210mila euro, ma nessuna notizia di piani di rientro, nemmeno dall'ottimo Bandera, membro del Cda della società, presente per far numero.
Numeri preoccupanti!
"Sono intervenute e si stanno ancora oggi intrattenendo trattative con gli isttuti di credito al fine di innalzare i limiti di affidamento alla nostra società nonchè presi contatti con i clienti, anche soci, al fine di definire piani di rientro del credito", ed infatti è stato ottenuto un affidamento per anticipo fatture di 150mila euro.
"E' stata e viene sempre posta attenzione sulla necessità di salvaguardare il fabbisogno finanziario mensile necessario per la copertura dei costi fissi e per il pagamento dei fornitori [...]".
Insomma una situazione difficile, che ha portato Paolo Festa, sindaco di Pieve Emanuele, nell'ultima assemblea soci a presentare e confermare un piano di rientro nonostante le difficoltà economiche in cui versa il Comune.
Anche l'ormai ex sindaco di Lacchiarella Acerbi bacchetta Ama: felicitandosi per i risultati economici dell'azienda, non può fare a meno di lamentare i problemi finanziari di cui Ama è principale parte in causa, e lamenta che non vi siano segnali per il risanamento della sua situazione debitoria. Anche il vicesindaco Concadoro si rammarica dell'atteggiamento di Ama e chiede, perentoriamente, che si inaspriscano se necessario anche le azioni legali per addivenire a soluzione della questione...
Un plauso ai risultati economici di Arco e alla gestione Forello anche dal rappresentante CIR che, vedendoci lungo, abbiamo visto chiederne il controllo. Meglio un privato che una massa di inetti pubblici, verrebbe da dire.
Buone notizie per la qualità dei pasti: verranno sostituite attrezzature obsolete con un investimento di circa 120mila euro, annunciato dal consigliere Spadoni.
E il "super sindaco con le deleghe strategiche che contano", Barbara Agogliati, quali piani ha?
Non è dato sapersi, visto che sul tema partecipate e controllate nessuno relazione a nessuno da anni....
RF


1 commento:

  1. AMA è un carrozzone sfondato che fa acqua da tutte le parti. Non si può affidare l'amministrazione di una Società che gestisce miliardi ad un ballerino, ad una religiosa e ad un insegnante in pensione. Barbara Agogliati non ha nessun interesse a farci una pessima figura ora che è sindaco. Le converrebbe subito fare marcia indietro e tirare fuori le energie necessarie per impedire che la barca affondi. Dentro ci resterebbe anche lei, mentre chi ha deciso lo sfascio è già andato, come schettino, su un lido sicuro.

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