martedì 29 luglio 2014

SANITA'. Investimenti su Pieve, ma Rozzano capitale della medicina.

In questo ultimo mese ci siamo sciacquati la bocca con il colluttorio dell'apertura dell'Università Humanitas, perchè la sede è sul comune di Rozzano. Ma, in realtà, tutti gli investimenti per la realizzazione del nuovo polo universitario saranno realizzati nel "Campus della Pieve", l'area di confine con Rozzano e Basiglio alle spalle del Borgo Manzoni del presidentissimo Carrara.
Pieve Emanuele, infatti, ha deliberato nella canicola del luglio 2013 la variante al PGT, il Piano Attuativo, che porterà ben 700mila metri cubi di cemento medicale per lo sviluppo del polo universitario, che avverrà in più fasi.
Intanto, giusto a novembre del 2013, l'ANVUR (l'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) ha sottoposto al MIUR la "Relazione Tecnica sulla proposta di istituzione della nuova università non statale Humanitas",  dopo una domanda di istruttoria del Ministero stesso del gennaio 2013.
I requisiti esaminati nel documento fan sì, che dal punto di vista squisitamente scientifico, l'Humanitas soddisfi tutte le necessità dei Decreti di specie, mentre, ed in modo inatteso, i principali rilievi vengono mossi sul fronte economico.

Partendo, nell'analisi, dalla reale necessità di medici espresse dal SSN risulta chiaro come l'operazione sia, se non preveggente, quanto meno necessaria, visto che il saldo tra quelle e i posti assegnati è negativo dal 2012. E una carenza ancor maggiore si manifesta nel sistema infermieristico, dove la carenza in Lombardia è addirittura molto più alta che nella media italiana.
Nessun problema sul fronte dei docenti, dove Humanitas intende allinearsi per qualità e quantità, alle migliori esperienze internazionali.
Lo sviluppo attuale di Humanitas
Qualche rilievo sulle attività di ricerca, che non trovano sufficiente conforto nella documentazione proposta, alquanto generica. La necessità dello sviluppo del nuovo polo viene indicata come prioritaria per evitare l'affollamento rilevato durante le attività ispettive.
Il "Campus" avrà servizi tecnologici di prim'ordine e convenzioni con gli esercizi e le funzioni della zona. Ma, proprio sul fronte del diritto allo studio si concentra il commento più duro dell'ANVUR:"I fondi dedicati al diritto allo studio, pari a circa il 9% del budget, difficilmente consentiranno a tutti gli studenti meritevoli e non abbienti di iscriversi; l’elevato importo della tassa di iscrizione prefigurerà quindi una selezione legata in misura significativa al reddito dei candidati". Insomma, un invito a fare di più (sui fondi per gli studenti non abbienti) e di meno (sul fronte della retta, di cui diremo ancora).
La sede della nuova università è prevista inizialmente a Rozzano, negli edifici dell’Istituto Clinico Humanitas (ICH) che occupano la superficie edificata di 90.000 mq della (immagine a lato). Attualmente i locali previsti per i tre nuovi corsi di laurea sono già in parte utilizzati per le attività didattiche del Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano svolto in collaborazione con ICH a Rozzano. Nelle attuali strutture 3.800 metri quadrati saranno dedicati alle attività didattica (lezioni frontali, studi a piccoli gruppi, studio personale, ecc.). Le aree di ricerca occuperanno una superficie di ulteriori 3.880 metri quadrati. In queste aree viene svolta attività di ricerca sia da ricercatori dell’IRCCS Humanitas, sia da docenti dell’Università degli Studi di Milano i quali, nell’ambito di un rapporto convenzionale tra gli enti, possono condividere l’utilizzo di spazi, facilities e servizi per la ricerca.
Successivamente, la nuova università verrà trasferita nell’area adiacente, Campus Pieve, che prevede l’edificazione di 60.000 mq (già approvati dal comune di Pieve Emanuele) nei quali verranno localizzate le attività didattiche e i dipartimenti dell’università, nonché le attività di ricerca e la foresteria (foto). Gli spazi destinati esclusivamente alla didattica occuperanno una superficie di 16.000 metri quadrati. A questi si aggiungono le aree che verranno dedicate all’attività di ricerca pari a 9.500 metri quadrati.
E concludono "Appare essenziale che la nuova sede sia disponibile prima della messa a regime dei corsi, che prevedono un numero di studenti complessivo (750) nettamente superiore a quello che attualemente gravita negli stessi spazi per i corsi di laurea dell’Università di Milano (498)".
Il nuovo "Campus della Pieve" alle spalle di Borgo Manzoni
Come già accennato, le critiche più piccanti arrivano sul piano finanziario e della sostenibilità. I costi previsti a regime sono circa 11milioni di Euro, coperti in larga maggioranza dalle tasse di iscrizione (8,651 MEuro), che, per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia saranno pari a 11.000 Euro il primo anno di attivazione, e aumenteranno progressivamente fino a raggiungere i 15.000 a regime nel sesto anno!
Infatti, i commenti dell'ANVUR sono attenti, sul fronte del diritto allo studio:
  • la maggior parte delle entrate deriva dalle tasse di iscrizione, che, per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia ammontano a 15mila Euro a regime: una cifra decisamente elevata, anche a confronto con l’analogo esempio del Campus Biomedico, le cui tasse di iscrizione sono di 11,5 mila Euro al primo anno per poi decrescere negli anni successivi; 
  • non è prevista una modulazione delle tasse di iscrizione in funzione del reddito (posizione modificata nella lettera di precisazioni, successiva alla visita, che afferma di volerlo prevedere); 
  • la previsione che i costi di marketing si azzerino a partire dal quinto anno non appare credibile, nel contesto competitivo in cui operano gli atenei.
Ma le conclusioni sono comunque positive. La proposta di nuova università Humanitas rappresenta un progetto ambizioso calato in una realtà ospedaliera e di ricerca di indubbia qualità, caratterizzata da una tensione all’eccellenza in un contesto internazionale.
ANVUR sottolinea però che occorre distinguere con chiarezza il contesto clinico e le sue attività di ricerca, che forniscono sicure garanzie per le attività di appoggio e per la pratica ospedaliera, dalla realtà della futura università, la cui qualità dipenderà in larga misura dalle politiche di reclutamento dei docenti e ricercatori e, anche, dal successo nel reclutamento degli studenti migliori.
Approfondiremo le tematiche urbanistiche in un post a parte per gli impatti che avranno sulla nostra città.
RF






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