venerdì 4 luglio 2014

PARTECIPATE. Forse buone e cattive notizie per API, su lavoro e finanza.

L'instabilità della Legge di Stabilità...
In attesa di conoscere le intenzioni della nuova giunta, abbiamo riletto la recente Legge di stabilità 2014 e il Milleproroghe, che contengono interessanti novità, sia per la mobilità del personale fra società partecipate che per risolvere le loro problematiche situazioni finanziarie.
Facciamo il punto tecnico amministrativo e politico.
Pubblicata sulla G.U. n. 302 del 27/12/2013 - Suppl. Ordinario n. 87/L, la L. di stabilità è entrata in vigore il primo gennaio 2014. Ed a questa faceva riferimento l'ex consigliere, oggi assessore, Pietro Moro, durante gli ultimi consigli comunali a proposito dei lavoratori API. Ma... Si ci sono vari "ma", ed ecco perché non è stata ancora adottata.
I commi 563-569 della stessa reintroducono nel nostro ordinamento la possibilità di attivare processi di mobilità del personale fra società pubbliche, possibilità che era stata prevista originariamente dal D.L. 101/2013, per essere poi stralciata in sede di conversione.
La previsione appare piuttosto utile, soprattutto in un contesto macroeconomico come quello attuale, nel quale è sicuramente preferibile ricollocare le risorse umane là dove vi sono maggiori necessità.
Pertanto, come detto, dal 1° gennaio scorso le società controllate direttamente o indirettamente dalle PA (indicate all’art. 1 comma 2 del D.Lgs. 165/2001 o dai loro enti strumentali), possono accordarsi tra di loro per realizzare, anche senza il consenso del lavoratore, processi di mobilità di personale anche in servizio all’01/01/2014, in relazione ai propri fabbisogni.
Nel caso del nostro Comune, tale processo sembrerebbe utile a risolvere le questioni legate ai lavoratori dell'azienda in liquidazione: API srl.

Mobilità
I suddetti processi di mobilità:
· necessitano della previa informativa alle rappresentanze sindacali operanti presso la società e alle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL dalla stessa applicato;
· devono essere attuati nel rispetto dell’ordinamento professionale;
· non possono comportare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica;
· non possono avvenire tra le società partecipate e gli enti pubblici soci delle stesse;
· non possono essere attuati dalle società quotate e dalle società dalle stesse controllate;
· devono garantire ai lavoratori i diritti previsti dal comma 1 e 3 dell’art. 2112 del Codice Civile.
Le PA che esercitano l’attività di controllo sulle società sarebbero stati tenuti ad adottare atti d’indirizzo volti a favorire l’acquisizione di personale mediante le suddette procedure di mobilità ed evitare, quindi, che le società avviino nuove procedure di reclutamento di risorse umane. Gli atti d’indirizzo devono tener conto delle esigenze di riorganizzazione delle funzioni e dei servizi esternalizzati, di razionalizzazione delle spese e di risanamento economico-finanziario secondo appositi piani industriali.
Al contrario, invece, in AMA, dal primo di gennaio son continuate le assunzioni. Ma non solo.
Se i lavoratori di API fossero trasferiti ad AMA, API dovrebbe immediatamente chiudere per l'impossibilità di continuare ad operare, e il Comune dovrebbe trovare le risorse per ripianare il debito di 46 milioni che giace nel Bilancio.
Ecco quindi che i lavoratori son tenuti nella condizione di "morti viventi": utili nella società "morta" ma "morti" per la società "viva"!
Una notizia, dallo stesso decreto, che potrebbe apparire negativa è invece la necessità di accantonare i denari necessari per la liquidazione delle partecipate: API (di nuovo). Si tratta di una "spada di Damocle", l'ennesima, sul bilancio comunale...
I commi da 550 a 552 dell’art. 1 della Legge di Stabilità 2014 prevedono che qualora le aziende speciali, le istituzioni o le società presentino un risultato d’esercizio o un saldo finanziario negativo, o siano state poste in liquidazione, gli Enti locali soci sono obbligati ad accantonare nell’anno successivo, in apposito fondo vincolato, un importo pari al risultato negativo non immediatamente ripianato, in misura proporzionale alla loro quota di partecipazione.
Gli accantonamenti al fondo vincolato dovranno essere effettuati a decorrere dall’anno 2015, quindi con riferimento al risultato d’esercizio o al saldo finanziario dell’esercizio 2014. Inoltre, è previsto un meccanismo di accantonamento graduale per il triennio 2015- 2017; quindi la previsione andrà a pieno regime solo a partire dal 2018.
A questo proposito in merito alla possibilità di riassumere in proprio la gestione dei servizi la Corte Costituzionale ha demandato ad un Comune che l'ha interpellata in materia la valutazione della loro rilevanza economica, ritenendo in ogni caso possibile la reinternalizzazione dei servizi nel rispetto delle disposizioni di cui all’art. 4 del decreto legge 138/2011 (convertito dalla legge 148/2011) e di cui agli art. 11 e 25 del decreto legge 1/2012.
Insomma: potremmo spostare i lavoratori Api in Ama ("Ma! non poss....vogli....amo..."), e dovremo accantonare dal prossimo bilancio i denari per i debiti Api.
Lasciamo il giudizio ai lettori e le decisioni, che valuteremo, alla nuova giunta.
RF

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