giovedì 17 luglio 2014

FIERE. "Interessi e comportamenti illegali", la relazione del Comitato Antimafia di Milano sui mercatini e fiere. Rozzano copia gli schemi!

Le fiere di Rozzano all'ombra della torre
Pubblicata la quarta relazione del Comitato per il Contrasto dell Mafia di Milano presieduto da Nando Dalla Chiesa dove, tra l'altro, si entra nel merito alla gestione delle fiere milanesi, dove, senza troppi giri di parole, si evidenzia che le feste di via di Milano sono un’occasione “di aggregazione e di certificazioni di interessi e comportamenti illegali”.
Perchè la commissione giunge a questa conclusione?
E quali sono le modalità con cui vengono organizzate e si svolgono?
Disquisiremo della relazione di Milano per giungere a Rozzano, dove il tutto è gestito alla "luce del sole" con il supporto dell'Amministrazione, che fu denunciato in più occasioni in Consiglio Comunale!
1,2 milioni di euro è il giro di denaro coinvolto a Milano calcolato dal presidente David Gentili.
Le fiere, invece di costituire un’occasione di socialità, sono diventate un modo per esercitare il controllo del territorio nei quartieri milanesi. “La struttura delle feste, i criteri di ottenimento e assegnazione dei diritti di parteciparvi con le proprie mercanzie, i metodi di esazione e pagamento, configurano infatti una rete di relazioni in virtù delle quali alcuni personaggi del commercio ambulante realizzano in modo assolutamente indebito una sorta di signoria territoriale”, recita la Relazione del Comitato.
Per quanto riguarda le modalità, il controllo delle feste in sostanza è in mano ad una persona (“magari travestito da associazione culturale”) che concede autorizzazioni per le bancarelle, organizzazione logistica, reclutamento degli artisti di strada e altri servizi del genere fuori dal circuito legale. 
Dai numeri meneghini del 2013, appare chiaro (sigh!, ndr) che qualcosa non torni: delle 46 feste, 44 sono state gestite da due famiglie, i Carlino (attraverso Milano sì! Città viva e Nuova Asco.Ci) e i Pagliuca (attraverso l’Associazione culturale nazionale artigiani e commercianti , l’associazione culturale Mercante in piazza e il comitato Dergano). Per questo sia il Comitato di esperti che la Commissione antimafia di Palazzo Marino stanno lavorando per eliminare gli intermediari e rendere possibile una gestione diretta del Comune degli spazi destinati alla festa.
Via mimose animata dai colori
A Rozzano si replica (in piccolo) lo stesso schema, recentemente corretto ma sempre ai limiti (inferiori e fuori confine) della legalità, ma da noi, caso particolare, il tutto è stato promosso e sostenuto dall'ex sindaco, oggi consigliere regionale che siede nella commissione antimafia lombarda Massimo D'Avolio, che dopo le vicende che ebbero tra l'altro la denuncia dello scandalo CST che vedeva un consigliere comunale direttamente coinvolto, hanno rifatto la convenzione con Amar che lo coinvolge indirettamente (un classico a Rozzano).
Una sola associazione culturale (Amar) gestisce la partecipazione, l'assegnazione degli spazi, i metodi e i pagamenti, in modo tale che tutto è sotto il controllo tutt'altro che comunale.
Ma v'è di più: anche il settore commercio del Comune (!!!), quando interrogato sulle modalità per accedere alla partecipazione alle fiere indirizza gli interlocutori, di nuovo, ad un... consigliere comunale: Francesco Cuvello!
A Rozzano ci sono circa 10/12 fiere all'anno, e sono gestite da una sola famiglia, i Cuvello, che hanno rinominato l'associazione (prima era CST, dove Cuvello compariva direttamente, ora Amar, dove ci sono solo prestanome), ma lo schema non cambia. 
Loro si occupano di tutto, grazie ad una convenzione che, leggermente modificata, chiede ad Amar circa 10mila euro all'anno per la concessione del suolo pubblico e la copertura di tutte le spese (pulizia stradale, vigilanza urbana, spostamento mezzi Atm,...), ma Amar incassa, e non è noto a che titolo, 70euro (almeno) a bancarella: dai 7 ai 10mila euro ad evento!!
La convenzione è frutto di una delibera che l'ex assessore Rossi riteneva lecita e risolutiva della vicenda, che richiama il Testo Unico del Commercio (L.R. 6/2010), ma che utilizza impropriamente le definizioni e le modalità attuative: si riferisce infatti alle "manifestazioni fieristiche" ed ai relativi "Enti fiera", di diritto privato e che realizzano tali eventi su spazi privati... non su suolo pubblico, ambito di esclusiva pertinenza Comunale!
Insomma, volano nelle tasche dei Cuvello 80/100 mila euro all'anno, con un'associazione che non li dichiara perché dovrebbe pagarci le tasse (ed un'associazione culturale non può produre reddito) e una legge che non glielo consente. Il Testo Unico per il commercio all'art. 28 vieta alle associazioni di chicchessia di svolgere ciò che deve esser fatto dai Comuni o dalle associazioni di categoria.
Mal comune mezzo gaudio, diceva un adagio: anche il Comune di Milano, su questo fronte, è in completa omissione, e si avvale ancora di un Regolamento approvato dal consiglio comunale nel 2002!
Inoltre, il Comune di Rozzano è in omissione della Commissione consultiva per il commercio, obbligatoria per legge (art. 19 LR 6/2010 e Regolamento Commercio comunale Art. 8), dove devono sedere oltre al sindaco, che la presiede, i rappresentanti delle associazioni dei consumatori, delle imprese commerciali su aree pubbliche e dai rappresentanti del comune interessato (consiglieri delegati).
Insomma, copiamo il peggio della metropoli in forma anche minore, e promosso da un membro dello stesso partito che denuncia (correttamente) gli eventi e che siede in una commissione regionale antimafia!
Proposte alternative con gestione (legale) diretta del Comune sono possibili....
RF

14 commenti:

  1. Ecco il LINK agli enti fieristici riconosciuti da Regione Lombardia e di cui alla L.R. 6/2010 di cui parla la Delibera (e non le Amar o CST di turno, così come le altre ass.ni culturali milanesi....).

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  2. € 10.000 di spesa a copertura di tutto? Ma se il comune ne paga solo alla ATM 13.000 solo per la deviazione dei bus. Il resto se lo accolla l'ente pubblico?
    € 10.000 È il costo che effettivamente amar corrisponde? O è solo quello fissato in delibera?

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  3. In un bilancio del Comune di Rozzano era stato chiarito che la raccolta rifiuti delle fiere costava al Comune 40.000 euro l'anno. Mai pagati da chi organizza le fiere. Oltre a questo c'è il costo per lo spostamento della linea ATM e il lavoro della Polizia Locale. Se fossero pagati questi servizi ecco che le fiere non avrebbero scopo di lucro.

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  4. Perchè non porre la domanda all'ex Sindaco, Rocco Massimo D'Avolio:
    Ha mai richiesto agli organizzatori dei mercati festivi di presentare il resoconto dei soldi incassati sotto la voce "PLATEATICO", notoriamente fonte di guadagno per i comuni? Che "la banda dei mercati" abbia incassato soldi illegalmente, ne è a conoscenza anche la zanzara che mi succhia sangue dall'inizio del mese di giugno; che il comune abbia subito danni irreparabili, non solo economicamente, ne sono a conoscenza anche gli imbecilli che plaudono alla vecchia e nuova giunta municipale. Ma che squallide figuracce rispetto agli espositori e dettaglianti, che invece di versare ai Vigili Urbani la tassa per l'occupazione suolo pubblico, previo rilascio della ricevuta, consegnano "sotto banco" denaro contanti agli scienziati del dettaglio rozzanese. L'ex vice sindaco, Salvatore Rizza, ha mai posto la questione del mancato introito del plateatico, in una delle riunioni di giunta? Eppure, molti cittadini riferiscono che il Sig. Rizza sapese degli "ammanchi", di fatto, nelle casse del comune se, come semprerebbe, i mancati introiti ammonterebbero a milioni di euro. Ma l'ex sindaco D'Avolio, non ha pensieri ritrosi? E i "militanti" del Pd, non si sono posti il perchè della baraonda sollevata in consiglio comunale da un ex del gruppo di maggioranza, emigrato ,poi, nel centro destra? Non credo che ci fossero solo sentimenti di gelosie commerciali, negli atteggiamenti dell'ex consigliere comunale, ma questioni di malassere generale. Fateci vergognare di meno, vi supplico. Un gesto che potrebbe consentire il recupero dell' immagine alla città di Rozzano, deve - obbligatoriamente - passare atraverso un azione di pentimento da parte di chi ha le maggiori colpe rispetto al disastro sociale, politico e culturale. Io sono fiducioso, prima o poi arriverà il salutare cinguettio.
    Diego.

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    1. Caro Diego, mi sembra riponga troppe speranze sulla Giunta ed il suo svolgimento. La "politica" la si è sempre svolta al di fuori della stessa e del Consiglio. Tipicamente in piazza Alboreto, alla centrale termica relativa, alla piscina comunale, in uffici e negozi approntati allo scopo... insomma ovunque non vi fosse un simbolo o un partito, perchè altrimenti si deve discutere con qualcuno a norma di Statuto. Molto recentemente anche nelle piscine private.
      Come letto su FB, il Rizza era in azione all'interno della congrega del Decaduto ben prima dell'abbandono del gruppo (recente) e delle sue dimissioni per le vicende dolose del 2011.
      Per ciò che concerne il plateatico, vale solo per i mercati settimanali, comunque sotto controllo.

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    2. Ne sono convintissimo; anzi, ritengo la giunta incapace di condurre qualsiasi azione di monitoraggio dell'infame sistema creato da D'Avolio e da qualche personaggio squallido e di spessore ridottissimo, ovviamente militante nel Pd. Come hanno già tentato altri interventisti del Suo blog, invito la Dottoressa Fiorella Imprenti a dimettersi, perchè è persona sensibile, che conosce bene, non per esserne stata protagonista, le male fatte di D'Avolio e c. Rischierebbe , la Dottoressa Imprenti, di deteriorarsi psicologicamente se dovesse rimanere in una congrea di incapaci ed interessati !! Un giorno ripenserà agli errori commessi, ma sarà troppo tardi. Per onestà intelletuale, è bene che lo sappia. Si, "la politica", quella fatta di affari, scambi commerciali e quant'altro, ha un suo percorso ben definito, che ha vita negli immobili di Piazza Alboreto. Per gli allocchi e gli elemosinanti di incarichi e "libbre di carne", il palazzo Municipale è ritenuto una specie di "Palazzo d'Inverno"; ma è senza potere e democrazia. Non è tutto, spero. Grazie, Ing Masini. Diego.

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  5. Sono un bar a Rozzano nessuno viene da noi a bere un caffe xche' non siamo Amici di nessuno di questi personaggi Vergogna!

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    1. Di quale bar si tratta? Una storia del genere era già circolata in Piazza Alboreto. Attendo tue comunicazioni e la conferma che utilizzi una buona miscela di caffè.
      Diego.

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    2. Caro omonimo "anonimo", che tu non sia amico di "questi personaggi" e te ne lamenti perchè non vengono a bere il caffè nel tuo bar, non mi sembra un gran bella pubblicità che fai a te stesso. Potresti sempre accontentarti di avere per clienti persone per bene. Magari spendono e spandono meno ma così è la vita.

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  6. Non mancherà una replica dell'ex assessore Rizza , assiduo lettore del blog

    M.

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  7. Ha chi gli preparerà il testo?
    Agostino

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  8. Ma le denunce a che punto stanno? Qualcuno in Regione non può' chiedere ufficialmente dei chiarimenti a D'Avolio? Ma la giustizia esiste?

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  9. Ma questo e' un chiarissimo danno erariale. O no? È la corte dei conti e guardia di finanza?

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  10. "Il processo". E' uno scritto del Poeta Pier Paolo Pasolini, il più grande poeta e scrittore del novecento, vittima di una società infame, che ancora oggi uccide l'uomo, o lo umilia senza possibilità di difendersi. Il potere, inteso come predominio dell'uomo sull'uomo, è cultura imperante. Ma Pasolini aveva capito che questa società era ed è, sulla via del suicidio morale, etico, culturale, economico. Questa società, la meno corrotta, ha delegato avventurieri e politicanti a rappresentare uno dei paesi più avanzati del mondo occidentale. Ma quanta vergogna si prova nell'ascoltare i nostri politicanti ( esito ad esprimere una diversa definizione), nei dibattiti pubblici. Quanta rabbia si accumula nel constatare i ritardi della giustizia, rispetto alla "presa in carico" di soggetti come l'ex presidente della regione veneta, Galan; ma quanta ignoranza ha espresso; eppure venne nominato ministro di questa repubblica; quanta prosopopea, che celava una evidente incapacità e distacco dalle questioni non personali. Ma a Rozzano, che non è una piccola realtà, si ripete un copione vergognoso di stile nazionale: incompetenza ed igoranza, si frappongono a cultura e capacità. Anche nella realtà locale di una città che era la più avanzata politicamente, da circa dieci anni si sono -man mano- affermati interessi personali e retrivi. Le questioni di principio e i valori, che erano la forza trainante nei momenti di dificoltà, sono sopraffatti dal qualunquismo. La politica è intesa come getione del potere economico personale e della propria famiglia, costasse l'abiura di qualsiasi principio etico e morale. Come uscire dall'assopimento assoluto, che certamente durerà per tutta la legislatura, dati gli interessi in campo. Per altro, l'eterogenea composizione della giunta municipale, è l'ennesima chiave di lettura di uno stato di malessere senza via di ritorno. Le speranze di un ripensamento da parte dei vecchi militanti dell'ex PCI, sono scemate dopo il coinvolgimento della Signora Imprenti. La Signora Imprenti, verrà additata come esempio del cambiamento, da chi ha interessi a mantenere se stessi, le figlie e i generi, nel giro degli elemosinati di turno.
    Diego.

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