lunedì 28 luglio 2014

AZIENDE. KPMG certifica il fallimento dei D'Avogliati, l'incapacità del Procuratore e l'inutilità dei Cda

Con una ridicola delibera, che fa strame della morale e dell'etica politica, una Giunta autocratica prende atto che il Ginafranco proc. Sgambato ha selezionato una società di consulenza (KPMG) per capire come rimettere in sesto la baracca che sta cadendo a pezzi.
Essendo Egli napoletano, usando i suoi "etimi", possiamo dire che se n'è "fottuto" del nuovo Cda (confermando così che non serve a nulla), e la sua azione - sicuramente su indicazione del Decaduto e Socia - faceva già parte delle manovre in continuità per trovare qualche soluzione al dissesto verso il quale hanno portato le società pubbliche.
Ma lo spregio, molto più grave, è verso la città: il Consiglio Comunale continua a non saper nulla dello stato di devastazione delle finanze pubbliche: il bilancio di Ama latita, quello di Api idem.
Con la scusa di una delibera consiliare che indicava un riassetto delle partecipate e controllate, che D'Avogliati and co. non sono stati in grado di realizzare, la Giunta delibera d'avvalersi d'un "parassita", che entrando nel corpaccione di Ama farà, dall'interno, quello che non son riusciti a far fare dall'esterno.
A proposito di bilanci, noi di RF abbiamo solo appreso della pubblicazione di quello di Sfera (i cui dati principali sono in coda al Post sul nuovo Cda AMA), che fa ridere i passeri, e, partendo dal presupposto che quello di Ama sport (circa un milione di euro con nessun guadagno) non conta nulla, solo Carlo presidente Carrara potrebbe dischiudere il forziere dei segreti, mostrando realmente i crediti vantati verso Ama dalle "sue" aziende per far capire e renderci conto dell'immane portata del problema.
Chiamare KPMG non è un caso: è la società di revisione contabile del Monte dei Paschi di Siena, banca a cui è affidata la Tesoreria comunale oltre che quella con la maggior esposizione in Api per il teleriscaldamento, e che dunque "controlla" già il Comune.
KPMG non sono stinchi di santo, dunque. Multati dalla Banca d'Italia per le omesse comunicazioni all'organo di vigilanza per il crack MPS, ne escono con una sopravvenienza passiva di "soli" 52mila euro...
Il loro interesse è di tipo economico, dunque, ben vengano: se riescono a rimettere in sesto la nave, cartolarizzando, riducendo spese e consulenze, personale e servizi inutili, magari verificando la normativa delle partecipate (la cui base è che si devono occupare di soli servizi strumentali e non di fare business con società commerciali come Miogas, e - novità! - Ama Energia srl, e nemmeno fare il "pizzo" su servizi essenziali come la raccolta e smaltimento rifiuti), forse qualcosa di buono ne vien fuori, se prima non interviene, almeno, la Corte dei Conti!
RF

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