domenica 27 luglio 2014

AZIENDE. Cda di AMA: un insegnante un pensionato ed una scrittrice. Tutto ciò che gli serviva

Ecco fatto. Senza tentennamenti, avanti in continuità.
Si sono (Lei e l'Altro) ricamati per Ama Rozzano spa un Consiglio di amministrazione coi fiocchi, letteralmente inutile ed incapace di influire sull'andamento dell'azienda, lasciando di fatto il comando della gestione all'insegnante di ginnastica, manager avventizio con special procura, dedito al servizio del Comandante anche quand'Egli dovesse ordinargli l'avanzata nel baratro... finanziario!
Non siamo lontani.
Un insegnante, un pensionato e una "scrittrice" al vertice di una partecipata....
Stante la drammatica situazione in cui versa AMA (e, presumibilmente, molte delle sue controllate) e la delirante situazione di API, gli indirizzi generali per la nomina dei rappresentanti del Comune avrebbero dovuto prendere un’altra piega.
Gianni Ferretti, nell'ultimo consiglio, in merito al Regolamento per la scelta dei rappresentanti disse, correttamente: "la scelta intrapresa sino ad oggi, e che viene replicata per soddisfare gli “appetiti” di chi ha sostenuto questa nuova maggioranza, poco avvezzi alla gestione delle aziende, non può essere più ritenuta valida".
E continua: "Infatti, in prima battuta, l’Ente si doveva riappropriare del ruolo di controllo, che gli può derivare solo da una Cda forte e competente, in grado di realizzare gli indirizzi del Socio Unico, il Comune di Rozzano, non di fare il passacarte e il paravento di qualcun altro".
Si trattò di un facile vaticinio.
Ma la mancata modifica, per lo meno, del Regolamento rientra nella scelta di reiterare (ahimé!) i cda esistenti, nel senso della loro inutilità, senza aver intrapreso una strada impervia (per il Pd locale) di una modifica dello Statuto Comunale e di questo ignobile regolamento prevedendo criteri legati a titoli ed esperienze, magari addirittura valorizzando, come si faceva in passato, il ruolo di controllo delle opposizioni.
Lo Statuto comunale doveva essere modificato all’articolo 47 “Società di capitali ”; al comma 1 e 2, andavano previste ed introdotte le necessità del controllo analogo (quella si una delibera urgente, altro che trasferire denari a fondo perso (!) ad AMA al primo consiglio: che fine ha fatto quella proposta che avrebbe portato un po’ di decenza istituzionale?). Al c. 3 andavano introdotti degli obblighi di trasmissione di informazioni, a prescindere, al Consiglio (per la parte di Proprietà in capo all’Ente), salvo poi normare nello Statuto delle Società quelle più di dettaglio. Obbligo di trasmissione del Bilancio annuale e di tutti gli allegati, obbligo di rendicontazione semestrale, …
Lo Statuto di AMA doveva essere modificato agli artt. relativi al modo di relazionarsi con l?ente e ad evitare un "illegale" azione dirigenziale factotum ai procuratori, depauperando il Cda.
Per non parlare delle modifiche al Regolamento che si sono votati, che non prevede alcun interpello delle commissioni: il socio unico è il Comune, il Consiglio Comunale, non il Sindaco, che ha solo la veste di rappresentante legale e che dovrebbe puntualmente relazionare e raccogliere le indicazioni del consiglio.
Gli altri partiti e liste consiliari hanno avuto commenti preventivi di fiducia, se non di apertura.
Il M5S per bocca di alcuni rappresentanti, in ossequio al "la politica ai cittadini" non hanno espresso indicazioni, ma si attendevano il responso meritocratico del duce illuminato: disattesi.
Quel poco di sinistra restante (di nome) in consiglio, aveva presentato un candidato, Edoardo Bogani, manager della logistica: silurato.

Detto questo, vediamo chi sono, purtroppo, i nominati dell'Agogliati, che se n'è bellamente fregata dei 13 altri curriculum presentati, non frutto di logiche di controllo del potere, al punto tale che, alle 12.00 del 25 luglio si è chiuso il termine per la presentazione delle candidature, e, forse tre minuti dopo era già pronto il decreto di nomina (con num. di protocollo n. 25) di Balistreri, Ricucci e l'inossidabile Bandera. Infatti alle 19.00 del giorno stesso si è tenuta l'assemblea dei Soci (Socio, il Comune), per la ratifica dell'Azienda: tutto pianificato.
Partiamo dalla new entry, Rita Ricucci.
Candidata nella lista di Fassone, "Noi di Rozzano", ha incassato 31 voti personali. Nata nel '67 si conosce perché sorella del prof. Marco Ricucci, con cui coabita a Ponte Sesto, latinista della Curiel; quest'ultimo insegue il sogno del latino come materia e disciplina qualificante per il mondo dell'università e del lavoro nel mondo CUSL, e ha ricevuto l'onore di un'intervista al proposito da parte del Corriere della Sera.
Da parte sua Rita Ricucci, sicuramente acculturata, può essere classificata come "Scrittrice". Nona al premio Fonopoli 2003 con il racconto "il Buio", selezionata per il Premio Racconti nella Rete 2004 - con “Il volo delle farfalle”, terza al Premio Letterario “Gianfrancesco Straparola” Caravaggio - XII EDIZIONE ANNO 2006 con "La sedia volante".
Accomandante della FutureLine sas di Vellezzo Bellini, con sede a Ponte Sesto in piazza Berlinguer, azienda di integratori alimentari per palestrati vista (ovviamente) in Ama Sport, per introdurla al pubblico, oltre che in esposizione sulle pagine FB dell'Agogliati, lo scorso 9 maggio in Cascina Grande, ha introdotto un dibattito marchetta del la Rete Il Sorpasso su "Il valore dell'Europa Unita", dove le testimonianze e le opinioni dell'europarlamentare (oggi capodelegazione super contestata del Pd) Patrizia Toia si sono incrociate con quelle del rappresentante di Comunione e Liberazione Claudio Bottini. All'incontro anche il fratello Marco Ricucci, responsabile scuola e cultura della Rete Il Sorpasso e nel consiglio direttivo.
Peccato che Il Sorpasso abbia a Statuto che "solo con una forte cultura della serietà, della legalità, della trasparenza istituzionale e della competenza, si possano riconciliare politica e società". Candidandosi e rappresentandosi con questa coalizione smentiscono la base del loro operato.
Poco da dire sul presidentissimo del centro anziani di viale Lazio, Giancarlo Bandera (Link), fidelis semper: con i suoi 75 anni è il decano dei supporter stabili di D'Avolio e co. La sua presenza nel cda fa capire quanto non servano a nulla. Esperto del consenso, non gli appartengono nessuna delle qualifiche e qualità per la gestione di un'azienda a partecipazione pubblica, se non per dire "si" ogni volta che serve. Segnalano una grande perizia nel ballo liscio!
Pochi scatti di orgoglio, ma il più delle volte li manifesta in privato minacciando di portarli in pubblico, così prosegue nel gioco...
In ultimo Balistreri Carmelo, classe '51, matematico siciliano del 2° Circolo di Rozzano. Altro pontesestese alla corte dell'Agogliati. Già presidente di Sfera, si è curriculato al fianco di Marco Parma, ex consigliere e preside del Calvino e dell'agrario di Opera, curando i conti dell'Istituto. Ha avuto poi incarichi di consigliere in Arco srl sino al 2007. Insomma, un uomo D'Avogliati a tutti gli effetti.
Sfera è una di quelle società che ci sono ed esistono solo per confondere i conti di una holding, tant'è che nel Cda, oltre a Carmelo, c'erano i due super dirigenti di Ama Gianfranco Proc. Sgambato, e Marinella Todisco, da cui avrà certamente appreso le basi del management. Sfera si occupa ormai solo di farmacie, la gran parte del fatturato (circa 4,5 milioni nel 2103) dell'Azienda, che però sostiene sulle spalle dei fornitori (quasi 2 milioni di debiti) e, finanziariamente, grazie a 2 milioni di crediti verso Ama (ma dai!) e ad una rivalutazione dell'avviamento dell'erboristeria del Fiordaliso del 2009 effettuata a seguito della perizia di Lorenzo Brocca, amicone di Cristiano Agogliati ed Eugenio Valla (commercialista della società e delegato alla presentazione del bilancio), tutti soci in LTA ADvisory. Ha già depositato il bilancio 2013, a maggio, con un'assemblea il 16 aprile, dove per il socio unico Ama era presente il solo Bandera di cui sopra, a dare il suo apporto di "esperienza" ed il voto di approvazione (a prescindere), senza nulla opporre ad una gestione deprimente, ed il consulente di sempre Sergio Gessi, zio del vice sindaco Stefania Busnari e vicinorio dello Sgambato.
Comunque, con 4 direttori su 13 dipendenti crediamo che sia la Società più titolata in assoluto a Rozzano.
Insomma, Balistreri è una personcina che è già stata introdotta al grande gioco, con esperienza da "presidente", che verrà sicuramente incaricato allo scopo, per firmare tutto ciò che è necessario.
Insomma, silenti e fidati, danno certezza del... baratro.
RF

2 commenti:

  1. Il solito magna magna alla fine....e chi dovevano mettere eh !

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  2. Il sospetto che non sarebbe cambiato nulla ce l'avevamo ed ora ne abbiamo una prova. Non trovo nessuno che dica di aver votato per la continuità, però è accaduto. ROZZANO CITTA' BUIA Adriana Andò

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