venerdì 6 giugno 2014

SPETTACOLO. Otto anni fa apriva il Mood. Si prepara a chiudere? (in)successi gestionali sul territorio

Con la solita roboante presentazione, il 24 marzo 2006 apriva il multisala affidato a Medusa per la programmazione cinematografica nei pressi del centro commerciale Fiordaliso.
Oggi, dopo soli otto anni, versa in uno stato di catalessi, con tutti (o quasi) i locali che avrebbero dovuto caratterizzarlo chiusi, e un fittavolo, il più importante, che ha smesso di pagare la proprietà per lo stato fatiscente in cui lo sta lasciando da un paio d'anni.
Le operazioni di manutenzione sono ormai un ricordo, la pulizia lascia a desiderare e la pioggia viene raccolta con i secchi all'interno delle sale.
Con le sue tredici sale, duemila posti, ventiquattro punti di ristorazione che erano previsti, due sale giochi, al Medusa di Rozzano si era pensato di realizzare non solo un multiplex. Il complesso Mood, realizzato in poco più di un anno e mezzo, era stato presentato come un' area che avrebbe saputo fondere lo spazio dedicato alle sale cinematografiche con quello per lo spuntino della serata. L'allora presidente del Medusa Multisala, Giampaolo Letta, ne magnificava la trovata etimologica:  «Il nome Mood nasce proprio dall'incontro tra MOvies & foOD».
Il progetto nacque negli anni ' 90, quando uno studio del bacino d' utenza cinematografica mise in rilievo la possibilità di raccogliere un elevato numero di spettatori della zona Rozzano, Opera, Assago.
«C'è stata una collaborazione tra pubblico e privato» sosteneva l'allora giovane sindaco di Rozzano, Rocco Massimo D' Avolio «mirata ad aiutare l' apertura di un centro di divertimento e la possibilità di 200 nuovi occupati». Tanto credette nell'operazione che, nella migliore delle tradizioni che poi lo videro protagonista sul territorio come sindaco e (maggiormente) come operatore imprenditoriale con i soldi risparmiati, sicuramente, durante i dieci anni da assessore a 1000 euro al mese, ed investiti nelle iniziative pubbliche di cui era protagonista, risultò assegnatario per caso (con un società di scopo della"sua" immobiliare) di uno degli spazi per la ristorazione: il Red and White Wine bar.
Chiuso nel 2009, con una perdita a bilancio di oltre 167mila euro, è stato (forse) tra i primi a comprendere la poca solidità su cui era costruita l'operazione. Oppure chissà...
Un problema di pulizia e manutenzione (RF2012)
Il nuovo svincolo della Tangenziale Ovest avrebbe facilitato il suo successo. Peccato che di lì a poco ad Assago si costruì (nell'area D2 dei Cabassi) un altro multiplex, e che i numeri ed altri interessi portarono la proprietà a rinunciare ad un vero e proprio lancio.
Il Mood ha vissuto anche momenti tragici e vicissitudini particolari. Un incendio, a dicembre 2007, a meno di due anni dalla sua apertura, ne comportò l’inagibilità fino a febbraio 2008.
Poi, gli operatori commerciali e della ristorazione, per via degli altissimi affitti e del sostanziale disinteresse della proprietà, cominciarono a chiudere uno dopo l'altro, in forte difficoltà economica. Solo pochi ancora stoicamente resistono, o per una formula particolarmente di successo, o perchè hanno smesso di pagare l'affitto impugnando i disservizi!
Anche l'allora presidente della Provincia di Milano, Filippo Luigi Penati sottolineò, con lungimiranza che «fino a dieci anni fa il sistema di sale era Milano-centrico, adesso si è puntata l' attenzione sull' hinterland. E' una possibilità per quello che troppo a lungo si è chiamato il dormitorio di Milano di avere dei luoghi di svago, socializzazione e cultura».
E' per questo che si impegnò negli investimenti sulla Serravalle che l'hanno poi portato a processo ed alle condanne e prescrizioni (a cui avrebbe rinunciato se gli avessero detto i termini, ovviamente) susseguenti!
Quindi "Occhi aperti" ad ogni nuova iniziativa: il passato insegna che non ci si può più fidare.
RF

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