mercoledì 4 giugno 2014

AMBIENTE. Amianto, un problema ancora aperto a Rozzano. D'Avolio, in Lombardia, non è di nessun aiuto

Tetti rozzanesi
A Rozzano, il problema relativo alla salubrità di alcune zone dove è presente l'amianto in maniera evidente e, a volte, problematica, è sempre molto presente.
Anche il Movimento 5 Stelle, recentemente, ha denunciato l'abbandono di lastre di eternit recentemente in Valleambrosia, e un monitoraggio dei tetti delle aree ex artigianali ed industriali mostra situazioni ancora da sanare.
Non solo.
E' di pochi giorni fa una prospezione della ASL nel "centro cittadino", quello degli edifici con negozi in via Mimose e viale Liguria, che ha rilevato presenza di amianto anche nelle paratie dei tamponamenti dell'edificio, prefabbricato degli anni sessanta. Con un "carotaggio" in queste strutture è stata rilevata la sua presenza, ma hanno dato rassicurazioni trattandosi di asbesto contenuto entro i pannelli, quindi non volatile. Anche il Comune, in qualche caso, ha fatto verifiche: ad esempio nel centro cucine di Arco, in via Buozzi.
Il problema italiano, a volte si riverbera anche nel territorio "di altri": nel 2010 segnalammo i problemi alla base Dal Molin di Vicenza, relativi ad una pericolosa gestione.
Questa situazione, nota ed allarmante, è stata al centro di un convegno organizzato lo scorso 26 febbraio dalla Commissione VI, Ambiente e Protezione Civile "AMIANTO: QUALE FUTURO? LE NUOVE TECNOLOGIE DI TRATTAMENTO", quella dove è incaricato il decaduto, che ovviamente... non ha partecipato.

Il PRAL (Piano Regionale Amianto Lombardia) ha previsto la completa rimozione dell’amianto presente sul territorio lombardo entro il 31 dicembre 2015. La disponibilità, in termini di impianti con procedimenti in corso di approvazione, per accogliere gli oltre 3 milioni di metri cubi di RCA (Rifiuti Contenenti Amianto) monitorati con un volo prospettico a campione del 2007 (Rilevamento MIVIS ), dovrebbero dare attuazione al programma. 
Sta di fatto che oggi, in vacatio normativa nazionale, la Lombardia può utilizzare solo 2 siti, con 5 discariche in attesa di autorizzazione, 2 chiuse ed una sospesa.
La mappatura dell'amianto MIVIS
In attesa di evoluzione, data la classificazione dei rifiuti contenenti amianto come rifiuti speciali, nessuno strumento normativo oggi consente di limitare i conferimenti in discariche lombarde al rifiuto prodotto in Lombardia. Con l'ultima norma lombarda (Legge Regionale 31 luglio 2012 , n. 14 - Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 settembre 2003, n. 17 (Norme per il risanamento dell'ambiente, bonifica e smaltimento dell'amianto)), si è stabilito che la regione deve stabilire i criteri per realizzare lo smaltimento ed il trattamento dei rifiuti RCA.
Da segnalare che il patrimonio edilizio abitativo pubblico (circa 170.000 alloggi, di cui 110.000 di proprietà ALER) nel 2010 è stato oggetto di una ricognizione effettuata per quantificare la presenza di amianto, sinora segnalato in 1.400 edifici in Lombardia e in 155 centrali termiche di ALER Milano; ulteriori ricognizioni sono in corso.
Nel 2012, il Ministero della Salute indicò la necessità di privilegiare lo smaltimento dei rifiuti all’interno del territorio regionale che li produce. E, insistendo sulla possibilità che le nuove tecniche di trattamento possono ottenere ottimi risultati e maggiore accettazione pubblica, ricorda come l’Italia detenga oltre 100 brevetti d’inertizzazione dell’amianto (la tecnologia più avanzata), ma nessun impianto attivo a scala industriale.
A detta della dirigenza lombarda di settore "la possibilità di smaltire, o recuperare, tutto l’amianto lombardo all’interno di impianti autorizzati in Lombardia passa per l’autorizzazione sia di nuove discariche, sia di impianti di inertizzazione, ma richiede al contempo un adeguamento della normativa sui rifiuti speciali pericolosi che ne favorisca lo smaltimento all’interno della regione che ospita gli impianti".
Maggiori informazioni anche sul sito del COPAL (Comitato Prevenzione Amianto Regione Lombardia), nato su iniziativa di Cgil Lombardia, dell’Associazione Ambiente Lavoro, dell’Incaregionale, di alcuni medici e di tecnici della medicina del lavoro di Milano, presieduto da Antonio Pizzinato.
Ed ecco tutti gli obblighi ad oggi vigenti.
RF

2 commenti:

  1. Giusto per corretezza...la copertura della foto dovrebbe essere quella dei 4 capannoni esistenti in via Emilia a Cassino Scanasio. Per la cronaca è stato rimosso l'amianto (e quindi rinnovata la copertura) nel settembre 2013.
    Lentamente (forse troppo) qualcosa sta cambiando...

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  2. Rozzano è invasa dall'amianto migliaia e migliaia di metri quadrati e nessuno fa ninete, andate , yta vie alberelle e via aspromonte è un disastro

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