lunedì 26 maggio 2014

POLITICA. Una campagna elettorale decadente. Le proposte? Da chi governa il vuoto. Occupazione fisica degli spazi.

Di fronte al seggio di Cassino
Si sta per chiudere una campagna elettorale particolarmente sentita nella città di Rozzano, dove, dopo molti anni di governo monocratico e "conservatore" che ha mostrato i limiti del personalismo e dell'eccesso di potere tradottosi poi anche in illeciti acclarati, torna finalmente in piazza una nuova cultura comunitaria, meno legata agli interessi dei singoli e più a quelli della città. 
I tentativi in questa direzione, in attesa della conclusione delle operazioni di spoglio del voto del 25 maggio (e dell'8 giugno per l'eventuale ballottaggio, lo sapremo nelle prossime ore), saranno intrapresi da alcuni protagonisti della nuova vita pubblica cittadina, che, dopo la "selezione sindacale" potranno misurarsi sulle questioni locali nel rinnovato (speriamo) consiglio comunale.
Ecco perché, a memoria futura, abbiamo inteso raccogliere dalla viva voce di alcuni di loro, le sensazioni che questo periodo di coinvolgimento diretto in una vera e tesa campagna elettorale son state loro lasciate a noi osservatori e ai cittadini.

Guido De Vecchi: "Ho incontrato molta gente, di cui ho apprezzato la tensione al cambiamento e la voglia di rimettersi in gioco se qualcuno sta loro vicino ...ho percepito forte e tristemente la vecchia politica che con tutti i mezzi ha tentato di prevalere passando sopra alle regole del gioco leale, regole che non sono reati ma che confermano la mia diffidenza verso certe persone. Ho toccato con mano che guarire dal virus della vecchia politica distante dalla gente è cura lenta ma possibile. Ho incontrato esempi meravigliosi di persone che c'hanno messo la faccia e condividono con te sogni speranza delusioni certezze. Ho capito che il più grande peccato è far leva sulla disperazione della gente, e mi sono convinto che solo essendo prossimi si può far loro riacquistare fiducia. Sono convinto che in un rapporto leale tra chi siederà e servirà in comune e la società civile potremo trasformare la nostra città in una comunità solidale dove il "beati i furbi" potrà diventare una comunità solidale perché insieme, si può!"
Gianni Ferretti: "E' stata una campagna elettorale estremamente faticosa. La disparità dei mezzi è stata palpabile, e spesso mi son trovato nelle condizioni di pensare che sarebbe stato impossibile ottenere sufficiente visibilità per le nostre idee e programmi. D'altronde, la necessità di oggi, sarà stata arrivare al ballottaggio, giusto per dare un segnale alla città che c'è una città altra, disposta a pensare ad alternative di governo meno centralizzato. Una delle proposte che mi son sentito di fare a tutti i contendenti, si è riferita alla possibilità di una futura gestione partecipata. Uscire dalle sabbie mobili di una estrema incertezza sull'esistente, e ritornare ad una vita democratica è necessario. Il momento più bello? Il confronto pubblico in Piazza Foglia, dove, anche se eravamo ancora lontani dalla cabina elettorale, ci siamo confrontati serenamente e presentati alla città ognuno con le sue proposte, tutte sul tavolo. Meno una!".
Non abbiamo feedback dal Pd, che ha controllato con liste di proscrizione gli accessi ai plessi per la verifica della partecipazione promessa e proietta numeri che non superano il 50%.... Speriamo. La misura di un differenziale che sembra manifestarsi nonostante il trascinamento Renzi (41% su base nazionale per il voto alle europee confermato anche a Rozzano).
Vedremo domani mattina.
Una scommessa? Un caffè con Giuseppe Foglia, di Sel, per il ballottaggio!
RF

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