martedì 20 maggio 2014

POLITICA? Illeciti e comportamenti eticamente deprecabili. Sempre più frequenti le segnalazioni.

Siamo arrivati al limite inferiore. Non pensavamo ci sarebbe stato un recupero delle più deprecabili pratiche della peggior prima Repubblica in questa campagna elettorale per le amministrative dell'anno Domini 2014, XXI secolo.
Durante le ultime settimane ci sono arrivate, sempre più frequentemente, segnalazioni di comportamenti al limite del lecito ed il più delle volte eticamente sconvenienti da parte di rappresentanti dell'Amministrazione uscente.
Si parte da lontano.
Il 22 gennaio 1952, Pio XII nomina presidente dei Comitati Civici Luigi Gedda, già presidente dell'Azione Cattolica. Un uomo attivo, dinamico, che trasforma l'apparato clericale in una efficientissima e straordinaria macchina elettorale, insinuandosi con l'appoggio della Chiesa in tutte le parrocchie d'Italia, le Associazioni e comitati assistenziali. Irruente, onnipresente, è l'uomo che ebbe quasi la certezza d'aver creato l'Italia confessionale. Le campagne demonizzatrici del comunismo furono portate a livelli parossistici. Vere crociate che travolgevano ogni ostacolo, insinuandosi in ogni apparato pubblico. Un "maccartismo" all'italiana. Campagne moralizzatrici sul costume, la stampa, gli spettacoli. Un tornado che mise nel timor di Dio le menti dei giovani, dei vecchi, dei malati negli ospedali, negli ospizi. "In cielo, in terra ed in ogni luogo" dove si potevano raccattare voti utili.

Ebbene, a parte il fatto che oggi, con il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica la Chiesa ha deciso di giocare un ben altro ruolo (e i rimbrotti a certo giornalismo locale l'hanno fermamente ed opportunamente dimostrato), non sembra essersi persa la brutta abitudine che, un potere che si pensa consolidato ma in sgretolamento, logoro, cerca di realizzare e mettere in pratica i peggiori comportamenti. Quelli, sostanzialmente, che non si basano sulla capacità d'affermare la propria "supremazia" per le idee, la storia e l'esempio, ma, al contrario, che fanno del raccatto di voti la pratica più in voga, al di là dei contenuti.
Questo si è tradotto, anche a Rozzano, in offerte di lavoro (anche alle ultime regionali, per le quali un candidato locale ha mandato sms in tal senso; tentativo di voto di scambio), telefonate a numeri non disponibili (abuso d'ufficio), minacciose riunioni a indottrinare e minacciare i dipendenti delle partecipate e dei
luoghi "controllati" (Art. 612 C.P.), menzogne e bassa propaganda, insieme a sgangherate promesse con i soldi altrui (pubblici) per garantire un "ritorno al passato" sulla bollettazione del teleriscaldamento (tanto poi pagano tutti, anche i destinatari delle promesse, con l'aumento delle tasse e delle tariffe altre).
In ultimo, abbiamo rilevato il tentativo di portare al voto disabili adulti che mai votarono o furono portati a votare nel passato, plagiati per farli votare a questa tornata elettorale!
Le regole sono chiare, ma l'etica è un'altra cosa....
Un Paese come il nostro continua a faticare ad uscire da pratiche veterodemocratiche, e dimostra d'esser sempre in retroguardia per l'applicazione della semplice legge legata ad una competizione sulla base di un'offerta programmatica: in Svizzera i manifesti elettorali sotto elezioni sono dei 30cm x 40cm, uno/due per ogni candidato in ogni circondario. Tutto qua. Poi confronti pubblici e dibattiti sulle proposte.
Mentre a Rozzano si ha un campionario di tutto rispetto a sostegno della claudicante candidata del Pd, detta anche, da parte di qualche conoscente del Decaduto, "cavallo zoppo".
Non ci resta che attendere e sperare in un passaggio delle consegne. Qui la prospettiva non è granchè...
RF

P.S. Notazioni per il diritto al voto dei disabili.
Una volta disponibile il certificato (Art.1 L15/1991), l’elettore in possesso della tessera elettorale, di una attestazione medica rilasciata dalla ASL anche in precedenza per altri scopi, o copia autenticata della patente speciale di guida, purché dalla documentazione risulti l’impossibilità ad esercitare autonomamente il diritto di voto, può essere accompagnato in cabina da una persona di fiducia che sia iscritta nelle liste elettorali (L. 104/1992).  
Inoltre (D.P.R. n. 361/1957) le categorie di persone aventi diritto al voto assistito (ciechi, amputati delle mani, affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità beneficiano di un ampliamento delle modalità di esercizio di tale diritto, potendo scegliere come accompagnatore un elettore di qualsiasi comune della Repubblica e potendo altresì richiedere ai comuni di rispettiva iscrizione elettorale di provvedere alla annotazione permanente di tale diritto nella tessera elettorale mediante apposizione di un corrispondente simbolo o codice (sigla “AVD”), nel rispetto delle norme di legge vigenti in materia di riservatezza personale, (D. lgs 30 196/2003)

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