mercoledì 21 maggio 2014

PERSONAGGI. "In modo semplice ha lasciato traccia, dando molto". Paolo Antonacci muore a Rozzano. Il ricordo di tre concittadini

Nella notte tra il 19 ed il 20 maggio è morto Paolo Antonacci, emerito cittadino ed assessore e consigliere comunale  della città di Rozzano negli anni ottanta, oltre che padre del noto cantante.
Abbiamo raccolto le testimonianze di tre nostri concittadini che l'hanno conosciuto in modo diverso e complementare, dal punto di vista del politico, del vicino di casa e del volontario...
Paolo Antonacci ha lasciato traccia nei ricordi di Igino Gabriele.
"Paolo Antonacci era una delle anime del partito social democratico.  Al servizio della città per molti anni disinteressatamente. Un clima diverso dal'attuale. Ha contribuito con l'impegno non solo in consiglio ma anche nel suo partito alla dialettica politica. 
Nel periodo in cui il PCI era predominante in città, concorse ad aprire e vivacizzare il dibattito politico, lavorando insieme in una giunta di vera sinistra. 
Ci siamo rivisti successivamente, continuando a discutere come una volta, quando anche lui era un protagonista, come se il tempo si fosse fermato. 
Gli anni '80 erano i tempi in cui noi iniziammo a costruire quella città che avrebbe poi assunto l'attuale conformazione urbanistica, iniziammo a costruire i rozzanesi. Si apriva la fase della costruzione di una identità cittadina caratterizzata dalla solidarietà e dall'attenzione ai bisogni dei più deboli".
Anche Giuseppe Foglia l'ha conosciuto molto bene.

"Paolo Antonacci non nasce nel mondo dello spettacolo o della politica. Inizia occupandosi dei problemi degli inquilini dell'Aler, dove del resto abitava. Era un animatore del sindacato inquilini di allora. Frequentava le cantine di via Ortensie, dove c'erano le sedi di alcuni partiti ma anche la sede del sindacato. Cominciò così a guardare ai problemi di Rozzano, da un punto di vista collettivo!
Era un esponente del partito social democratico, ai tempi di Sala, in maggioranza. Continuò la sua opera in modo disponibile anche quando il suo cognome era diventato importante.
Cenammo insieme non più di quattro mesi fa, con la moglie. Abbiamo messo in fila le nostre reciproche esperienze e ricordi. 
Uno di questi è relativo a Biagio, che, allora, nel suo palazzo, inondava di musica e rumori, e, per contraltare, nel mio palazzo suonava il batterista del suo gruppo, preparando la loro musica nella cantina. Ma , anche in quel caso, anche ai piani più alti capiscono cosa stai facendo. Paolo era molo onorato del successo del figlio, ma umile e riservato. Anche quando il giovane figlio, che suonava nei Falchi Junior, era diventato poi famoso. Non ha perso la riservatezza. Anzi. Ha dato la sua attività nel sociale, nell'Ageha.
Lo conobbi prima che diventasse assessore. Incuriosito dei meccanismi della politica vi si avvicinò da novizio, ma diventò poi un pratico. Si rapportava con i problemi ed i cittadini in modo esemplare, e, per il distacco, non ha mai favorito nessuno. Non ha mai agevolato nessuno. Affrontava i problemi collettivamente. In modo semplice ha lasciato traccia dando molto".
Un punto di vista più "professionale" ci viene da Guido De Vecchi.
"Non l'ho conosciuto molto. Si trattava di un uomo semplice. Il suo grande lascito è stato quello relativo all'intuizione che ha avuto nel rinnovamento del volontariato. Da una associazione che forniva servizi in maniera impropria, ha creato la cooperativa Il Balzo. L'impianto strutturale l'ha creato lui. L'associazione ha un ruolo di controllo di qualità del lavoro della cooperativa. 
Il nostro contatto ha creato questo sistema. La creazione del Balzo non fu stato ben digerito dai genitori. Privare l'associazione della gestione dei servizi li faceva sentire meno importanti. Ma Antonacci ha sostenuto, con ragione, questa scelta e ha separato le funzioni, per avere maggiore efficacia ed efficienza. La cooperativa aveva la giusta struttura giuridica per la gestione, e l'associazione si occupava e si occupa della tutela dei diritti. Paolo ha avuto l'umiltà di fare un passo indietro per il controllo, per un alogica di sistema. 
Era una persona molto affabile, semplice. Si relazionava coi ragazzi come un papà. Trattava i ragazzi come se fossero i suoi nipotini".
Fu presidente fino a marzo 2008 di Ageha.
Le esequie domani alle 11.00 nella parrocchia Sant'Angelo.
RF


4 commenti:

  1. Sono vicina alla famiglia con il cuore!

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  2. Con Paolo abbiamo condiviso momenti di intensa idealità, quando eravamo componenti della stessa giunta comunale. Alcuni anni fa, analizzando i nostri comportamenti, gli riconobbi doti poi divenute sempre più preziose: la correttezza, la capacità di saper dire di no per non essere giudicato portatore di illusioni. Avrei altro, che conserverò nel mondo dei miei ricordi.
    Nicola.

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  3. L'avevo incontrato, ma, purtroppo, non conosciuto, a una riunione in Cascina Grande, anni fa.
    E questa mattina avrei dovuto esser presente alle sue esequie, invitato dall'amico Emilio Mastropaolo.
    Purtroppo ho avuto problemi di sono e mi sono svegliato troppo tardi.
    Mi spiace proprio.
    Spero, e magari contribuirò ancora, nel mio piccolo, a fal 'risalire la china' (Piazza Foglia, Anno 1, maggio 2014, editoriale) a Rozzano, se ancora davvero possibile.
    Certo, senza puntare soprattutto su questo tipo di persone, sarà impossibile.
    Certamente

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  4. Un link:
    http://musica.excite.it/biagio-antonacci-morto-il-padre-paolo-lultima-dedica-su-facebook-N149843.html?utm_source=fb&utm_medium=ed&utm_campaign=Excite/Facebook

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