venerdì 18 aprile 2014

POLITICA. No all'abusivismo. Si alla partecipazione democratica

Abusivo (perseguibile d'ufficio secondo il c.p.p.)
Il consigliere comunale Marco Masini ha presentato al Segretario comunale Giovanni Sagaria ed al comandante della Polizia Municipale Antonino Borzumati una richiesta, sbeffeggiata dal capogruppo del Pd, non nel merito, ma per la solita spocchia del "a Rozzano siamo diversamente democratici"... La richiesta, riportata nel seguito, era a spiegare e al non far succedere che il consigliere regionale rozzanese sieda (come riportato da fonti interne al Comune) impropriamente nell'ufficio del Sindaco, e che gli spazi comunali siano dati alla democrazia partecipata.
Nulla più.
In realtà, l'unico risultato è stato l'insulto e, dal segretario o dal comandante dei vigili, il totale silenzio. Neanche la gentilezza di una risposta.
Ma i nodi verranno al pettine...
"Gentili Segretario Comunale e dirigente Borzumati, comandante della vigilanza municipale,
 per quanto in oggetto, chiedo che venga concesso l’uso dell’ufficio deputato al sindaco di Rozzano ai capigruppo consiliari, a rotazione, da oggi e sino alle prossime consultazioni cittadine, in quanto notoriamente non utilizzati dal vice sindaco FF.
Questo per dare un segno tangibile del valore della pubblica rappresentanza nella nostra istituzione, includendo, in questa preziosa fase democratica, anche i candidati sindaco dei gruppi che ancora non siedono in consiglio comunale ma che si preparano alla competizione.
Le consultazioni popolari per l’elezione dei rappresentati dei cittadini, sono certamente uno dei momenti più alti della vita delle città, e, mancando il rappresentante istituzionale delegato, per la cui assenza si è incaricato un Facente Funzioni che non risiede in quell’ufficio, trovo applicabile questa pratica per accrescere il senso  etico che riguarda i meccanismi rappresentativi.
 Chiedo inoltre al comandante della vigilanza municipale, in virtù dell’art. 1 del TULPS, di impedire che persone non autorizzate possano accedere nell’ufficio sopra citato in mancanza dei requisiti per una permanenza organica, vale a dire una deroga specifica legata ad incarichi della dirigenza (che comporti l’utilizzo degli spazi all’interno del Comune per lo svolgimento dell’incarico) o di un affitto, di cui, nel caso,  vorremmo aver copia del bando e del contratto e riferimento alla relativa determina di Giunta o Dirigenziale.

 Tale questione sorge dal fatto che nei social network, nel giornaletto di propaganda locale (e nei contenuti di  forti “voci di corridoio”) compaia la presenza di un consigliere regionale che, sebbene ospite da qualcuno benvenuto, non detiene più alcun titolo per avvalersi dell’uso organico di tal ufficio (vedi foto allegata). Tale permanenza si configura come un’occupazione abusiva perseguibile d’ufficio, non sussistendo la fattispecie di cui all'art. 54 cp, e cioè che "non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona".
 In attesa della determina che possa consentire l’accesso all’ufficio in questione secondo una semplice regola legata alla rotazione giornaliera - di cui, se vorrete, posso procedere all’estensione (salvo i necessari controlli dei requisiti formali ai quali il Segretario e il dirigente sapranno ovviare con diligenza) – porgiamo cordiali e democratici saluti.
 Attendiamo cortese ed urgente riscontro per la prima e la seconda questione."
Un'iniziativa di grande portata democratica, ad aprire le porte di un Comune che, nel tempo, le ha sempre più chiuse, respingendo sia i rappresentanti dei cittadini che i cittadini stessi.
Anche Stefano Apuzzo, oggi capolista del Pd per le elezioni amministrative, durante le primarie, ha proposto di ri-portare l'ufficio del Sindaco al piano terra ed aprirne l'accesso e le porte ai cittadini, invece di tenerlo rintanato in zone inaccessibili!
RF

5 commenti:

  1. Il comandante dei vigili al momento è impegnato a trovare il milione di euro del bilancio di previsione distribuendo lettere che minacciano un'eventuale scarso rendimento ai suoi agenti per indurli a fare più multe ai cittadini.

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  2. tutto archiviato su su

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  3. Risposte
    1. Al tempo di Giovanni Foglia, e marginalmente con il sindaco Sala, il palazzo comunale era un avamposto dove si scaricavano i tanti problemi gravanti nella città di Rozzano. Foglia era un soggetto popolare, ex partigiano abituato a reggere anche nei momenti d maggiore difficoltà: l'insediamento di Erp, considerato il più consistente; lo spopolamento di intere cittadine del sud, che in Rozzano vedevano una "nuova frontiera". Si, Rozzano ha "costruito" il proprio assetto sociale con l'amalgama di decine e decine di culture: le più diverse ripensando all'analisi dello "spaccato" di una realtà sociale, che presenta ancora delle differenze etniche, a dimostrazione della moltiplicità delle tradizioni, pur essendo il nostro paese una nazione le cui origini remote hanno trovato momenti di sintesi i due specifici momenti: la dichiarazione dell'unità d'Italia e la guerra di liberazione dal nazi fascismo. Oggi è il 25 aprile, sono trascorsi molti anni dal 1945, ma il paese è ancora travagliato da divisioni epocali e da posizioni politiche ataviche, che fanno emergere uno stato di arretratezza, che frena lo sviluppo. Anche Rozzano, ad un mese dalla consultazione elettorale, si ritrova a dover decidere se proseguire con i sistemi degli intrallazzi e sotterfugi, o se spingere il futuro verso obiettivi lungimiranti, mirati a imprimere una svolta progressista nella linea della nuova amministrazione comunale. Mi spiace per il candidato Apuzzo, considerato soggetto intelligente, ma ritengo che il gruppo dirigente del Pd non abbia la forza di liberarsi dai lacci del decaduto, tranne lo sparuto gruppo uscito dal partito dopo la questione Mallamaci.

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    2. spero ma finirà cosi...

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