mercoledì 2 aprile 2014

PD: “La Regione metta maggiori risorse per la qualità dell'acqua”

Immagini d'acqua al Parco 1 di Rozzano
Il Gruppo regionale del Pd è pronto a incalzare Regione Lombardia per arrivare a un risultato di sostanza il prima possibile: in tempi rapidissimi le acque lombarde e la loro gestione dovranno aver subito una drastica svolta rispetto alla tragica situazione in cui versano adesso. E’ la sintesi, tra critiche e proposte, emersa lunedì 24 marzo 2014, dal convegno, organizzato appunto dal Pd, su “Acqua ed energia – Per una gestione sostenibile”.
Intanto il consiglio comunale di Rozzano, lunedì sera, ha preso atto della scissione tra CAP Holding e Infrastrutture lodigiane del patrimonio per la gestione dell'acqua nell'ATO, senza cognizione di causa. Da qualcuno, e vedremo dopo gli interventi, viene chiesta una maggiore partecipazione dei comuni alla gestione dei consorzi, ma, nel frattempo, ce ne guardiamo bene dal renderli edotti sul tema.
La tutela e la valorizzazione delle acque deve diventare un obiettivo primario delle politiche di Regione Lombardia”, ha detto in apertura di mattinata Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale. Villani ha ricordato qualche dato: “La Lombardia è la regione italiana più ricca di laghi, circa 50, sia in termini di superficie, 40% del totale nazionale, sia di volume, 63%. Stesso discorso per i fiumi: 6mila chilometri di corsi d’acqua, 200mila di canali irrigui e bonifica”. E ha sottolineato quanto fatto finora dal Pd, ad esempio, nei confronti dell’Olona, uno dei più inquinati e trascurati della regione : “La risoluzione, un ordine del giorno e un impegno ad approfondire poi le problematiche di Seveso e Lambro”.

Ma è la consigliera Laura Barzaghi a fare il punto generale della situazione: “Il nostro obiettivo era e rimane focalizzare l’attenzione sulla qualità delle acque, soprattutto fluviali, e di alcuni fiumi in particolare, che sono, appunto, in cattive condizioni, impossibilitati perciò a raggiungere gli obiettivi di standard europeo. Ma quello che è emerso dal convegno e che ci ha sconvolto, è relativo alle acque sotterranee, ridotte ancora peggio di quelle superficiali, tra inquinanti e sversamenti. E sono quelle che noi beviamo”.
Barzaghi sintetizza la situazione: “La strada da percorrere è lunga: siamo obbligati ad arrivare a un risultato ben preciso in tempi brevissimi, attraverso il servizio idrico integrato, ma siamo già palesemente in ritardo, per una serie di concause. Secondo noi se ne esce solo dando un ruolo particolare agli enti locali. Tuttavia – continua Barzaghifinora i Comuni sono stati esautorati perché le competenze sono stata messe in capo alle Province, ma la palla torna a loro e se ne dovranno occupare in termini diretti. Il nostro obiettivo è proprio di ridare un ruolo di primo piano alle amministrazioni locali nella gestione del patrimonio delle acque e per questo abbiamo predisposto un ordine del giorno da divulgare in tutti i Comuni lombardi che dovrebbero approvarlo”.
Parco 1 Rozzano
Il Pd vuole riportare il dibattito a livello di enti locali, “altrimenti arrivano impreparati negli Ato”. E una volta raccolte le delibere con cui l’ordine del giorno è stato approvato, vorrebbe rendere più consapevole la Giunta regionale sul tema dell’acqua.
Entro il 2014 il Consiglio regionale della Lombardia dovrà approvare le linee strategiche per l’utilizzo sostenibile, razionale e consapevole delle risorse idriche: “Noi chiediamo di mettere in campo un programma di azioni e interventi straordinari, cioè risorse umane ed economiche che servano a raggiungere gli obiettivi. Le due linee d’azione da percorrere in questi mesi sono, appunto, una esterna, i Comuni, e una interna, la Regione”, conclude Barzaghi.
A portare "l’esperienza" dei Comuni lombardi è stato un altro consigliere regionale, già sindaco di Rozzano, Massimo D’Avolio, che ha ricordato l’esperienza della gestione in house fatta dalla Provincia di Milano. Ma ha anche ricordato che le prossime riforme stanno per portare al superamento degli enti provincia: “Dentro questa nuova dinamica bisogna inserire un ragionamento approfondito da fare in Commissione Ambiente (dove è saltuariamente ed episodicamente presente, ndr) sul nuovo indirizzo da prendere per gli Ambiti: tentare percorsi innovativi? Puntare su Ato più ampi?”.
E sempre gli enti locali sono stati i protagonisti anche della terza parte del convegno, quello relativo al rapporto con l'energia, di cui il Consiglio regionale si è da poco occupato attraverso il passaggio del Pear, il Programma energetico ambientale regionale. Qualche dato, reso noto dal consigliere Pd Jacopo Scandella: “Il 24% dell'energia elettrica prodotta dal parco centrali lombardo deriva dall'idroelettrico, che rappresenta il 37% di tutta l'energia prodotta da energie rinnovabili. Allo stesso tempo, l'8% della produzione globale di energia viene adoperata per pompare l'acqua nelle nostre case, per questo diciamo che il legame tra acqua ed energia è indissolubile. L'acqua è un bene la cui richiesta è in aumento, si prevede che soltanto in agricoltura si registrerà un più 19% nei prossimi anni”.
Ma Scandella ha aggiunto anche un invito: “Sento e chiedo una particolare attenzione da parte della politica verso i territori montani: l'acqua è una risorsa preziosa, che può essere messa a frutto per garantire ricchezza a territori che vivono un momento di enorme difficoltà. Pensiamo, ad esempio, ai dissipatori di pressione negli acquedotti e a quanta energia pulita potremmo produrre con un impatto paesaggistico minimo”.
Insomma, il Pd si interroga sull'acqua, ma nel nostro consiglio comunale si presenta assolutamente impreparato (su ammissione dell'assessore esecutore Fabio Nebbiolini) sul tema, e non provvede in alcun modo alle necessità del formare un'opinione per i suoi consiglieri.
In alto si parla di riassetti e riorganizzazioni da fare con i comuni, in basso, i comuni non hanno idea di cosa si parli. 
Un dialogo a vuoto.
RF 

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