domenica 13 aprile 2014

La vera storia di due candidati a sinistra (l'alfiere di quell'area non ci interessa)

Dopo le vicende che hanno portato a defenestrare gli assessori Ciro Piscelli e Caterina Mallamaci, si è costituito l'humus per una potenziale area di convergenza tra le anime della sinistra critiche rispetto ad una gestione clientelar-aziendale del Decaduto nel Pd.
Con la presentazione di Guido De Vecchi a capitanare la coalizione - subito unita per i buoni uffici di Igino Gabriele - Sel e 6Rozzano, si stava proponendo un "luogo" per l'aggregazione di tutta la sinistra opposta al Pd rozzanese.
La storia recente ci ha raccontato la fuoriuscita di ben quattro rappresentanti dal direttivo Pd, e, con loro, di altri iscritti. Anche Rifondazione cercava di ricostruire un cantiere per proporre alla città un nuovo progetto fuori dai pestilenziali confini dell'impresentabile "alfiere" della sinistra Barbara Agogliati (copyright Fido Massa).
Le trattative per trovar punti di incontro son proseguite per settimane, ma, Giovanni D'Errico e compagni non son riusciti a penetrare le difese e gli anticorpi civici di 6Rozzano. Infatti, sebbene all'interno di Sel l'allargamento della coalizione fosse visto come un vantaggio competitivo, in una sfida che altrimenti (come poi è avvenuto) poteva comportare una lotta "fratricida" di area, i componenti di 6Rozzano non hanno mollato ad alcuni principi. Principi che passavano attraverso un taglio netto con quel passato controverso e di lunga durata nella sgangherata maggioranza che ancora governa Rozzano.
Ciò, in dettaglio, avrebbe comportato le dimissioni di Pietro Forello dalla presidenza di Arco srl (la società di catering locale) prima del suo inserimento in lista, la non candidabilità di personaggi ritenuti "controversi".
Insomma, siccome i rappresentanti del Pd (che provengono quasi tutti dall'area degli ex Ds) sui nomi e i metodi non volevano cedere, portando in dote la fase di forte critica derivata dalle vicende degli assessori allontanati, Guido De Vecchi ha dovuto decidere con "la pancia" di 6Rozzano, e non con "la testa", rompendo la trattativa a pochi giorni dall'inizio della raccolta firme per le liste.
Questo ha lasciato non pochi rammarichi in Sel, e uno sconforto, velocemente recuperato, in RC e nei fuoriusciti Pd. Anche la città che segue la politica di sinistra ha faticato a comprendere il mancato accordo, che avrebbe potuto generare un'opportunità politica senza precedenti nell'offerta a sinistra contro il Pd.
Il candidato del raggruppamento a "triciclo" che ne è scaturito (RC, Democratici e PdCI), Giuseppe Eriano, bolla la rinuncia al progetto come "dilettantismo politico", e, con la raccolta firme per una lista unica di 23 candidati, si è messo al lavoro per una campagna molto netta.
Raccoglieremo presto le testimonianze dei protagonisti, per cogliere le differenze programmatiche.
RF

14 commenti:

  1. 1chi non ha accettato è stato l uds
    2 ho deciso con la mia...testa non capendo ancora i motivi per cui loro non abbiano accettato le nostre proposte,peccato ma se il mio dilettantismo politico è governare processi chiari e trasparenti...sono un dilettante e ne sono orgoglioso
    guido de vecchi

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  2. direi inoltre che il gruppo vada definito forello e compagni in quanto le non scelte di forello hanno determinato la rinuncia all'accordo
    guido de vecchi

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    1. ANACLETO MITRAGLIA14 aprile 2014 22:04

      Caro De Vecchi così non si va da nessuna parte, e la Agogliati ringrazia...

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  3. Una cosa e' certa. A Rozzano la politica non è noiosa! All'insegna della "balcanizzazione" dell'area PD/ liste civiche collegate, il panorama e gli orizzonti si allargano o per meglio dire si dissolvono. Del resto quando il gatto non c'è i sorci ballano.

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    1. Il gatto c'è ... Ma non si vede....(almeno non lo vede chi non vuole vederlo). Ma non si preoccupi,le 7 vite stanno per finire...

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  4. La cena è servita senza l'utilizzo di sofisticati "pasticci", tanto i commensali ne usciranno sobri. Da quanto si dibatte, ancora una volta Forello ha colpito. Egli ha inferto un duro colpo all'agognata speranza che i movimenti e partiti a sinistra del Pd, si unissero per opporre resistenza contro chi pensa di radere al suolo il palazzo della democrazia. Ritengo che la presenza di Forello abbia posto un freno al tentativo, disperato, di barricarsi contro lo strapotere economico della coalizione reppresentata da D'Avolio e Agogliati.

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  5. Caro De Vecchi io assieme a qualcun altro la mia scelta l'ho fatta, fino all'estremo di non appoggiare e sostenere Il PD locale nella scelta del candidato sindaco. Ho fatto assieme a dei Compagni tutti i tentativi possibili per portare il PD locale a fare delle scelte che marcassero un cambiamento di rotta totale. Volevamo un vero Centro Sinistra a Rozzano, ma vista la miopia del PD locale, pensavamo di fare ciò anche senza il PD. Pensavamo di farlo anche con voi, ma la vostra ostinatezza nel non voler considerare che nel PD locale vi potessero essere anche delle persone diverse e che volevano cambiare rotta per il futuro di Rozzano ha ostacolato tale possibilità. Volevamo fare una coalizione di centro Sinistra vera, che assieme a Rifondazione che ha governato con noi, ma che aveva le stesse critiche, potesse vedere finalmente la presenza di SEL, Voi, ed il centro democratico che aveva appoggiato Ambrosoli. Era un tentativo arduo, ma ci abbiamo provato. Non tutti hanno avuto il coraggio e la grande determinazione di andare fino in fondo. La scelta poi di appoggiare la candidatura di De Vecchi era anche, oltre che in una sintonia di programma, legata a tutto ciò. Io credo che la richiesta di richiedere a me la scelta o essere in lista o lasciare la presidenza di Arco, secondo me nasconde la volontà di non riconoscere la novità politica che alcuni del PD hanno scelto di rompere, dimostrando comunque che non tutti nel PD di Rozzano sono assoggettati al grande potere. La mia permanenza in Arco non è nè eterna nè assoluta, ma vi sono dei momenti cruciali in cui non si deve mollare, pena l'affossamento di una battaglia di risanamento e trasparenza anche nelle aziende. Non sono attaccato a nessuna poltrona, anche la presenza nella lista è frutto di una scelta collettiva, che non avrebbe più avuto la sua concretezza se qualcuno di noi si fosse ritirato.Nessuno è indispensabile, ma in certi momenti il detto " l'unione fa la forza" ed io aggiungo , avrebbe veramente potuto arginare lo strapotere, forse sarebbe stato vero. Ogni tanto bisognerebbe avere il coraggio e la consapevolezza che rinunciare o ammettere che ciò che si ricercato con fatica e passione politica per tanto tempo, merita anche un momento di riflessione, per portarsi accanto anche altri che non si pensava minimamente potessero esserci, ma che nella loro modestia e ricchezza politica di militanti potessero dare un piccolo contributo a raggiungere quello che le persone comuni vogliono, una POLITICA con la P maiuscola, ed un governo per la città e non governare la città per ..... A NOI DEL PD ERETICI ?? E CREDO DI POTER DIRE ANCHE QUELLI DI RIFONDAZIONE, RIMANE L'AMAREZZA DI AVER TENTATO E NON ESSERCI RIUSCITI.

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  6. Vuoi vedere che vince Ferretti
    !!!!!!

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    1. Il Centro Destra dimentica che i voti dei propri elettori, massicciamente espressi nella consultazione per eleggere il Presidente della Provincia, determinarono l'elezione di D' Avolio a Sindaco del Comune di Rozzano.

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    2. A questo punto l'unico voto utile contro la banda Davogliati è quello dato a Ferretti.
      Non ho elementi per valutare la sua squadra, ma un periodo di dieta per i rosiconi locali è quello che ci vuole.

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    3. Egregio Andrea, il Centro Destra è comunque responsabile dello sgoverno della città, perché la giunta D'Avolio & C si è retta grazie al sostegno di Moro e Caraccini: questa non è fantapolitica. Nell'urna delle ultima consultazione elettorale, come le sarà noto, si celebrò "lo sposalizio" tra lo stesso D'Avolio, la struttura provinciale e locale del Suo Centro Destra. Ritengo, Signor Andrea, che un Commissario Prefettizio potrebbe costituire una ottima "dieta" per i suoi citati rosiconi locali, dove si annidano anche gl elementi del Centro Destra. Si immagina quale sconvolgimento, anche economico, apporterebbe un rappresentante del governo se fosse costretto ad azzerare tutti gli incarichi nei cda delle partecipate? Un problema potrebbe insorgere nel caso fosse necessario reperire soggetti di una certa levatura culturale, da nominare ai vertici delle varie società. Non vorrei essere nei "panni" del Funzionario posto a capo dell'amministrazione.

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    4. Concordo pienamente, la soluzione del commissariamento sarebbe l'ideale.
      Non potendo però votare per il commissario il voto utile per me è solo uno: Ferretti.
      E poi si vedrà.

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    5. Buon giorno Andrea, sarebbe opportuno avvertire il PD che è giunta l'ora di restituire i favori ottenuti dal Centro Destra, che per 2 legislature ha consentito al Centro Sinistra di amministrare la Città: l'ultima tornata è stata la scelta meno politica, in quanto lascerebbe sospettare che si sia inserito un fattore di "Moneta".

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  7. Un taglio netto con l'attuale sistema di potere, passa anche attraverso la smissione di incarichi. E' pur vero che qualche persona corretta debba "mettere" le mani nel merdaio costruito da Decaduto e c. Come capita nella vita, la regola dei pro e i contro spesso si ripete quando si rende necassaria una scelta. L'alternativa al Signor Forello,lo cito a caso, nell'ambito degli incarichi presso una delle società partecipate, avrebbe certamente favorito la nomina di elementi che avrebbero contribuito a riempire il recipiente della già citata sostanza organica.

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