martedì 18 marzo 2014

ULTIM'ORA. Mallamaci, contrordine. "Non voglio candidarmi? Chi l'ha detto"

Caterina Mallamaci con il cadeaux di Giovanni D'Errico
A seguito della pubblicazione dell'indiscrezione da parte di RF, Caterina Mallamaci fa sapere che non si possono considerare vere le millantate intenzioni di non partecipazione alla competizione elettorale per problemi di qualsivoglia natura.
Chiamati al riguardo ci ha tenuto ad annunciare che sarà lei a dare il suo contributo con un pensiero originale in materia.
La coalizione che è pronta a sostenerla abbraccia da Rifondazione a pezzi di società civile che fanno riferimento a Lombardia per Ambrosoli, liste locali come Uniti per Rozzano e una formazione a supporto dell'ex assessore.
Per questa operazione si sta muovendo una parte di città, quella legata al risultato importante e d'auspicio - di area centro sinistra - contro l'apparato e l'establishment del Pd davoliano, sfociato in varie riunioni di coalizione preparatorie, l'ultima di sabato sera, dove i responsabili di quelle formazioni (Giuseppe Eriano, Libera Judice, Gabriele Pugliese e Pasquale Manoforte) hanno iniziato a stabilire un percorso ed una strategia.
Molteplici illazioni su perplessità dell'ultim'ora si son rincorse nella serata di ieri sera, durante il consiglio comunale, apertosi dopo le comunicazioni, in cui v'è stato un fiero dibattito sulle sconfitte politiche di una amministrazione che ha perso nel corso di questi cinque anni pezzi sempre più importanti della coalizione iniziale, per finire con un raccogliticcio insieme stretto ed arroccato intorno alla D'Avogliati.
Per ricordare la sua compagna d'avventure, divenuta simbolo di un "nuovo Pd", un siparietto inatteso (ma forse preparato, stante l'importante supporto a Mallamaci schierato in platea) ma sentito tra il presidente D'Errico e Caterina Mallamaci, con la consegna, all'interno dell'emiciclo riservato ai consiglieri e membri della Giunta, di un quadro ricordo della partecipazione ai lavori consiliari.
RF

12 commenti:

  1. ...siamo sotto dittatura... un quadro politico futuro già ben delineato e definito con la vittoria in pugno...

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  2. Non è che qualcuno gli ha mandato un "caloroso" avvertimento?
    Di quelli che non si possono "ignorare"?

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  3. NON DEVE ARRENDERSI SIGNORA MALLAMACI! Rozzano tifa per lei!
    Antonio

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  4. Nel Consiglio Comunale di ieri 17 marzo il vicesindaco Errico Gaeta, nel comunicare con fare molto imbarazzato, che aveva dovuto allontanare l'assessora Mallamaci ha detto: "mi hanno consigliato..." (pausa) "mi sono consigliato" . La gaffe ci riporta ad un "Consigliere" che non dovrebbe consigliare, ma lavorare in Regione. Non è umiliante per una persona che ricopre un ruolo importante quale quello di "Vice Sindaco facente funzioni di Sindaco" aspettare "ORDINI" da consiglieri? Mi aspetto una svolta decisiva con le dimissioni del vice sindaco che abbia il coraggio di mandare a quel paese i "consiglieri" che danno cattivi consigli. Adriana Andò

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  5. E' ovvio che il minacciato neghi la minaccia, il fatto stesso di rivelarla equivale a respingerla.
    Ma se il peso della minaccia è tale da non poter essere respinta che si fa ?
    Penso che a nessuno si possa rimproverare di non essere un eroe.
    La mia stima nella persona rimane quindi immutata.
    Grazie comunque per averci provato.

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    1. Ghino di Tacco19 marzo 2014 22:21

      Anche la mia stima nella sig.ra Mallamaci rimane immutata.
      Per verificare se le ipotesi di intimidazione sono vere o presunte lo potremo verificare dai "cambi di casacca" che ne potrebbero seguire.
      Capisci a me !

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  6. Stamane nei vari locali pubblici correva voce che la Signora Mallamaci, ancora di salvezza cittadina, fosse stata vittima di particolari "forzature" dei "bravi" assoldati dal decaduto. I meno sprovveduti sanno che la candidatura della Mallamaci potrebbe ostacolare l'elezione a sindaco della Signora Agogliati. Gli scenari immaginabili riguarderebbero, naturalmente, gli accoppiamenti al secondo turno e il conseguente aumento del potere ricattatorio delle forze politiche aventi numeri esigui. Questo è un modo naturale di gestire le questioni politiche e amministrative, della città di Rozzano. Mi duole constatare che la sinistra vive un coacervo di contraddioni, che limitano le posibilità di raggiungere obiettivi strategigi, atti a rendere meno pericolosa la strategia dell'ex sindaco. L'ipotesi di elezioni anticipate entro la fine della prossima legislatura, è una previsione sempre meno arcana, che la Signora Mallamaci non potrà permettersi di ostacolare. Costi quel che costi, come scriveva un un vecchio "militante" del blog della vostra città. Rodrigo

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    1. ANACLETO MITRAGLIA19 marzo 2014 22:11

      Forse ti sfugge un piccolo particolare: la tua sinistra governa questa città dal dopoguerra ad oggi.
      Vedi un po' tu...

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    2. Non mi sfugge particolare importantissimo: prima dell'avvento di D'Avolio la sinistra amministrava Rozzano. ben mascherato nella prima legislatura, poichè aveva sostenuto il ruolo della volpe in diatriba con i grappoli di uva. Ma "l'annuncio" della sua seconda candidatura avvenne con l'esternazioni di mezzi da vera repubblica sud americana, che già nascondeva (!!!) il progetto di accattivarsi i voti della destra, garantendola rispetto alla brutale cementificazione della città. Sono fatti notissimi, i dati dei risultati elettorali che vide il crollo in termini di voti dell'intera coalizione del centro destra e della Lega Nord. Quando mi riferisco alle contraddizioni della sinistra, penso ai movimenti che fanno capo a Sel, Rc e alla sinistra del Pd che ha avuto un sussulto di dignità a seguito dei fatti noti riguardanti la revoca dell'incarico all'assessore Mallamaci. Manca un pezzo nella strana storia di questi ultimi giorni: l'abiura dei sistemi di D'Avolio da parte delle forze del Pd, che si rifanno alla cultura dell'ex Pci. Sarebbe un epilogo stupendo, che ridarebbe dignità alla città di Rozzano.
      Anacleto, ecco ciò che vedo.
      Rodrigo.

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    3. ANACLETO MITRAGLIA22 marzo 2014 22:39

      Il tuo romanticismo suscita tenerezza.
      A prescindere dalla differenza coreografica fra D'Avolio e i suoi predecessori la musica non è mai cambiata e le colate di cemento, ora come allora, portano sempre lo stesso marchio: Lega delle Cooperative.
      Un sussulto di dignità potrebbero averlo solo ritirandosi a vita privata e tacendo definitivamente.

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    4. La dose di romanticismo limita il cinismo, e mi permette di tenere in piedi ben piantati nel presente.Quanto al senso di tenerezza, non entro nel merito della tua considerazione in quanto del tutto personale.
      La lega delle Cooperative non è "la sacra corona unita" o altra organizzazione facente parte del mondo della malavita, pur non avendo, a volte, mostrato la necessaria sensibilità rispetto all'ambiente. Da quanto mi consta, essendomi trovato nelle condizioni professionali di dover analizzare atti e documentazione, che appartengono alla storia del comune di Rozzano, nella prima parte della sua storia post dopo guerra, gli imprenditori del settore edile appartenevano al settore privato, e solo dopo la metà degli anni ottanta sulla scena del cemento si sono riversati i vari movimenti delle cooperative: Acli, Lega, Filca, che cito in quanto accostabili ai vari partiti dell'arco costituzionale. Ho riscontrato che dopo l'avvento di D'Avolio, anche considerando la legislatura che lo vide in qualità di assessore, sono saltati i parametri delle distanze, delle cubature, del rapporto verde/superficie realizzata. In generale, si è abbruttito il rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione, in quanto sono lievitati i bisogni e gli interessi in campo. Oltre allo "stropotere" dei soliti imprenditori, il territorio è stato e sarà invaso da orde di barbari del cemento, disposti a tutto. Ciò invoglierà anche società estere - cosiddette segrete - ad invesitere nei progetti immobliari, nascondendo i veri attori, che potrebbero essere anche politici locali o parenti. Condividendo la tua critica rispetto alla generale colata di cemento che ha contraddisto le varie amministrazioni, indipendentemente dai natali, desidererei ribadire che con D'Avolio è saltato il rapporto con la democrazia. Rodrigo

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    5. Condivido in pieno questa ultima affermazione.
      Mi risulta che sia condivisa anche da alcuni settori del suo partito che, mi auguro, dovrebbero sottrarsi alle angherie del Decaduto e dei suoi sgherri per imboccare un nuovo percorso politico.
      Auspico inoltre una sconfitta della sua Burattina, di modo che D'Avolio vada a nascondersi in Regione e con la speranza che inizi a guadagnarsi lo stipendio di consigliere regionale.
      L'ideale sarebbe che si trovasse un lavoro vero, come la gente normale. Ma è dura cominciare a lavorare a 48 anni !
      O forse no, in fin dei conti parte ben riposato.

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