lunedì 3 marzo 2014

Tutti i cittadini lombardi hanno pagato le primarie dell'Agogliati

Nel mese di gennaio, durante lo svolgimento della campagna per le primarie del PD di Rozzano, abbiamo avuto l'assidua presenza del consigliere regionale D'Avolio a fianco dell'oggi candidato sindaco del Pd Barbara Agogliati, attività che non ha poi interrotto (essere assiduamente presente a Rozzano nel palazzo dell'Amministrazione).
Tutto questo però non è avvenuto gratuitamente.
Infatti, a gennaio, la presenza del Decaduto al consiglio regionale ha toccato livelli di minimo assoluto. Ci sono state quattro sedute del consiglio regionale e 4 delle commissioni ambiente (3) e antimafia (1), dove il nostro è in carica.
Per ciò che concerne il consiglio, a quello del 7 gennaio, sebbene segnato presente, ha partecipato ha sole due votazioni su otto (25%), quelle della mattina. Poi ha lasciato l'aula per recarsi a... Rozzano.
Ha mancato le votazioni su temi importanti, come la mozione su “Impianto di rifiuti speciali e pericolosi nel
Comune di Paderno Dugnano (MI)”, sull'“Attività estrattiva cave a prestito” su “Realizzazione di allevamento avicolo in località di Busto Garolfo (MI)” e sul “Prolungamento MM2 da Cologno Monzese a
Vimercate”,   (ed è commissario all'ambiente!). Ma anche su temi di carattere locale, dove dovrebbe avere anche qualche competenza, ha fatto mancare il voto(“Patto di stabilità – Applicazione dell’indice sintetico di virtuosità"). Ma più grave di tutti, la mancanza del suo voto su un tema come “Riconoscimento dello status di malattia rara alla sclerosi sistemica progressiva (sclerodermia)”!
Alla seduta successiva, del 14 gennaio, era in congedo!!!

E si stava discutendo del progetto di legge “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 luglio 2007, n. 16 (Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi) - Ampliamento dei confini del Parco regionale della Valle del Lambro. Norme di salvaguardia nelle aree oggetto di ampliamento dei confini dei parchi regionali e naturali”. Notoria la sua passione per l'Ambiente... costruito, o meglio, come dice lui, la passione per le cose "concrete", cemento anglosassone.
Presenza netta e costante sul tema del 21 gennaio, relativo alla "fusione di comuni in provincia di Bergamo", un tema che il Pd ha sostenuto compatto, e ad alcune mozioni sul lavoro in Lombardia.
Presente alla commissione ambiente del 16 gennaio, ma non a quella del 23 gennaio e del 30 gennaio. Troppo a ridosso della consultazione rozzanese!
Presente il 15 gennaio alla commissione Antimafia.
Insomma, se l'attività amministrativa dovrebbe essere importante, ed è per quello che i consiglieri percepiscono compensi (stante la loro possibilità di legiferare per tutti), le assenze anzidette pesano sulla sua prestazione.
Il sovrapporsi degli interessi locali con quelli regionali, in un periodo come le primarie di Rozzano (!), è stato pernicioso per i lombardi... ma lo è D'Avolio in quanto consigliere!
RF

 P.S. Il mese successivo alle primarie, in piena preparazione di bilancio rozzanese (!!!) il Decaduto si è comportato così:
- 4 febbraio: assente a 7 votazioni su 9
- 11 e 12 febbraio, sostanzialmente presente
- 18 febbraio ASSENTE (tra gli altri, discussa la "Promozione e valorizzazione del patrimonio storico della prima guerra mondiale in Lombardia", il progetto di legge su "Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale" e la "Situazione Gruppo Electrolux".
- 25 febbraio, NON PARTECIPA AL VOTO su "Ordine del giorno concernente le riforme istituzionali: Senato delle Regioni e delle Autonomie, Titolo V e federalismo fiscale”"


8 commenti:

  1. ANACLETO MITRAGLIA3 marzo 2014 21:13

    Il danno è stato fatto mandando D'Avolio in Regione.
    Dobbiamo perciò evitare il baratro nel quale finiremmo eleggendo la sua burattina, permettendogli così di continuare ad essere il sindaco reale per mezzo di un sindaco di facciata.

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  2. E cosa dovevamo aspettarci da un consigliere all'opposizione che là è uno dei tanti ben pagato mentre a rozzano ha il suo mini impero da gestire

    mica espone striscioni protesta o simili azioni....

    andrea

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  3. PER NON DIMENTICARE..OVVERO, CONTINUA LA STORIA DEL "BRANCO".
    In un paese della bassa milanese, travagliata da un flusso di etnie, superiore alla media mondiale... come se fosse l'esodo dalla Somalia, Eritrea,Palestina..., in ordine sparso giunsero alcuni personaggi, in parte primi attori sin dalla nascita della nuova realtà urbana della ridente cittadina: i diplomi e le lauree, pur conseguiti presso istituti e università di realtà diverse dalla capitale morale del paese, a quel tempo contavano data la bassa scolarità delle masse. Tutto " faceva brodo", come ripeteva - soventemente - un noto politico della zona..e che brodo, ripeteva Luigino, detto il "pollo", quando si azzardava a fare i conti in tasca a quei personaggi !!! e giù eresie, quando rientrava a casa dalla consorte, che l'accoglieva con un buon bicchiere di croatina ed una buona frittata di rane pescate nei fossi della zona. Ma il "branco", sempre più pressato dall'incalzante emancipazione della città: nel frattempo il piano regolatore generale stava compiendo il suo iter, e si palesava il rischio di impantanarsi nei rivoli di leggi e leggine, che avrebbero impedito lo sviluppo urbanistico... C'era la necessità di acquisire nuovi "cervelli" in grado di scalzare tutta l'organizzazione che i "Podestà" avevano creato. Rispedire a casa cervelli di limitata statura intelletuale, non fu un'operazione facile poichè costituivano un buon "zoccolo" della struttura politico mangeriale; tant'è che si dovette ricorrere ad assoldare esperti nel settore dell'educazione fisica, considerata la staticità dei "cervelli" in circolazione. All'inizio fu un dramma, perchè gli esperti di educazione fisica ragionavano solo con "l'arte dell'arto" !! e non con complicità della massa "grigia". Di non poco conto la questione linguistica, perchè una parte del popolo si esprimeva parlando la lingua della proprio etnia.Pur dopo immani sacrifici, i cultori di educazione fisica comunicavano con il popolo gesticolando. Nemmeno il salto di interesse professionale, pur compiuto con celata aspettativa, riusci a conferire all'utlimo eroe del "branco", la padronanza di quella che era diventata la lingua nazionale. Ma la storia corre veloce, ed aiuta chi è arguto. L'occasione nacque quando il partito che aveva gestito il potere con l'aiuto dei vecchi Podestà, spedì a casa tutti i pseudo intellettuali, durante una cruenta battaglia svoltasi in una casa del popolo... Continua.

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  4. Sono in attesa che la Signora Agogliati reagisca alle accuse di essere una "buratina", rispedendo a casa i personaggi che il Signor Anacleto ha più volte censurato. Ho già invitato la candidata del Pd ad elevare il livello del dibattio politico, spedendo a casa i foschi personaggi.. Non ha bisogno, da un punto di vista intellettuale, di "scamorze" insignificanti e deleterie per la città, capaci solo di tramare per se stessi. Come detto in una precedente missiva: faccia presto, non ha più molto tempo. E non deluda il suo elettorato, perchè ne pagherebbe le conseguenze per tutta la vita. So che lei è persona sensibile: si riscuota!!
    Rodrigo.

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    1. Mi scusi signor Rodrigo, ma forse lei non ha compreso che Barbara Agogliati si è candidata, e gode di determinati appoggi, proprio perche deve garantire la continuità al comitato d'affari che tira le fila a Rozzano.
      Se dovesse tagliare con certi personaggi e le "scamorze" insignificanti, come da lei definiti, si ritroverebbe sola con la sua mamma.
      Sono comunque convinto che quanto lei auspica deriva da una sovrastima del personaggio.
      Coardiali saluti.

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  5. ...non sono accuse bensì la realtà evidente.

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  6. Le mie considerazioni si potrebbere leggere come un atto di sovrastima, considerate le sue valutazioni, che forse meglio inquadrano il personaggio. Io sono un romantico, e sogno la riscossa di qualsiasi personaggio.
    In effetti, "le scamorze", definite tali per un puro atto di disistima, sono i burattinai che tirano le file, e considerano l'Ing. Agogliati un futuro sindaco manovrabile; insomma, una sorte di storia che coivolgerebbe personaggi tipo: "il Gatto e la Volpe". Anch'io sono convinto che stanti i programmi urbanistici, i citati personaggi non molleranno la preda. Agogliati Barbara è la vittima incoscia (spero) di questo gioco al massacro. Se per davvero la candidata a Sindaco non si fosse accorta del raggiro, pur essendo molto grave la condizione di assopimento, potrebbe sempre insorgere e gettare alle ortiche i compagni di Osteria, e riguadagnare la stima di tantissimi cittadini. Se fosse cosciente di essere al centro di una squallida trama, sarebbe doveroso spedirla ai mittenti già dal primo turno. La mamma non sarebbe l'ancora di salvezza ma la sua rovina, almeno nella gestione politica della città. Nel dubbio,tutto sommato, mi conviene restare fedele alla banda dei figli di padre incerto e madre libertina, tanto per rimanere ancorato alla realtà.
    Rodrigo

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  7. "IL BRANCO" alla conquista della prateria......
    La madre lingua rimaneva sempre il problema da risolvere, pur in presenza di gente che aveva "un pezzo di carta" da esibire nelle migliori occasioni. Per tentare un'azione di recupero, nell'attesa del lancio sulla scena politica cittadina, l'esperto di problematiche muscolari/articolari, venne posto in aspettativa, anche perchè si erano evoluti i giovani frequentatori delle palestre scolastiche. Il livello di incomprensione era carico di tensioni, che si placarono solo quando a dirigere il consiglio comunale venne eletto un compaesano, che intavolò una vera e propria gara contro la sintassi. A questo punto il povero maestro rinsavì: aveva ritrovato, finalmente, un personaggio che lo avrebbe oscurato e fatto passare in subordine tra chi lo giudicava fuori dal mondo. Finalmente gli energumini della Lega Lombarda, con a capo un'altro intellettuale, gli avrebbero risparmiato invettive che gli ricordavano la terra d'origine. Passando quasi inosservato, riuscì a prepararsi nella delicata materia della gestione delle società, entrando a far parte dei consigli di amministrazione delle varie società appositamente create per lui. Le relazioni, che tutte le volte leggeva ad alta voce come per convincersi delle ritrovate capacità, erano veri trattati economici, che in tutte le occasioni facevano addormetare i presenti. Tra un Cda e l'altro, ritrovò il coraggio di mostare i muscoli ad un collega di partito, che, tramortito, vide cinque stelle contemporaneamente. Quando a capo del "Branco" si autoproclamò un esperto di materie pubblicitarie, l'eroe ebbe sussulti di gioa, che lo invogliarono a ritornare alle origini, avendo ritrovato il suo Mandrache, che definì personaggio da fumetti d'oltre tomba. Continua.

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