mercoledì 19 marzo 2014

Auto incendiata e minacce. Scenari da "Rozzan di Principe"

Rozzan di Principe? Non ci stiamo!
Mercoledì sera scorso, via glicini, nel pieno del quartiere Aler, è diventata la piazza di un evento che si fatica a definire casuale, anche perché seguito, a pochi giorni, da minacce al segretario di un partito locale e dalla rinuncia alla rappresentatività di una coalizione, in opposizione al Pd. Tutti fatti che sembrano decisamente collegati dalla sequenza temporale e dalle loro conseguenze.
L'auto del portavoce di una lista civica locale che si era schierata con la maggioranza nel 2009, ma che poi aveva vissuto le vicissitudini di una frattura interna, con il passaggio di Domenico Anselmo e Giuseppe Coniglio in Forza Italia, è stata data alle fiamme durante la riunione della lista con modalità chiaramente riportate come di tipo doloso. L'incendio non è stato però denunciato, ahimè, complice l'impossibilità di un recupero assicurativo.
Si tratta di un evento ormai alquanto raro a Rozzano. Gli ultimi incendi che non poterono definirsi accidentali si devono far risalire ai fattacci legati alle dimissioni del consigliere Cuvello, del vice sindaco Rizza e che portarono gravi danni all'esercizio commerciale del primo e a quello del consigliere Anselmo nell'estate di tre anni fa.
La lista aveva manifestato apertamente il loro appoggio alla candidatura di Caterina Mallamaci, e, questo, sembra aver turbato alcuni equilibri. Non lo si sarebbe potuto dire se, nel giro di poco, non fosse avvenuto un successivo evento sospetto: quello legato ad una chiamata dai toni bruschi al segretario di un partito della coalizione. Il tutto a poche ore dalla riunione della coalizione di sabato sera e dalle voci di rinuncia alla candidatura di Caterina Mallamaci della mattina successiva.
Uniti per Rozzano, con Rifondazione ed altri, si erano coalizzati per dar voce alla possibilità di una alternativa di centro-sinistra in alternativa a quella che si sta coagulando attorno al Pd di Agogliati. I risultati delle primarie hanno mostrato che, l'ipotesi prima fantascientifica, di una diversa rappresentanza di quel blocco politico, poteva essere intravista.
Speriamo ardentemente che a Rozzano non si debbano vivere situazioni che si manifestano tipicamente solo in territori legati alla criminalità organizzata, proprio nell'avvicinarsi di una importante scadenza elettorale che, stante le premesse, potrebbe andare a modificare sostanzialmente un blocco di interessi costituiti molto forte e con un vasto giro di legami.
Problemi che la città riteneva di poter dimenticare, e che ancora oggi cerca faticosamente di lasciarsi alle spalle, in virtù di mancata trasparenza e ad interessi poco leciti. Lo sgomento di chi è venuto a conoscenza dei fatti è totale, così come la volontà di denuncia a cui crediamo di poter aderire.
La nostra più sincera solidarietà ai vessati in questa storia. E speriamo che la rinuncia di Caterina Mallamaci non sia legata a questi fatti. Siamo comunque in attesa di una sua comunicazione.
RF

4 commenti:

  1. Contattati telefonicamente dal segretario di Rifondazione Comunista, Giuseppe Eriano, abbiamo ricevuto dallo stesso una versione molto più morbida relativamente alle supposte minacce. Si sarebbe trattato, invece, di una telefonata di insulti di cui non si è compresa l'origine. Questo a correzione di quanto sopra.

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  2. Preoccupante inizio di una campagna elettorale che ci auguriamo possa dare una svolta alla politica palazzinara del decaduto sindaco che, pare, ancora "consigli" chi cacciare e chi tenere in giunta. A mio avviso, ora, tutta la giunta dovrebbe dimettersi in segno di protesta per ciò che accade in città e di solidarietà nei confronti di Caterina Mallamaci, cacciata via dalla giunta dopo 10 anni di lodevole lavoro e ora probabilmente consigliata di andare a fare la casalinga.

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  3. Tanto io leggo Vivirozzano che ci fa sentire tranquilli !

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  4. Che vergogna !!! ancora una volta scene di malavita, che riconduco al malaffare instaurato da chi ha avuto la massima responsabilità amministrativa della città.
    E' comodo non rischiare di essere intercettato, quando si utilizzano schede di telefoni cellulari le cui schede sono intestate a soggetti diversi. Un politico corretto dovrebbe comunicare tutti suoi riferimenti agli enti preposti al controllo. Fanno credere alla gente di essere eredi del partito di Berlinguer, del quale non rappresentato nulla. Anzi dovrebbero vergognarsi di sfoggiare simili accostamenti.

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