lunedì 24 febbraio 2014

La scatola magica di GIEMME: tante società per tutte le stagioni ed ogni tipo di appalto (soprattutto il teleriscaldamento)

Un solo nome, molte società: come far lavorare gli amici
in privativa senza gare e senza trasparenza (e i costi?) 
Uno dei problemi lasciati sul tappeto dalla scriteriata gestione del teleriscaldamento dal gruppo D'Avogliati, Sgambato, Carrara e Ancora, è l'impossibilità di risolvere in tempi brevi la liquidazione di API (i 46 milioni di debiti contratti per il suo sviluppo tra finanziamenti e forniture di comodo).
I compari pensavano (e pensano ancora) di poter coprire i debiti con la vendita della rete, o, per lo meno, con il passaggio ed il riconoscimento del valore di quanto posato (tubi e apparati).
Problema: se si sommano gli importi delle forniture scritti a bilancio, magari, ci si arriva pure. Il problema è che gli appalti per la costruzione sono stati realizzati con aziende di comodo che avranno poi dovuto riconoscere il favore. Una perizia che venisse fatta da un perito non accondiscendente, che non sia l'ingegnerissimo Vito Ancora (già mandante e realizzatore dei progetti e della selezione delle aziende per conto terzi, e "creditore" milionario di API), lo troverebbe con certezza, come del resto già successe a Corsico, nel caso della centrale e dei costi di esercizio di ATECC.
Per far questo, si è usata una delle scatole magiche nate, nelle opinioni del Presidente Carrara, per consentire di far lavorare amici capaci in ogni occasione: questa è GIEMME Gestione Multiservice, una "società contenitore" di cui AMA possiede una piccola quota (3,63%) di cui in Consiglio Comunale molti si son sempre chiesti a cosa servisse, e, con delibera chiara, disse di liberarsene ma ciò non è ancora avvenuto. Ed ecco il perchè.

Il montaggio dei camini della centrale Alboreto. Dal book
fotografico di H2O Impianti srl
Scorrendo l'elenco dei fornitori di AMA e API per il teleriscaldamento, ci si imbatte, ad esempio, in H2O Impianti srl e M.D. Impianti srl, socie con, rispettivamente, il 0,28% e 0,12% di GIEMME. La prima ha sviluppato appalti per il montaggio della centrale di piazza Alboreto nelle varie fasi di costruzione e aggiornamento, la seconda, recentemente, per importi relativamente più piccoli, per le sottostazioni della manutenzione Aler, poi passati...a supporto della maggioranza in Consiglio Comunale.
A parte il fatto che, come dovrebbe essere nelle società pubbliche, certi appalti dovrebbero esser fatti con Gara, ma la scelta delle aziende non è peregrina.
Tanto per fare un esempio, l'appalto di AMA per la "REALIZZAZIONE DEI LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E RELATIVE OPERE EDILI, A SERVIZIO DELLE SOTTOSTAZIONI DELLA RETE DI TELERISCALDAMENTO STABILI QUARTIERE ALER A ROZZANO", del valore di ben 212mila euro (!!!) è stato assegnato ad M.D. Impianti con una procedura negoziata senza pubblicazione di alcun bando di gara, in totale spregio alla normativa vigente (il nuovo art. 4 del D.L. 138/2011, al comma 14, riafferma la regola generale secondo cui le società in-house e le società a partecipazione mista pubblica privata, affidatarie di servizi pubblici locali, sono soggette, per l'acquisto di beni e servizi, alle disposizioni di cui al codice dei contratti pubblici, con il conseguente obbligo di esperire procedure ad evidenza pubblica).
Siccome poi, quell'appalto è stato girato a qualcun altro (M.D. Impianti è di Roma con solo un ufficio commerciale a Milano), il margine sarà stato "importante".
Stessa cosa per gli scambiatori termici. Niente Gara, ma assegnazione diretta per quasi 40mila euro!
Insomma, GIEMME, la società dell'amico di merende di Carrara, Marino Camagni (qui lo ricordiamo nell'ambito della squallida vicenda di Sauter e D'Avolio) al servizio del mondo cooperativo delle costruzioni, aiuta tutti, ed offre un riferimento per dare soddisfazione a chiunque abbia bisogno.
Una rete di relazioni che si sviluppa a beneficio di pochi con i soldi di tutti!
Ricordiamo il motto del compagno Carrara e le posizioni dello Stalin locale....
RF

1 commento:

  1. Un buon modo che avrebbe API per finanziarsi e ripianare parte dei propri debiti potrebbe essere quello di aprire un bel maneggio. D'altra parte è anni che nel capannone di API pascola beatamente un cavallo.
    Non credo che il proprietario dell'immobile, nell'affittare a un prezzo da capogiro un rudere, sia poi riuscito a inserire anche una clausola nel contratto, che prevedeva la possibilità di mantenere un cavallo all'interno del cortile. Credo quindi che API stia cercando, in un momento di crisi, di differenziare la propria attività aprendo un maneggio o proponendo, con una filiera corta, la vendita di carne equina.

    Relativamente al teleriscaldamento la mia impressione è che, leggendo l'interessantissima e piena di contenuti intervista dell'ing. Agogliati sul Vivirozzano, la proprità dell'amministrazione e dell'ex sindaco sia quella di caricare su ALER (e sulle varie società che si prendereanno carico dei debiti di ALER) i debiti derivanti dal teleriscaldamento costringendo tali società a allacciare a cifre astronomiche le case popolari al teleriscaldamento, o sbaglio?

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