mercoledì 19 febbraio 2014

Il socialismo reale di D’Avolio. “Concretezza pratica nel dare lavoro”. Obiettivo: portare Marx in Regione?

Da Milano, 11 febbraio 2014 – Il consigliere regionale D’Avolio, in una pausa del Consiglio, si dedica ad una intervista con il collega Pizzul ed il sindaco di Settimo M.se Sacchi e qui, senza troppi mezzi termini, rivela la sua manifesta passione per il controllo del territorio tramite la concessione di... lavoro pubblico. In un mix di socialismo reale e modernismo necessario per mantenersi in una formazione politica che si dovrebbe rifare all'esperienza dei Democrats americani, che fanno del liberismo la bandiera ma temperata da un sano keynesismo, spiega la ricetta per la crisi, tutta gestita dal decentramento, ovviamente. 
Nella trattazione dei temi legati alla prossima area metropolitana, non ha mai parlato di pianificazione territoriale, forse il tema più importante per il quale s’hanno da risolvere le questioni legate al campanilismo, riferendosi, sempre, alle (importanti ma secondarie) micro esperienze di condivisione di servizi in un’ottica di risparmio e supporto ai piccoli comuni. Si sa, in un'ottica amministrativa da agente delle cooperative, avere qualcuno che decide sul "tuo" territorio può non essere una cosa buona. 

Ma ecco il passaggio che rivela quanto sopra: “Con l’area metropolitana si può arrivare ad un risparmio nei servizi pubblici, ad esempio sui rifiuti (stava per arrivare l’ennesima tegola su Area Su, Sangalli ed era recente l’arresto di Colucci, ndr). Si può tentare una migliore pianificazione (!!!, ndr) sul lavoro. Oggi ogni comune cerca, con le sue strutture, di cercare di dare posti di lavoro e quant’altro… (!!!!!!!!, ndr). Una pianificazione più vasta permette di intervenire su queste cose”.
Ed insiste sottolineando il concetto del necessario pragmatismo nell'azione politica, in linea con il neo segretario Renzi, con la creazione di passaggi di rara (per fortuna!) maestria grammaticale: “E’ ovvio che per il cittadino gli interessa la concretezza pratica (trattasi di rafforzativo, ovviamente, o meglio, pleonasmo, ndr). Noi che svolgiamo un ruolo politico vediamo dei passaggi formali che aiutano a compiere quelli che sono le risposte concrete ai bisogni dei cittadini….”.
Una chiosa da materialista storico.

RF 

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