sabato 15 febbraio 2014

Gentili: "La commissione antimafia ci ha insegnato molto"

Durante l'incontro di Opera organizzato dall'associazione VivOpera (promotore Augusto Sandolo) e Pieve in Movimento (Alessandro Diano tra gli animatori) dello scorso 7 febbraio, il partecipante più prossimo alla nostra città e che si è decisamente prodigato per produrre indicazioni, suggerimenti e buone pratiche immediatamente trasferibili in una città come la nostra, è stato David Gentili, presidente della Commissione Antimafia consiliare del Comune di Milano.
Ho pensato che sarebbe stato utile riportare qualche stralcio del suo intervento per memoria futura. Essendo in periodo elettorale, magari, a qualcuno viene in mente di ricavarne spunti per un'applicazione pratica una volta con l'onere di Governo.
La commissione consiliare antimafia milanese ha circa due anni. E' stato immaginato come uno strumento per produrre regole che impediscano il proliferare delle mafie in territori sotto assedio come il nostro, dove gli interessi economici sono molti e molti, di conseguenza, sono gli appetiti delle organizzazioni criminali. 
Il problema che gli si è posto sin dall'inizio, è stato ricavare una  conoscenza dei meccanismi secondo i quali essa opera, altrimenti non si ottengono risultati efficaci.

Un esempio per tutti. Opera, il comune nostro vicino, ospitava la Jelly Wax, un'azienda che, sin dal 1988 era stata individuata anche tra gli intermediari del traffico internazionale di rifiuti dal Ministero dell'Ambiente, segnalata per più volte, e che poi  che sversava rifiuti a Pianura, in Campania...
La Lombardia, comunque, sarebbe stata responsabile comunque delle mafie, anche senza il confino di alcuni boss della malavita organizzata nei nostri dintorni, che, del resto, serviva solo ad allontanare i mafiosi dal loro contesto, per ridurne la capacità di influenza. Ma non è servito.
Anche oggi, ben 15 aziende che hanno avuto appalti per l'Expo sono state allontanate per sospetti di infiltrazione mafiosa, e ben 7 erano emiliane. Solo una campana.
Siamo tutti colpevoli, responsabili. Dobbiamo sentirci responsabili per produrre risultati. E' un problema che deve essere trattato a livello di "sentire" democratico, esattamente come l'altra annosa questione relativa all'l'evasione fiscale che ruba risorse alla società. Occorre una responsabilità collettiva, un'azione collettiva.
Le mafie creano un blocco sociale, un legame trasversale tra classi sociali. Questi legami possono essere spezzati solo se si mettono in atto buone prassi amministrative....
L'Unione Europea nella sua relazione sulla corruzione, al di la dei preoccupanti numeri italiani (ed evitiamo qui la polemica sulla fonte), ci dice che la Legge 190/12 sulla corruzione non è completa ne' sufficiente. I dati sulla prescrizione sono preoccupanti. L''85% dei reati fiscali vanno prescritti. Ci sono poi i problemi relativi alla depenalizzazione del falso in bilancio, quelli sui voti di scambio ....
Questa battaglia, la battaglia per la legalità, contro le mafie, in Italia non ha armi abbastanza appuntite.
La mancanza di etica in politica fa attecchire la corruzione e la corruzione crea il substrato adeguato per permettere alla criminalità organizzata di operare.
A Milano il processo per il piano anti corruzione e' stato molto faticoso ma ha prodotto un risultato soddisfacente. Il punto chiave e' stato quello relativo alla comprensione dei processi a rischio. A tal scopo, ad esempio, abbiamo costruito relazioni forti con Transparency, per una traslazione delle migliori norme e pratiche internazionali da portare nel nostro territorio. Si è introdotto un atteggiamento rigoroso ma vincente, evitando l'accordo tra le aziende. Poi si son sviluppate modalità per le denunce da parte dei dipendenti pubblici per aiutarli, perché la denuncia non è semplice ed occorre prevenire i reati. Si è redatto un codice etico per gli assessori e le giunte. Da Avviso Pubblico il codice etico di Pisa. 



Spero d'aver colto lo spiriuto autentico delle parole pronunciate quella sera da David.
Insomma, una efficace azione di contrasto alla criminalità organizzata che sta dando i suoi frutti...

RF

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