martedì 14 gennaio 2014

Una serata Democratica: la presentazione dei candidati PD

Poco pubblicizzata, lo scorso venerdì 9 gennaio, si è tenuta nella sala ricevimenti della Cascina Grande la serata organizzata dal PD di Rozzano per la presentazione dei suoi candidati sindaco.
Una serata di politica, alla quale, la cittadinanza, gli iscritti e gli interessati alle vicende cittadine, si sono ritrovati numerosi per ascoltare le novità PD per il territorio. Certo, perchè l'attesa era alta. In molti, infatti, non avevano ancora capito come mai il PD, il PD di Rozzano, presentasse l'iniziativa primarie, essendo stato gestito, sinora, come una cosa assolutamente verticistica e quasi privata, o per lo meno chiusa negli uffici del Palazzo.
E' presto detto. Il "principale azionista", l'ex sindaco Massimo D'Avolio, sedeva tra gli invitati e non tra i protagonisti, e questo ha fatto maturare le differenze interne al partito, sopratutto relative alla sofferenza o insofferenza rispetto ai metodi suddetti.
E la presentazione ha pienamente soddisfatto, in questo senso, al di là dei punti programmatici esposti in modo più o meno efficace.
Prima di entrare nel merito delle caratteristiche e delle differenze che la presentazione ha evidenziato, mi piace sottolineare come, ogni volta che un grande partito come il PD organizza un incontro aperto alla città che parla di politica, la città risponde, anche se promosso alla chetichella. Il territorio merita ed ha bisogno di politica, di dibattito, confronto, scambio di idee, e non di imposizioni e infrattamenti, senza soluzione di continuità. Se il PD lo capisse, e lo avesse capito in tempo utile, forse certi pessimi risultati economico finanziari e di pianificazione si sarebbero potuti evitare.
Comunque, ormai, politicamente, guardiamo avanti.
L'introduzione agli interventi dei candidati è stata decisamente lunghetta. E' vero, le premesse erano doverose. E' la prima volta che un evento come le primarie amministrative passa per Rozzano, sebbene unilaterali.

Il segretario, Antonio Lo Preiato, ha infatti sottolineato più volte la nuova sfida che attende il partito.
Dopo gli interventi d'occasione del segretario provinciale, Bussolati (video intervistato e di cui posteremo il servizio), del vice sindaco Errico Gaeta (ringraziato molte volte per la generosità e la fatica del condurre la baracca alle prossime elezioni) e del consigliere regionale Massimo D'Avolio, si arriva alla "ciccia": i tre candidati Caterina Mallamaci, Stefano Apuzzo e Barbara Agogliati.
La serata avrebbe dovuto esser dedicata alla presentazione di se stessi, come candidati alla potronissima per conto del PD. Mi aspettavo cioè una rassegna di argomentazioni del perchè scegliere l'una o l'altro candidato. "Io mi candido perchè...", "Io credo d'esser il più adeguato perchè...", ....  Invece, con una proposta tutt'altro che autoreferenziale nell'introduzione di ognuno, il confronto è stato su alcune esclusività di tipo programmatico o legato ai sostenitori o agli ambiti d'azione.
Il parlottare di Agogliati e Apuzzo sull'intervento di Mallamaci
Ha iniziato Caterina Mallamaci. Dopo un avvio abbastanza convincente, si è intorcinata sugli argomenti del programma. La sua esposizione, iniziata con tutti i saluti istituzionali di rito, sin quando ha potuto reggersi su argomenti vicini o collaterali alla scuola ha tenuto, poi, sugli argomenti meno "facili" per il suo esservi poco avvezza dopo dieci anni di assessorato all'istruzione si è persa. Ben oltre i quindici minuti assegnati, ha consentito l'inizio di un fastidioso (ma inevitabile) vociferare insofferente, sul quale si è purtroppo inviluppata la sua esposizione. Parlare in pubblico a braccio non è semplice. Ma anche governare non lo è.
Carlo Presidente Carrara ascolta preoccupato
A seguire Stefano Apuzzo. Avvezzo al pubblico ed alla scena, e con un ruolo singolare, ma forte, di outsider, ha giocato con coraggio la partita con la platea sviluppando argomenti noti ai più con l'energia del cambiamento e del cambio di passo. Un'apertura ad effetto, a sottolineare la capacità di governo e di azione, anche internazionale, con "quattro peperoni e due cipolle" (che in questi grami tempi di crisi non può che essere considerata una qualità). Il tutto ricordando le deleghe "sgrause" che gli son sempre state assegnate da D'Avolio, che ridacchiava nell'angolo... Dichiara apertamente che da cuperliano ha ora il dovere di seguire le orme proposte dal nuovo segretario Renzi, che impongono il cambio di passo. Unico tra tutti i candidati, ha dichiarato la spesa, la provenienza dei denari per la campagna, e la trasparenza che ne verrà data nella rendicontazione. Molti passaggi di critica feroce mascherati dal sorriso e da un sottaciuto "non potevo farci nulla", hanno strappato applausi ad una platea tutt'altro che dalla sua parte. La chiosa, incalzante, a ricordare che "il voto è segreto!".
Barbara Agogliati, invece, ha imboccato l'impervia strada del "sono la prima della classe!". Aprendo con il ricordo di un Massimo D'Avolio primo sottoscrittore della sua mozione (e il decaduto non sapeva più dove nascondersi...), ha proseguito ricordando i consiglieri comunali dipendenti delle partecipate, la mamma
I Manoforte, Ciraudo, Caterina Mallamaci e Stefano Apuzzo
Pinardi (ex vice sindaco e dirigente scolastica, e non ha fatto piacere ai Mallamaci-ani), il padre e il marito imprenditori che "danno lavoro a tante famiglie rozzanesi!". Mielosa e perfida, direi. Il suo discorso, tutto per lo più letto, al di là di qualche lieve accenno di programma vero, toccava e spingeva per dire "funziona tutto, è tutto bello ciò che si è fatto, continuiamo così".
Alla fine spumante e panettone per tutti.
Una polemica, venuta alla luce ferocemente, è stata aizzata dal consigliere di SEL Igino Gabriele, che, con una severa nota alla presidenza del consiglio ed al segretario comunale, rilevava la presenza in sala del Gonfalone cittadino, non di parte!
"Lo Statuto Comunale prevede che esso (il gonfalone, ndr) possa essere utilizzato esclusivamente previa autorizzazione. Le chiedo, pertanto, di essere messo a conoscenza di chi ha permesso l'uso del Gonfalone della città per una iniziativa di partito e di chi lo ha collocato in quel contesto.
Nel caso non vi sia stata tale concessione, La prego di procedere - in qualità di pubblico ufficiale-alla verifica delle responsabilità, profilandosi il reato di peculato d'uso (art 314 c.2 del Codice Penale)."
Il vice sindaco Gaeta
Con una nota stampa,il PD ha chiuso la vicenda, che stava montando:
"siamo a precisare che il Partito Democratico di Rozzano non ha avanzato alcuna richiesta di utilizzo del Gonfalone del Comune di Rozzano nella serata dello scorso 10 gennaio tenutasi presso la Cascina Comunale; infatti, il Gonfalone del Comune, si trovava nella sua sede, presso la sala conferenze della Cascina Grande in pianta stabile ed è qui presente 365 giorni all'anno, in virtù del fatto che nel salone in questione vengono celebrati matrimoni civili ed iniziative di carattere istituzionale con la presenza di rappresentanti dell'Ente".  
Sono questi atti e le dovute spiegazioni che molti si sarebbero aspettati in situazioni ben più spinose sollevate di volta in volta da rappresentanti delle istituzioni in Consiglio Comunale.
Ci si attende, dunque, stante il “nuovo” atteggiamento di apertura e disponibilità puntuale nel rendere chiare le evidenze, una rinnovata stagione di confronto e dibattito, per approfittare del fervore che stanno suscitando le primarie del partito in corso, portando acqua al mulino del confronto democratico sui punti programmatici che saranno stati detenuti dal “principale interlocutore” per l’eventuale coalizione di centro sinistra che verrà selezionato dal PD.Concludo con una valutazione simil-sportiva. Un superficiale conteggio ai punti per la rappresentazione dei candidati in Cascina, mi spinge a dare un 9 ad Apuzzo, per il coraggio e l'interpretazione autentica del ruolo. Un 7 alla Agogliati, perchè ha fatto ciò che ci si aspettava, addirittura debordando. Ed un 6 di incoraggiamento alla Mallamaci, autentica sino al limite del necessario per la serata e gli obiettivi dell'incontro.
Ma il confronto è appena cominciato....
RF


P.S. Mi scuso per il ritardo e nell'aver turbato la sequenza delle note domenicali, ma a volte la famiglia mi assorbe come opportuno!



6 commenti:

  1. Sigh...
    Mi sembra che continuando cambiare verso alla politica ci si ritrovi daccapo con la banda delle partecipate, il professionista della pace nel mondo (che di ecologismo farlocco ci campa allegramente da molti lustri) e il nulla cosmico di un'assessora di lungo corso incapace anche di mettere in fila due idee senza impappinarsi.
    Dateci per favore qualcosa di nuovo, qualcuno che non c'entri con questi, qualcuno che possa fare davvero errori nuovi senza dover ripercorrere le vecchie strade. Aiuto!

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  2. quando cambiare verso alla politica si coniuga con :
    - conflitto d'interesse
    - logiche dinastiche
    - partito azienda (con soldi e debiti pubblici)
    - rinnovamento (?) nel segno della continuità (5 o 6 mandati assessorili in tre)

    aiuto !!!

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  3. Stando alle sue valutazioni la Mallamaci è stata la più scarsa.
    Siccome non è stupido penso che sia in malafede.

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    1. Prendo spunto dalla sua nota per ribadire a tutti (compresa l'interessata), che i numeri non sono relativi ai contenuti o al valore reale del candidato.
      Si tratta (ma c'è scritto!) di una valutazione di tipo "sportivo". A volte le squadre, anche le migliori, perdono non perchè non hanno giocatori buoni o schemi adeguati, ma magari perchè trovano un campo avverso, un arbitro non adeguato, una serata no del fuoriclasse, ...
      Infatti, il passaggio relativo alla descrizione del suo intervento non le è avverso.
      Sarebbe bene leggere con attenzione. Qualcuno mi taccia d'esser elitario, ma, per lo meno, scrivo in italiano...

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  4. Surreale che vengano chiamati tutti e tre candidati sindaco mentre lo sarà solo uno dopo le primarie

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  5. e alla fine ha vinto il candidato indicato dal decaduto (ma va ?) ed ora si puo' chiamare candidato a sindaco !

    saluti andrea

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