sabato 18 gennaio 2014

Natale, capodanno e befana: Politica estetica o Estetica della politica? "Gesamtkunstwerk"

Ai nostri elettori e concittadini la valutazione di cui al titolo.
Si tratta, probabilmente, di un post più adeguato per FB, ma tant'è.... ce l'avevo nella penna, o meglio, sulla punta delle dita che sbatacchiano la tastiera del mio affaticato desktop....
Loro, a Natale, capodanno e all'epifania.....
L'estetica della politica è un concetto affermatosi nel nazional socialismo, dove l'ambiente totale pretende di essere una verità immutabile e indiscutibile che non ha bisogno di dialettica. Il popolo tedesco doveva innalzarsi e dominare il mondo attraverso la “forma”; ma non doveva mancare neanche nella cura della sua sostanza spirituale, ecco perchè da soggetto passivo dell'arte, il völk doveva diventarne protagonista.
Leggendo il programma di #iostoconrozzano, e in modo molto molto meno marcato, ma comunque presente, quello di "Caterina" si ritrova tutto questo:
si è costruita la forma (estetica) stressando graficamente una verità molto diversa, e, sul völk ("io credo nei giovani, io credo negli anziani, ...") che diventa protagonista si sta costruendo un'epica vuota e priva di contenuto, riempita del suo nulla.
Continuando nel "nazional popolar" parallelismo, il Gesamtkunstwerk nazionalsocialista fu l'opera d'arte totale che si rivolgeva non più (come nella prassi wagneriana) alla parola, al suono, alla vista, ma anche allo spirito (Geist) del popolo. Ma qui, rispetto ai tempi andati, manca il continuo susseguirsi di immagini, suoni, visioni. In quel caso il fine ultimo era quello di plasmare fino in fondo l'astante, dargli la sensazione che egli non fosse passivo di fronte quello spettacolo ma ne costituisse una parte importante e, ovviamente, attiva. L'individuo doveva sentirsi al centro del Kultraum (lo spazio del culto), superando, in quell'arco di tempo più o meno lungo, la sua quotidianità e avvertire se stesso come facente parte di un qualcosa di bello e, di conseguenza, giusto. Si fanno così dimenticare (o si occultano) i problemi delle partecipate, di cui si è stati protagonisti, i disservizi e quelli che si stanno intravedendo come prossimi problemi.
I nazionalsocialisti capirono che bisognava coinvolgere l'individuo in un progetto «totale» che andasse oltre la singolarità del soggetto e approdasse all'ideale di volksgemeischaft, lo si proietta così in uno spazio virtuale dove se fai parte del progetto ne beneficerai alla stessa maniera, anche se non sarai tu ad avere i milioni di euro e gli attici di cui i leader sono dotati.
Sorgeva in tal modo una nuova concezione di politica nella quale era necessario esaltare sia il culto del popolo (e sappiamo come i movimenti völkisch del XIX secolo già contenessero queste “fascinazioni”, ed oggi venono mutate nel "io credo" di cui sopra), protagonista esso stesso e ordinato secondo gerarchie, inquadrato militarmente perché pronto a instaurare un “nuovo ordine mondiale” germanico; sia la figura di un mito, all'apparato di simboli (la rozzanesità) che richiamassero in qualche maniera un passato che era giusto preservare, in cui era allocata «giustizia e purezza».
Per il "Napoletano", invece, si ha, per formazione culturale di base, un approccio diametralmente opposto, di carattere marxista. Il marxismo ebbe infatti, come obiettivo, quello di politicizzare l'arte: ed ecco la scenografia iconografica e simbolica del film, delle immagini di vita, del "materialismo storico" e dell'icona ideologica.
Una serie di snapshots accuratamente calibrati a celebrare lo scorrere del tempo storico. Un fenomeno artistico che nasce per necessità concrete in un contesto ben definito, e spiega anche perché, secondo la base teorica marxista dell'ex compagno radical-comunista, essa - la rappresntazione artistica nel "foglio programmatico" e non nella persona, assuma di volta in volta finalità e funzioni particolari. L'arte, quindi, si presenta con l'apolide come un fenomeno non autonomo, che ha un valore di comunicazione, di propiziazione rituale, di narrazione storica, ecc.
Insomma.... un bel salto all'inizio del secolo scorso!
RF

1 commento:

  1. un neosocialismo municipale in salsa Rozzanese...se ho ben inteso cordialità bertoldo amleto

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