sabato 4 gennaio 2014

Guastamacchia. Buoni propositi nati morti

Nelle scorse due settimane, una volta che il PD ha palesato la scelta di fare le primarie, possibilità sviluppatasi a seguito della richiesta di candidatura di tre candidati assessori uscenti  (Apuzzo, Mallamaci e Agogliati), lo scarno dibattito interno al partito ha dato origine all'esterno, alla ricerca di possibilità diverse da un'offerta, da molti, ritenuta di continuità con l'azione amministrativa di D'Avolio.
Questo ha portato un gruppo di persone a proporre all'attenzione del pubblico la candidatura di Emilio Guastamacchia, assessore rozzanese a Corsico.
Esiliatosi dalla città a seguito di contrasti con D'Avolio scaturiti da una gestione della delega alla cultura in contrapposizione alla Fondazione Rudh di Maria Rosa Malinverno, Emilio ha supportato molte delle questioni rozzanesi relative al territorio in fase di redazione del PGT, allineandosi, spesso, alle posizioni di SEL. Lo ricordiamo, al proposito, anche in RF per la campagna a sostegno dell'avversione alla costruzione di volumi nella cosiddetta area D3 dei Cabassi.
Secondo le nostre informazioni, il suo supporto è stato, giustamente, anche strumentale ad una verifica interna al partito.
Per partecipare alle primarie occorrono le firme degli iscritti delle sezioni locali.
Come sappiamo, i circa 400 iscritti al PD di Rozzano sono per lo più "cammellati" in ragione delle necessità di controllo del territorio, tramite la folta truppa delle partecipate (dipendenti e parenti, fornitori e clienti) e di elementi spuri introdottisi per via dei pochi che al partito fanno riferimento.

Ebbene, dopo accurata e veloce verifica, Guastamacchia ha visto che tale prerequisito non poteva essere soddisfatto, e dunque ha desistito.
Corsico ha un giornale comunale
che da voce alle opposizioni!
Nel post di "dimissioni" su FB ha però tirato in ballo una questione regolamentare che tarpa la partecipazione non corretta, relativa al suo lecito malumore per la possibilità di partecipare alla corsa per la candidatura democratica. Si tratta della necessità di sottoscrivere l'intenzione a votare per il PD alle prossime amministrative, e non, come lui ha sostenuto, di iscriversi al PD!
Un uso leggermente strumentale della vicenda per screditare e scaricare sulle regole una questione di numeri...
Emilio sarebbe stato un'ottima alternativa ai tre: lo spessore di Emilio per alcune questioni di carattere squisitamente cultural-sociale e urbanistico sarebbero state d'ausilio per la futura gestione delle questioni legate alla città metropolitana.
Ciò detto, la corsa per le primarie PD è iniziata con sorprese...
RF

P.s. Dal post FB di Emilio:
"[...]Ho riscontrato, peraltro, alcune regole che si è deciso di utilizzare per lo svolgimento delle primarie rozzanesi su cui forse andava posta maggior attenzione: mi rendo conto che bisogna “partecipare” alla costruzione delle regole delle primarie, ma sembrerebbe (uso il condizionale poiché non ho informazioni certe) devo dire che restringere il campo dei potenziali votanti a chi sottoscriverà un impegno ad iscriversi al Pd sia troppo limitante per un coinvolgimento reale ed allargato dei cittadini nella scelta del proprio candidato Sindaco. Neanche le recenti primarie nazionali per l’elezione di Renzi han ristretto così il campo a cittadini non iscritti: un conto è sottoscrivere un programma o un impegno a votare alle prossime elezioni il Pd altro è assumersi un impegno ad iscriversi ad un partito politico. Tant’è ! [...]"

1 commento:

  1. La desistenza da parte di Gustamacchia, è un'altro colpo inferto alla diaspora della sinistra. Le scelte politiche sono incanalate - già con la gestione D'Avolio - sulla strada del vecchio centrismo democristiano, fatto di accordi sotto banco, intrallazzi, voti di scambio, che sono lontani dalle aspettative di chi ha maturato l'idea di un cambiamento in senso progressista di questa società. La rinuncia di Guastamacchia è determinata da una regola che impone - di fatto - l'iscrizione al partito, anche se alle elezioni per eleggere il candidato la partecipazione è consentita anche ai non iscritti? E se provassimo ad effettuare le primarie libere, cioè senza indicazioni di nomi da parte dei partiti, non sarebbe una scelta di vera democrazia? Quanti dei candidati proposti dal PD entrerebbero nella schiera dei papabili alla elezione del Sindaco? Certo, sono domande che ingenerano incertezze, consci che i poltici proposti dal PD rischierebbero di non risultare trionfatori della competizione. Ciò considerato, perchè non ampliare la rosa dei candidati inserendo elementi di sicura saldatura delle forze progressiste della città? Se io fossi preposto a decidere le strategie, ricercherei il consenso delle forze a sinistra del PD, per fermare la frattura politica che la presenza di D'Avolio ha prodotto nell'emisfero dei democratici ancora numerosi nella citta di Rozzano.

    RispondiElimina

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.