lunedì 23 dicembre 2013

Telecom: riunione dei Soci a Rozzano e lavoratori alla porta

La Telecom nella nebbia; i lavoratori manifestano.
Lotta per il lavoro contro l'inerzia dello Stato.
Rozzano è sempre spettatore passivo di eventi di portata nazionale, come l'assemblea dei soci di Telecom Italia.
Sotto i riflettori per la vendita della quota di controllo a Telefonica, all'insaputa del Governo (che ne detiene la cosiddetta "golden share"), giovedì si discuteva della possibilità di dimissionare l'intero Cda.
E' per questo che, come sempre accade, centinaia di lavoratori manifestavano all'ingresso della sede di viale Toscana perché, è ormai sulla bocca di tutti, sembra siano imminenti drastici ridimensionamenti della forza lavoro.
Chiunque entra in un'azienda dello spessore e calibro internazionale come Telecom, per ripagarsi dell'investimento, inizia, tipicamente, a ridurne i costi, sempre assunti come eccessivi dagli advisor. E si comincia spesso, sempre più spesso dal lavoro.

Le sinergie che vengono spesso sbandierate sono per servizi di funzioni non "core" che, unendo due gruppi, risultano ovviamente ridondanti, e quindi percepiti come spreco.
Un piano industriale di aziende strategiche nazionali e sotto il controllo pubblico dovrebbe prevedere per legge, ad esempio, una previsione di ricollocazione dei lavoratori dei settori duplicati per non disperdere le competenze e il potere d'acquisto dei lavoratori stessi nel paese di origine. Altrimenti il saldo per il Paese è negativo.
Anche su questo fronte, ad esempio in Regione lombardia, dove finiscono spesso questo tipo di vertenze, Qualcuno potrebbe lavorare e portare avanti un PDL (Proposta di Legge) al riguardo. Ma, già, non sempre una legge di questo tipo ha ricadute su un territorio circoscritto, e i beneficiari rischian d'essere persone non note.
RF


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