martedì 10 dicembre 2013

Renzi segretario del PD. Riflessioni a due giorni dal voto.

Bene. Se il buongiorno si vede dal mattino, non c'è che da esser soddisfatti delle prime coerenti mosse del fiorentino.
Il giorno dopo l'elezione, come preannunciato, la nuova Segreteria. Nuova in tutti i sensi. I commenti, sui giornali, si son sprecati.
Età media 36 anni. Ha pescato un pò ovunque nelle correnti che, anch'esse, ha rottamato, dando un giusto peso a chi l'ha supportato nel suo cammino.
Numero due: incontro con Letta. Ognuno al suo posto e si vada avanti. Al Parlamento la Legge Elettorale, al Governo l'azione incisiva sull'economia e la società nel solco del nuovo mandato che - i votanti l'han mandato a dire - richiede grandi cambiamenti.
Se Alfano and co. ci stanno, bene, sennò al voto con una nuova Legge da fare, al più, con chi ci sta, cercando i numeri per non tradire le aspettative del Paese.
Si può dire molto su ciò che è venuto fuori da questo risultato.
Io trarrò alcune conclusioni, le mie.

Dal punto di vista psicologico, Renzi sarà estremamente motivato. Nessuno si aspettava i quasi tre milioni di votanti. E se c'è stata questa adesione, lo si deve, tra l'altro, alla sua incisiva azione di coinvolgimento. Certo, ora dalle parole bisogna passare ai fatti. Ma i numeri son lì, a dire ai "vecchi arnesi": "fatevi da parte". E tra questi c'è già chi si sente in un angolo e chiede che non si usi il manganello (Bersani) o che non vuole esser rottamato (D'Alema). Normale. Dopo un ventennio di onorato servizio tenendo il cappello al Cav...
Il discorso dopo l'elezione è un capolavoro di eloquenza, anche popolare. Finalmente, con orgoglio, si sono riportate a galla parole d'ordine che hanno preso corpo dopo un tal risultato, apparendo, come d'incanto, possibili. Cultura, sapere, architettura, paesaggio, scuola, l'importanza del ruolo sociale dei professori e dei maestri. E tanto altro...
Chi richiama lo stile Berlu sbaglia in pieno. I temi affrontati - che poi son quelli che contano - affondavano le loro radici in quel catto-socialismo del buon senso mai messo in pratica dai DS, PDS e PD-L. In alcuni passi, se non erro, ho ritrovato espressioni tipiche di Don Gallo, il grande prete comunista e battagliero genovese. E' ora di dar le gambe a ciò che si è sempre proclamato, ma che, per i compromessi ed inciuci di palazzo, ha portato alla disillusione ed allontanamento dalla politica, con la crisi della partecipazione.
Ci sono gli scettici. Molti. Ma sono perlopiù quelli che, nel partito hanno perso. Sono quelli che opporranno resistenza al cambiamento per mantenere il potere consolidato. Ho già sentito alcuni del PD rozzanese esprimersi in questo modo. Chissà perchè. Non ci sono rendite da mantenere in questa città (!). Si è votato Renzi per accreditarsi, ma, ovviamente, non si crede alle rinnovate possibilità del PD che attraverso di lui passano.
Nei giorni scorsi abbiamo richiamato lo Statuto, il Codice Etico che furono scritti per un partito che si disse Democratico, ma che son poi rimasti lettera morta, anche nelle periferie dell'impero romano come Rozzano. Ecco. La rifondazione democratica dovrebbe partire semplicemente da lì. Ci son scritte molte buone cose. Come nella nostra Costituzione. Il problema è l'attuazione, che dipende da ognuno di noi.
Dunque, gambe in spalla ed iniziamo questo nuovo corso.
RF

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