domenica 15 dicembre 2013

Gabriele: "Rinuncio all'elemosina in benzina per fronteggiare la crisi". Il ruolo del consigliere ridotto a misera cosa, e i dirigenti regnano sanguinari...

Il buon Igino Gabriele, con coerenza, prende carta e penna e chiede alla presidenza del consiglio comunale, nella persona di Giovanni D'Errico, di rinunciare al rimborso spese benzina per lo svolgimento del suo ruolo da consigliere.
Il ruolo di consigliere, a Rozzano come ovunque, è inviso ai più, perchè si tratta di un "politico", e quindi parte di quella Classe che ha depauperato il Paese, ma - di certo - non rappresenta un costo per la collettività!
Il sottoscritto, già in altra occasione, ricordò che, in un anno, tra consigli comunali e commissioni, se si arriva a mettere insieme 2.000 euro (netti) è molto...
La differenza la fanno, eventualmente, gli importi relativi ai rimborsi benzina (se dovuti), che comunque vanno a coprire costi vivi, e non certamente ad impinguare le tasche dei consiglieri. Ecco perchè è importante renderlo se il consigliere partecipa fattivamente nel proprio ruolo alla vita amministrativa cittadina!
Per questo tipo di rimborsi, su iniziativa di Gabriele, si dovevano produrre giustificativi e porre firme su un "libro presenze", al fine di impedire il misuso degli stessi. Ebbene, ciò nonostante, il Comune ha ora introdotto una notevole riduzione al rimborso, riconoscendo solo 1/5 del costo del carburante. 
Certo, le motivazioni sono auliche: la crisi, la necessità di contenere i costi,... ma intanto, fino a ieri, si elargivano senza controllo i rimborsi agli assessori di comodo, sebbene non interessati alle vicende rozzanesi, ma solo intenti al presidio di posizione a carattere politico per lo pseudo-partito de La Sinistra dei vari Miogas Rizza
Ecco la puntuta comunicazione di Gabriele, che, proprio per come si è proceduto, preferisce rinunciarvi piuttosto che averlo come elemosina per un ruolo "alto" che il consigliere dovrebbe svolgere: 

"Egregio Signor Presidente del Consiglio Comunale,
avendo ricevuto la comunicazione di una nuova forma di richiesta per il rimborso dei km effettivamente percorsi per adempiere alle funzioni di Consigliere, Le comunico che rinuncio al congruo riconoscimento di 1/5 del costo del carburante.
Le motivazioni sono da ricondurre alla mia scelta di voler contribuire, concretamente, al taglio dei costi della politica ed al pagamento delle indennità riconosciute alla Sua carica ed a quelle dei Sigg. Assessori, anche se si tratta di una cifra molto modesta (cento o duecento euri, al massimo, da oggi alla fine della legislatura).
Come Lei sicuramente saprà, a me veniva assegnata (in virtù di una regola applicata da sempre a Rozzano) la parziale restituzione del costo del carbuante necessario a coprire i km percorsi dal mio luogo di residenza a Rozzano.
Un dato fisso, quindi.
Ho fornito all'ufficio addetto copia del libretto di circolazione dell'auto utilizzata per gli spostamenti.
Ho preteso, inoltre, che vi fosse un registro (nell'ufficio gruppi) sul quale annotare le mie presenze, con apposito spazio per la firma.
Rispetto ad esse, gli uffici hanno tenuto conto (non conosco i criteri utilizzati) di una minima parte dei giorni utilizzati (e, quindi, dei km fatti) per le mie attività di Consigliere Comunale.
Apparirà chiaro, persino a Lei, come io abbia anticipato l'introduzione di legittimi criteri di controllo anche su diritti riconosciuti automaticamente.
Mi auguro che tutti gli aventi diritto si siano attenuti a regole, anche non scritte, di buon comportamento.
Deferenti saluti.
Igino Gabriele"

RF


1 commento:

  1. Non conosco il consigliere che ha compiuto un gesto di altri tempi: rinunciare ad un giusto riconoscimento economico afferente una spesa effettivamente sostenuta. A prescindere dai doverosi controlli che l'Ente DEVE adottare, sarebbe necessario il monitoraggio di tutto il capitolo delle spese, compresi gli appannaggi ai consiglieri comunali che fanno parte dei Cda delle partecipate. Compiere un atto di coraggio, in grado di "spogliare" gli interessati di ogni pretesa economica, lasciando attivo il solo meccanismo dei piccoli rimborsi: carburante, ecc.., potrebbe ingenerare una selezione naturale, tra chi ha interessi economici (magari solamente per l'appannaggio) e chi, invece, presta l'impegno politico al solo fine di servire la città. E' ovvio che la politica non dovrà divenire uno "sfizio" per solo ricchi, stante le corrette o meno limitazioni !!! contenute nel decreto che modificherà il finanziamento pubblico ai partiti. Non voglio quì ricordare personaggi di sinistra o moderati: Berlinguer, De Gasperi,, ecc.., che pur stante nelle rispettive collocazioni politiche, hanno offerto esempio di correttezza alle future generazioni; ciò, indipendentemente dalle scelte che hanno segnato la storia del nostro paese.

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