sabato 21 dicembre 2013

DOMENICAMIA. Riflessioni sul costume e la politica del fine settimana

Un bel segnale di discontinuità a poche settimane da una elezione (quella della segreteria) che sembrava aver reso inerte il "corpaccio" del PD rozzanese. Il prossimo 2 febbraio, chi vorrà, potrà finalmente rendersi partecipe di un cambio di marcia nel modo della partecipazione all'amministrazione pubblica. 
Analizzando il sistema di potere che D'Avolio aveva messo in piedi, non si finisce più di scandalizzarsi. Un magma di interessi e clientele che, grazie ad un inevitabile meccanismo di ricatti ed interessi incrociati avrebbe consentito la reiterazione dello stesso.
E' di ieri una ulteriore "scoperta" che allarga il fronte degli uomini poco-liberi della maggioranza. Ormai, l'obiettivo della Redazione è trovarne uno, uno solo, che non abbia un interesse diretto o indiretto nelle questioni amministrative cittadine.
Dovrebbe essere questa la "base programmatica" dei candidati al ruolo del "principale interlocutore del centro sinistra per le prossime elezioni" che verrà definito dalle primarie.

Non votando per la Segreteria del PD, ma per una donna o un uomo che il PD metterà al centro della rappresentazione programmatica del partito, la definizione che ne abbiamo dato è da intendersi nel senso più ampio del termine. 
Come molti si augurano, il "principe" (inteso come il possibile successore), potrà confrontarsi con il resto delle forze potenziali del centro sinistra a definire - sconfessando il meccanismo alterato degli ultimi anni - un nuovo orizzonte per il futuro della città. Ma senza l'arroganza che, dopo quasi dieci anni di (s)governo, ha determinato un distacco tra la città e l'amministrazione con effetti collaterali come la morte della Fondazione Rudh, di Rete, di API e i problemi di AMA.
La città, se le regole delle prossime primarie ne daranno possibilità, potrà definire un nuovo corso per la politica cittadina. Per tutti, non per pochi. Scevra da interessi particolari e tesa a coltivare il benessere pubblico. 
Come ho avuto modo di richiamare a piè sospinto, il #cambiaverso all'Italia del neo-segretario Matteo Renzi, sebbene condiviso dal PD rozzanese nei numeri non viene praticato.
L'incapacità di distinguere il confine pubblico-privato è stato il tratto caratteristico degli ultimi anni. Chi ha governato l'ha fatto per interessi personali o a soddisfazione di interessi personali. La politica della presenza "porta a porta" deve poter tornare a rappresentare la raccolta di istanze generali che devono trovar rappresentazione nelle politiche di governo, non per raccogliere bisogni personali da soddisfare.
Fare o lasciar credere questo è ignobile. 
Si dice sia stato il metodo del decaduto, che, però, è sotto gli occhi di tutti, soddisfa i pochi e scontenta i molti, determinando disaffezione alla democrazia, prima e, alla politica vera, appassionata e non clientelare, poi.
Alle prossime primarie del PD, cercheremo di contribuire dando evidenza dei conflitti di interesse, affari e potenziali problemi che ogni candidato porta con se. In questo modo vogliamo contribuire a far sì che la politica, la buona politica vinca.
RF

2 commenti:

  1. Ma il Decaduto che indicazioni ha dato o darà ?

    Andrea

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    Risposte
    1. Dopo assicurazioni date quest'estate in Calabria ad uno dei candidati, sembra preferisca puntare sul sicuro

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