domenica 15 dicembre 2013

DOMENICAMIA. Riflessioni sul costume e la politica del fine settimana

I rifiuti "depositati" davanti agli uffici di AMA
Domani sera andiamo a discutere il cosiddetto "assestamento di bilancio". Un documento che dovrebbe servire a proiettare correttamente lo sviluppo delle attività e dei conti pubblici per il prossimo anno.
Ma siamo in un periodo di grave incertezza e di poche prospettive per il futuro. A bocce ferme, anche l'Italia appare a molti un Paese in forte difficoltà. Le agenzie di rating internazionale ci hanno ulteriormente declassato. Unica nazione della UE senza segnali di ripresa, e con tutti gli indicatori perennemente in ribasso, continua ad inquinare le acque della confusione con normative e regole in continua e perniciosa involuzione.
Mi piacerebbe addossare tutta la colpa a B., ma, per quanto ne sia stato un grande artefice, oggi è sotto gli occhi di tutti che, anche sull'IMU, nemmeno a sinistra hanno le idee chiare. Anzi...
E questo incide pesantemente sui conti della città.
Ma in città abbiamo anche altri problemi.

Con la legge di stabilità (che parolaccia! Sinonimo di "larghe intese" all'italiana, che bloccano il Paese), gli enti pubblici son divenuti responsabili in solido dei disastri delle proprie partecipate. E, a Rozzano, di disastri ne abbiamo. Uno, API, è acclarato, l'altro, AMA, è incombente.
Intanto i manovratori si affannano a ...nascondere tutto sotto il tappeto. Ad ottundere ogni rumore distonico. A infrattare le pistole fumanti.
Le commissioni consiliari dedicate a questi temi diventano teatrini dell'assurdo, dove si mette in scena l’alienazione dell’uomo amministrativo, la crisi, l’angoscia, la solitudine, la totale impossibilità di ogni comunicazione, attraverso situazioni e dialoghi surreali, costituiti da squarci di quotidianità scomposti e rimontati in modo da creare un effetto comico e tragico al tempo stesso. Nei ruoli di protagonista il prode FF Gaeta, l'interessato Nebbiolini in valpadana, il poltronista Carrara e il furente Sgambato. Voce fuori campo, l'incombente Decaduto D'Avolio. Compartecipanti i "giuntaroli" e i Gessi da lavagna.
Fuor di metafora, la situazione inizia a palesarsi in modo evidente in tutti i servizi della città. La manifestazione più eclatante della lama sotto cui stiamo infilando la testa, è stata quella degli "spazzini" (come li ha amabilmente descritti Max Saggese, ad uso di titolazione, mettendo in soffitta il più moderno "operatori ecologici"), che, bloccando viale Lombardia e minacciando la serrata, se non verranno pagati gli stipendi, inizia a lasciar intravvedere i possibili problemi che la città dovrà subire a causa della sciagurata gestione degli ultimi anni.
Le strade con buche sempre più profonde, gli scuri e freddi scheletri di edifici industriali abbandonati, le tasse sempre più alte, gli stipendi bloccati ai dipendenti para-pubblici (tali sono i lavoratori delle partecipate che, secondo la legge dovrebbero trovar consolidamento nel bilancio comunale, ma non viene fatto!) sono altri sintomi di un prossimo difficile futuro. 
Oltre allo Stato, anche il Comune ci metterà del suo. Faremo figli e figliastri.
E l'orchestra continua a suonare il fox-trot.
Durante le chiacchiere tra super-dirigenti di venerdì mattina, per salvare il salvabile, c'è anche chi (da arricchito ma con un cuore a fondo marxista-leninista, capace di vezzo imperiale da avanguardia illuminata per condurre un proletariato sempre meno disponibile all'incanto) si è proposto per investire del proprio (!!! come se i denari li avesse fatti con investimenti propri!!!) per salvare la situazione....
Insomma, siamo alla frutta.
Vasti attici della CMB con vista sul parco e sulla centrale 
Abbiamo debiti milionari in API in via di accertamento da parte del "Liquidator". Abbiamo finito i liquidi in AMA (una lettura del post sulla manifestazione lo spiega ai distratti). 
Unico baluardo rimasto, ma da considerare pressochè pignorato per i motivi di cui sopra, è la cassaforte dei conti correnti comunali. 
Santo Patto di Stabilità: se non l'avessimo avuto si sarebbero portati via anche quello. Invece, siccome lì, le "balle", ce le avrebbero messe i dirigenti pubblici (quelli assunti per concorso, e non avventizi e con il diploma della scuola Radio-Elettra), responsabili in solido fin da subito, alla fine sono ancora disponibili.
Comunque siamo in buona compagnia: da Roma capitale parte il buon esempio. Alemanno (ma non è il solo, semplicemente l'ultimo dei sindaci) ha fatto precipitare l'ATAC in un buco nero, garantendo il posto da dirigente a "decinaia e decinaia" di amici, incrementato il rosso di bilancio oltre gli 800 milioni di euro (buone notizie, possiamo indebitarci a piacere!) e, per il momento, facendola franca. Ma la magistratura ha cominciato a lavorare, e, si sa, i tempi della giustizia sono lunghi... ma arrivano.
RF


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