mercoledì 6 novembre 2013

Trasparenza: Il Comune di Rozzano fa finta d'essere il primo della classe.... ma è tutta fuffa!

Le amministrazioni del nord hanno adeguato i siti. Magari
senza mettere i contenuti, come Rozzano, ma al sud non
hanno nemmeno proceduto in tal senso...
La deliberazione della CIVIT n. 50 “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014/2016” detta indicazioni per l’applicazione delle importanti novità introdotte dal D.Lgs. n. 33/2013
Nelle more della adozione del piano, ogni amministrazione deve comunque dare corso alla pubblicazione sul proprio sito internet delle informazioni minime imposte da tale provvedimento. Viene ricordato che l’obbligo di istituzione della sezione “amministrazione trasparente” è dettato anche per le società controllate relativamente alle attività di pubblico interesse.
Un monitoraggio a campione ha evidenziato che circa il 30% delle PA non ha ancora adeguato il sito, utilizzando la sezione “Trasparenza, valutazione e merito”, per come previsto dal D.Lgs n. 150/2009. Del 70% che si è adeguato con la istituzione della sezione “Amministrazione trasparente”, solamente il 30% si è adeguato con la strutturazione delle sezioni come previsto dall’allegato, “adeguando una media di 50 elementi sui 66 previsti”, anche se non tutte le sottosezioni contengono le informazioni necessarie.
Il Comune di Rozzano FINGE di essere in regola....
Nella sezione "Amministrazione trasparente" hanno creato tutte e 66 le sezioni, in termini di link, ma per la maggior parte sono assolutamente vuote!!!
Infatti, nel portale "MagellanoPA", un cruscotto per il monitoraggio delle azioni degli enti e amministrazioni in questa direzione, si evince che il sito web del Comune ha... tutte le pagine, ma che per la gran parte non hanno contenuto!
Il termine di approvazione del piano della trasparenza è stato spostato al 31 gennaio 2014  in quanto esso è strettamente connesso con il piano anticorruzione, di cui costituisce di regola una sezione, nonché con il piano delle performance. Alla base di tale rinvio la mancanza del piano nazionale anticorruzione (solamente nei giorni scorsi la Funzione Pubblica ha licenziato la proposta che dovrà essere approvata dalla CIVIT) e delle linee guida per la lotta alla corruzione da parte di regioni ed enti locali (che devono essere adottate dalla Conferenza Unificata). Non viene invece rinviato il monitoraggio sul rispetto degli obblighi di trasparenza che sarà comunque effettuato in ogni ente entro la fine del 2013 da parte degli OIV ed i cui esiti dovranno essere comunicati alla stessa Civit.

L'ACCESSO CIVICO è la prima scelta innovativa contenuta nel DLgs n. 33/2013 che la circolare della Funzione Pubblica evidenzia e commenta. L’istituto è così definito: uno strumento attraverso il quale “chiunque può vigilare, attraverso il sito web istituzionale, non solo sul corretto adempimento formale degli obblighi di pubblicazione, ma soprattutto sulle finalità e le modalità di utilizzo delle risorse pubbliche da parte delle pubbliche amministrazioni e degli altri enti destinatari delle norme”. Ed inoltre “chiunque ha il potere di controllare democraticamente la conformità dell’attività dell’amministrazione determinando anche una maggiore responsabilizzazione di coloro che ricoprono ruoli strategici all’interno dell’amministrazione, soprattutto nelle aree più sensibili al rischio corruzione. Tale diritto si estende anche alle società: esse sono infatti direttamente interessate ad una serie di informazione che devono essere pubblicate sui siti internet. Infatti di AMA e API è tuto noto, per non parlare delle altre società più o meno controllate, soprattutto se gestite da certi amministratori!
Il documento richiama subito la necessità della pubblicazione delle notizie sui componenti gli organi di indirizzo politico: curricula, compensi connessi alla carica ed informazioni patrimoniali, quali possesso di azioni, dichiarazioni dei redditi, proprietà, incarichi di amministratore o sindaco di società etc.
Viene ricordato che, per la violazione delle disposizioni, maturano “responsabilità disciplinare, dirigenziale ed amministrativa, nonché l’applicazione di sanzioni amministrative, di pubblicazione del provvedimento e mancato trasferimento di risorse a favore di enti od organismi”. Le sanzioni possono colpire sia il responsabile della trasparenza sia i singoli dirigenti (e financo gli organi politici) che non hanno fornito i dati necessari. Il legislatore dispone inoltre “sanzioni sull’atto, che bloccano l’efficacia del provvedimento”.
Le sanzioni sono, oltre a quelle già evidenziate:
  • la maturazione di responsabilità disciplinare e l’applicazione di una sanzione pari alla somma corrisposta per l’inosservanza dei vincoli in materia di conferimento di incarichi di consulenza;
  • divieto di erogare somme da parte della PA vigilante alle società che non hanno pubblicato i dati richiesti;
  •  riduzione del 50% dei contributi dell’anno in caso di omessa pubblicazione dei rendiconti da parte dei gruppi consiliari regionali e provinciali;
  • sanzioni da 500 a 10.000 euro in capo al responsabile della mancata pubblicazione per la violazione degli obblighi di pubblicità della situazione patrimoniale degli eletti, nonché per la violazione degli obblighi di pubblicazione riferiti alle società e per gli amministratori delle società che non comunicano il proprio compenso e le indennità di risultato percepite.
RF

1 commento:

  1. In pratica non è soltanto il diretto interessato ma anche i parenti fino al secondo grado che dovranno pubblicare il loro patrimonio. On line, sui siti delle pubbliche amministrazioni (Stato, Regioni, Province e Comuni oltre agli enti pubblici e alla società partecipate anche a livello locale), si dovranno dunque trovare oltre all'ultima dichiarazione dei redditi precedente all'assunzione dell'incarico, anche tutto l'elenco dei beni immobili e dei beni mobili registrati (barche, automobili, eccetera) e poi azioni, obbligazioni, titoli di Stato, terreni. La logica è quella del Freedom of Informa-tion Act ampiamente sperimentata negli Stati Uniti. In pratica si vuole consentire la verifica diretta sull'arricchimento di politici e dirigenti pubblici.
    Ci arriveremo a Rozzano o dovremo continuare a supplire alle carenze dell'Istituzione facendo sì che ci arrivi pure un'ammenda???

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