venerdì 15 novembre 2013

Si dimette in blocco il CDA ed il Collegio Revisori di API! Conto alla rovescia per i libri in Tribunale

Tra il 5 ed il 7 novembre scorsi l'intero Cda di API e il tutto Collegio Sindacale hanno protocollato le loro dimissioni.
Questa notizia, dell'ultimo minuto, giunge, paradossalmente, "attesa".
La situazione è via via precipitata, e le difficoltà si son cominciate ad intuire con la scadenza del bando, lo scorso 13 ottobre,  per la nomina del Liquidatore, a cui non ha fatto seguito alcun annuncio.
Stante così le cose, la legge da al Comune 30 giorni per sanare la situazione straordinaria (in questo caso, nominando il Liquidatore), altrimenti dovranno portare i libri in Tribunale, per la liquidazione giudiziaria.
Si arriverà a festeggiare sant'Ambrogio?
I revisori, tra cui il presidente Baldassare, avevano ormai cominciato da tempo a chiedere conto delle voci significative postate a bilancio, anche per presentare al Sindaco FF un'ipotesi coerente di strategia e di possibilità di liquidazione, a quel punto solo "coatta" ex lege. In particolare, sembrerebbe che non si sia riusciti a mettere insieme i numeri relativi alla patrimonializzazione della rete del teleriscaldamento, il suo valore. Questo numero, oltre che essere adeguato per lo scopo stesso della liquidazione, è necessario per capire la robustezza del piano industriale complessivo.
Da operatori e fornitori con cui abbiamo parlato, si è compreso che, pur di "tirar tubi" e accrescere il patrimonio a bilancio senza però rendere alcun servizio al progetto, si son portati in zone dove è risaputo che non vi sarebbero stati allacciamenti, come via della cooperazione, e non solo!
A discapito del piano industriale, non si sono invece allacciati condomini che l'han richiesto. Come quelli amministrati dal consigliere Marco Ercoli, che ha denunciato anche pubblicamente il suo lecito disappunto.
Per tutto questo disastro c'era un maestro d'orchestra che è arrivato a batter cassa prima che la cassa non ci sia più: si tratta dell'ingegnerissimo Vito Ancora, egregio capogruppo PD di Segrate e super uomo del teleriscaldamento alla "faso tuto mì!".
Sembra che sia rimasta un'ultmia tranche di un parcella milionaria della quale chiede la liquidazione, ma, in queste condizioni, spero non ci sia nessuno che la firmi e autorizzi il pagamento!
E il declivio si fa sempre più scosceso: ma dov'era il "decaduto"? Si era distratto con l'i-Pad?
RF

1 commento:

  1. Le ragioni delle dimissioni sono, ad oggi, ignote, ma, in un caso normale, le potremmo dedurre dal testo di commento alla semestrale che pubblicammo in esclusiva a fine luglio. In un passaggio, dopo la presentazione dei decreti ingiuntivi, si legge: "Il Consiglio di Amministrazione ritiene opportuno ed urgente che l'azionista unico intervenga celermente al fine di consentire alla società di adempiere alle proprie obbligazioni verso terzi tenendo conto della grave situazione esistente che potrebbe accelerare lo stato di inadempienza della società nel poter far fronte alle proprie obbligazioni verso terzi.".
    Siccome il socio unico non ha mosso un muscolo, se non per realizzare un bando per la nomina del liquidatore, essendo in stallo sulle questioni relative alla soluzione per i lavoratori, i consiglieri si son mossi coerentemente, quando ormai mancano 45 giorni alla liquidazione obbligata per legge.

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