mercoledì 20 novembre 2013

Qual'e' il valore della rete già costruita del teleriscaldamento?

La rete del teleriscaldamento cittadina che doveva essere
Sembra una domanda peregrina, ma da questo dipende il destino finanziario del comune nei prossimi anni.
Stante la decisione di riportare le attività di  API entro il perimetro di AMA, costituendo la solita "società di scopo" (AMA Energia srl) per distribuire consulenze e prebende al cda e rappresentati di turno, dovrà essere attentamente valutato il valore degli asset, cioè del patrimonio "industriale" che andrà a costituire il volano economico per la nuova iniziativa che, per stare in piedi, deve cercare qualche partner che, sostanzialmente, copra i debiti di API.
Dopo aver fatto sostanzialmente fallire Rete srl, con la necessità di incorporazione in AMA nel 2011, si è fatto ora "fallire" API srl. E questo nonostante i generosi contributi del Socio Unico, cioè di tutti i cittadini, a questo programma gestito in modo scriteriato.
Adesso ci riprovano con AMA Energia srl.... Non c'è due senza tre.

Secondo RF le premesse ci sono tutte: la rete realizzata per il teleriscaldamento cittadino non ha rispettato le necessità "commerciali" del territorio. Come abbiamo già avuto modo di dire, l'importante era "tirar tubi", tanto che li si son portati anche in luoghi dove non si allaccerà mai nessuno. Tra questi via della cooperazione, via adige, via monte amiata verso Milanofiori e valleambrosia, .... Inoltre, alcune proiezioni commerciali - affidate a improbabili consulenti ex direttori tecnici del comune - si saranno rivelate farlocche, prive di fondamenta, minando anche sulla top line del conto economico l'intero piano, distribuito tra le varie società comunali.
Posa dei tubi API a Quinto dè Stampi
Insomma, sono stati spesi soldi inutilmente, senza verificare le reali esigenze del "mercato". Mercato tra virgolette, perchè come è noto, le reti del teleriscaldamento non rientrano ancora, ad oggi, tra quelle per le quali è necessario separare la produzione, la distribuzione e la vendita come nel caso del gas e dell'energia elettrica.
Si tratta, però, di una naturale evoluzione, che mette a rischio l'operazione stessa, prevista su scala più che decennale. I calcoli economici dell'ingegnerissimo Vito Ancora (che oggi, dopo i risultati sotto gli occhi di tutti batte cassa per milioni di euro) proietettavano miracoli su scala ventennale. Un operatore pubblico, dovrebbe tenere in debito conto prima di impegnarsi "col culo degli altri" (i cittadini, ndr), dei possibili sviluppi normativi, perchè, se essa cambiasse, ci si troverebbe depauperati degli investimenti per i quali gli amministratori si saranno impegnati verso i finanziatori.
Questi ultimi, a Rozzano, sono un pool di banche con a capo, per l'esposizione, MPS, il Monte dei Paschi di Siena. I veri "padroni" del teleriscaldamento di Rozzano. In queste condizioni, vorranno reiterare l'impegno (36 milioni, ndr) verso Rozzano? Con quali garanzie visti i possibili scenari?
Invece di continuare a fare i bauscia del "faso tuto mì", non sarà il caso di affidarsi a qualche manager dal CV adeguato a capace, e senza interessi milionari diretti ed indiretti, invece di avere FF, insegnanti di ginnastica, ragionieri pubblici e via cantando arrabattarsi a trovar soluzioni di cui non hanno neanche idea???
RF


3 commenti:

  1. Marco,

    API non è stata "fatta fallire". API, alla luce dei provvedimenti del Governo non ha potuto più lavorare ed esistere dal 2010! Probabilmente, da allora era necessario sospendere gli stipendi dei dirigenti e ipotizzare alternative per i lavoratori (quelli veri), i fancazzisti potevano essere lasciati a casa o non assunti proprio da subito!

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  2. Ste, ho usato la forma virgolettata perché il fallimento e' sostanziale, di tipo politico e gestionale!!!
    Se non si portano i libri in tribunale per una liquidazione terza, di tipo giudiziario, si sta facendo un disservizio alla comunità nascondendo la polvere e i sassi sotto tappeti sempre più sottili... e i camminatori a piedi scalzi faranno molta fatica

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  3. Prima assumono centinaia di persone per garantirsi i voti e il posto di lavoro ai familiari e ai trombati della politica, e poi vengono qui a fare le "anime belle". Poichè sono sicuro che anche gli altri assessori e politicanti vari leggono questo blog, che abbiano il coraggio di ribattere qui - non mi risulta vi siano altri strumenti simili a Rozzano - alle bordate lanciate al loro indirizzo dal buon Masini.

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