lunedì 4 novembre 2013

Dove va il PD a Rozzano: Schiacciamento sulla "candidata amministrativa unica" e cuperliani?

Insomma, la realizzazione del "segretario unico" a Rozzano sembra preannunciare il movimento verso la candidatura "di unione". Rompere il giocattolo costerebbe troppo. Allora il "decaduto" sta tentando di recuperare gli sfilacciamenti.
Manzoni, in una lettera alla madre: "Sciacquar i panni in Arno"
Sembrava si stessero profilando le primarie (vedi i confronti abbastanza palesi tra due assessori, entrambe rappresentate indirettamente nel direttivo, con il marito o con la mamma, e ancora qualcuno ci crede), ma, evidentemente, si è pensato che questo avrebbe dovuto significare sciacquare i panni sporchi in Arno, alla vista di tutti.
Un confronto è un confronto: se deve vincere una/o sola/o è chiaro che devono essere rappresentate proposte e critiche...
Ecco allora, con un segretario unitario, le due/tre posizioni sintetizzate nello stesso luogo, sotto la stessa "cupola".
Niente primarie. Eum dixit!
Ma... in che direzione si proporanno alla città (se mai ne avranno l'occasione di esprimersi)?
Il "documento politico" con il quale il "nuovo" segretario è stato eletto non è dato conoscersi. Forse trattava solo l'organigramma aziendale di AMA....
Allora bisogna interpolare i comportamenti di persone "influenti", che possono dettare la linea.
Vediamo chi si è espresso.
Da Segrate, Vito Ancora, il Tecnico, ci fa sapere che lui sarà per Cuperlo: ciò significa non mollare D'Alema, Bersani e compagnia cantando.
Si riaffermerebbe lo status quo. Legacoop, Carrara, AMA ....e le modalità di finanziamento del partito e dei singoli già note, realizzate sull'entusiasmo della Bassanini s.m.i. Ma la cosa più incredibile è che l'Ancora sottoscriva il manifesto di Cuperlo che al punto 1 recita:
"Due parole chiave: Etica e Onestà. Etica nell'uso delle risorse e nella trasparenza delle nomine.... ".
Ma, già, in "campagna elettorale" si può dire ciò che si vuole, e chi deve capire... capisce!
La situazione di Rozzano, in questo senso, è kafkiana: il comportamento sul territorio e l'aspirazione "alta" delle indicazioni sottoscritte è paradossalmente contrapposta.
Roberto Bernasconi, D'Avoliano, indica però preferenze su temi che "squasserebbero" il sistema rozzanese, molto Renzi-ani: combattendo l'evasione (ecco una simpatica nota da Firenze: a un commerciante, "battete gli scontrini e rispettate le regole") e riducendo l'obbligo di contante... Secondo me ha le idee poco chiare, per lo meno sull'aspetto di ciò che è lecito e legale. Comunque, D'Avolio, si stava già indirizzando sul carro di Renzi, salvo poi riflettere, perchè avrebbe tradito un suo adagio: l'unità (non il giornale) di cui sopra..
In un'intervista rilasciata ad aprile al Fido Massa, dichiarava quanto segue: "Ho detto, fin dal giorno dopo le regionali, che la parola d'ordine deve essere unità. Facciamo un congresso. Facciamolo subito, prima dell'estate (siamo ancora in attesa, ndr). Facciamolo senza schemi e senza reti di protezione. Senza apparentamenti e senza tatticismi. La parola d'ordine deve essere innovazione (sich! Se guardiamo a Rozzano.... ndr): se non ci stacchiamo - e in fretta - dalle etichette "renziani", "bersaniani", "lettiani", "bindiani" e via discorrendo, non riusciremo mai ad essere quello che dovremmo essere, ovvero "democratici"." Dal che si capisce che ha in avversione la democrazia. Il dibattito interno ad un partito non lo avvizzisce, ma lo arricchisce. Non sono le correnti a creare problemi, è l'azione consecutiva alle "scelte non scelte".
All'avvicinarsi delle primarie nazionali, in tanti si esprimeranno dal fondo dello stesso bicchiere, perchè la bottiglia sembra tenerla uno solo a Rozzano.
RF

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