domenica 10 novembre 2013

DOMENICAMIA. Riflessioni sul costume e la politica del fine settimana.

I pensionati del passato, la cui pensione è' stata calcolata con il metodo retributivo, sono dei privilegiati che stanno vivendo alle spalle delle generazioni successive di lavoratori. Essi generano di fatto quello che viene chiamato un "Cuneo fiscale" immorale. Prima di toccare la tassazione generale, siccome il peso delle pensioni sul bilancio pubblico e' la voce di spesa più significativa del bilancio (280 miliardi di euro) addirittura maggiore degli oneri sugli interessi, bisognerebbe intervenire qui per ridare fiato a questa economia asfittica, salvaguardando, anzi, alzando le pensioni più basse, ma toccando, anche significativamente, quelle più alte.

I privilegiati, come Michele Santoro ed il suo ospite da 7000euro al mese alla trasmissione Servizio Pubblico, parlano senza pudore di salvaguardare il loro privilegio scaricando gli oneri di un innalzamento delle pensioni minime sulla fiscalità generale. I diritti acquisiti non si toccano!
Ebbene, ma il pensionato Santoro sa quale è il rendimento medio annuo dei contributi da lui versati? L'Inps non rende noti i dati dei contributi dei singoli individui, sono tenuti ben nascosti. Al contrario, nel libero mercato, con i fondi pensione, e' noto - e la matematica finanziaria non è un'opinione - quanto versi e quanto ti sarà dato, in ragione di variabili anagrafiche, statistiche e finanziarie.
Se si toccano le pensioni d'oro si ottiene un miliardo di gettito fiscale, utile anche per la riduzione delle tasse sul lavoro (Serra, PD). Le pensioni quattro o cinque volte il minimo, e superiori, devono essere toccate per rimettere in moto il lavoro e dare opportunità alle giovani generazioni.
Si tratta di un tema politico pesante. Ma la cesura, lo scontro generazionale in atto deve essere risolto. Il problema dell'esistenza di un appuntamento di "scontro" come le primarie del PD (che fanno dire a Renzi, semplificando, che le pensioni minime devono essere alzate a scapito di quelle d'oro, ricollocandolo molto più a sinistra) e le successive elezioni politiche, impediscono di vedere, di mostrare con chiarezza il tema.
La molta ricchezza in mano alle classi demografiche più avanzate, mantenutagli artificiosamente con il privilegio di un sistema di reddito post lavoro indipendente dall'aspettativa di vita, dal rendimento effettivo del versato e dalla capacità di auto sostentamento del sistema, sta affossando, insieme all'assenza di dibattito per l'infimo patrimonio etico di molti incapace di guardare ai molti invece che ai pochi (e così la riduco sul generale la problematica della prosecuzione del malcostume alla "mani pulite" mai finita), produce l'anomalia italiana, una differenza tra i cittadini nei fatti (alla faccia della Corte Costituzionale ed alle sue sentenze).
La riforma Dini (un pensionato con 40 mila euro mensili di introito, alla faccia di tutti, con i quali, dice, paga l'affitto della magione) ha prodotto un insanabile, apparentemente, conflitto generazionale.
Anche nella nostra città e' risultata evidente l'anomalia tra tantissimi giovani, anche di valore e con grandi capacità, messi alla berlina da due pensionati d'oro, che, non soddisfatti di essere stati privilegiati appartenendo ad una generazione che si è assegnata un "vitalizio" sproporzionato di tipo retributivo (pubblico), hanno ben pensato di assegnarci altri immani fardelli diretti (API) e indiretti (per una gestione clientelare e privatistica del pubblico). I ragionieri comunali Bellini e Carrara non possono che essere biasimati per l'arroganza e la mancanza di modestia nella necessità manifesta di fare "un passo indietro" per tempo: ancora oggi, aggrappati ai privilegi di posizione garantiti da una connessione con il potere, mettono a repentaglio, insieme ai loro tanti coetanei nelle stesse posizioni, la possibilità di rigenerazione del sistema. 
Ai giovani rozzanesi, anche coinvolti, positivamente, nella vita politica, invece di insegnare a rendere un servizio a tutti senza interesse diretto - a maggior ragione dopo una "vita di lavoro" che gli ha già garantito la possibilità di un reddito adeguato - mostrano vieppiù l'aberrazione di dover, in questa fase della vita, ancora guadagnare "illecitamente" rispetto alla loro condizione sociale, centinaia di migliaia di euro!
Ecco. Anche a Rozzano si manifestano chiaramente gli effetti della cesura generazionale.
RF 


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