sabato 16 novembre 2013

Definito dalla maggioranza di centro-sinistra-destra ecco il nuovo ECOMOSTRO di Rozzano!

Una inquietante immagine serale dell'ecomostro
Nelle pieghe dell'ordine del giorno approvato dalla strana maggioranza che "regge e zeppa" Rozzano, quello secondo il quale sarà tentato di assorbire in AMA i lavoratori API, si è stabilito che la struttura che avrebbe dovuto accogliere la seconda centrale del sistema di alimentazione del teleriscaldamento di Rozzano, in via Monte Amiata, resterà lì, così com'è!
Si tratta di un nuovo ecomostro, in cemento armato e pannelli, che fa brutta mostra di se lungo un viale già particolarmente brutto per la disomogeneità e la pessima qualità estetica dei capannoni che lo costellano lungo la strada al Fiordaliso. A suo tempo ci interrogammo sulla sua possibilità d'esser costruito entro i tempi, assai ristretti, che venivano dichiarati nei cartelli di cantiere.
Ma oggi, le pessime condizioni finanziarie in cui versa tutta l'operazione di "speculazione termica", ne ha bloccato lo sviluppo.
D'altronde, come ricordato in più occasioni, se ti impegni solo a "tirar tubi" e non a verificare se l'installazione avrà una compatibilità commerciale, le determinanti economiche e gli indicatori di redditività vacillano.

Il capannone in fatiscenza, è stato costruito in un'area prossima al Lambro, dove normalmente vige un divieto assoluto di costruzione. La sua realizzazione in quell'area era stata avallata per l'elevata qualità ambientale complessiva (a saldo) che avrebbe potuto aversi con il teleriscaldamento.
Il Lambro, a pochi metri dall'involucro di cemento
Oltre al danno la beffa. Tra le poche migliorie ad un impianto complessivo che prevedeva l'uso di caldaie a condensazione e cogeneratori a turbogas, efficienti ma alimentati con combustibili fossili, la seconda centrale avrebbe dovuto accogliere una caldaia a biomassa, unico contributo sostenibile al calore sviluppato dalle centrali previste sul territorio. Infatti, nonostante la sollecitazione all'ingegnerissimo di Segrate per realizzare una rete "aperta" ai contributi eco-sostenibili, come il geotermico e i cascami energetici delle ultime aziende sul territorio, la piccola caldaia a biomassa sarebbe rimasto l'unico reale contributo completamente ecologico al vettoriamento di acqua calda.
Ma sulle rinnovabili aprirei una partita che mi vede "romper le balle" da anni....
Dunque, anche Rozzano ha il suo Ecomostro, per legge!
RF

3 commenti:

  1. Negli anni 70 il consiglio comunale approvò una convenzione con il privato proprietario delle aree dove oggi insiste il parco "DELLO SMERALDINO" l'eco mostro, che prevedeva il divieto di edificabilità, essendo già una zona destinata a parco naturale. Quindi non sonostate effettuate dalle giunte guidate da D'Avolio, ma, bensì, vere e proprie violazione delle regole urbanistiche, che sono state i perni fondanti della politica delle giunte municipali al tempo di Giovanni Foglia. Tutto il piano ideato per salvaguardare il verde che insisteva nella frazione di Valleambrosia, è stato furbescamente ridotto a seguito dei provvedimenti pirateschi adotate dalle giunte che hanno retto la città negli ultimi quindici anni. Sempre a Valleambrosia è stato annientato il verde agricolo che separava il Fiume Lambro dalla Via Alberelle, edificando mostriciattoli edilizi su un'area che, di fatto, è alluvionale, anche se sulle cartografie sono riportate indicazioni diverse. E i capannoni eretti parallelamente alla tangenziale, su un'area che nelle previsione veniva indicata come "a disposizione delle industrie"? Si, sono rimaste disponibile per gli industriali di turno, amici del potere. Dai risultati ottenuti, in parte credo vi sia stato un disegno ben congeniato, messo in atto per migliorare la condizione economica di molti personaggi; per il resto, che fa parte del mio punto di vista e quindi dell'analisi che un appasionato di urbanistica deve avere nel suo Dna, riscontro un'ignoranza brutale e la mancanza di sensibilità nei confronti del futuro della città. Non solo. Nessun piano extra territoriale, vero, riscontro analizzando i proggetti già realizzati , come se vivessimo in una sorta di città del medio evo. E poi. Nessuna idea che escluda la presenza del cemento, ma, semmai, infrastrutture erette o da erigire, che concorreranno ad accrescere la già gran massa di debiti degli enti pubblici; dopo che alcuni lungimiranti imprenditori (sich), avranno bel difeso i propri interessi economici. Certo, in un contesto di aneliti personalizzati, ricercare la via del vero progresso, non sarà facile. La massa degli elettori, pur onesta, ha assimilato la cultura dell'assuefazione, che è, come dire, un vero stato di "sonnolenza" psicologica.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Condivido l'analisi riguardante il progetto cementificatorio delle giunte D'Avolio. Nella prima parte dell'esposizione, "l'Anonimo" fa riferimento alla differenza politica e di civiltà con le giunte ai tempi di Giovanni Foglia. Forse non è esplicitato con chiarezza che il Parco dello Smeraldino non è una invenzione di Apuzzo/D'Avolio, essendo predatori delle regole urbanistiche; regole che sono state rispettate durante l'esercizio amministrativo del vecchio Sindaco, fino a divenire i perni fondanti di una cultura che non c'è più. Ringrazio l'Anonimo per aver, in quale modo, ricordato che a Rozzano sono visstute persone diverse, pur con evidenti difetti.

      Elimina
    2. Sarebbe necessario stilare la mappa di tutte le trasgressioni consumate dalle giunte D'Avolio, risalendo anche al tempo in cui rivestiva l'incarico assessorile di padrone incontrastato dei destini del settore edilizio. In questi ultimi giorni ci si dispera per quanto occorso in Sardegna ed in altre zone del paese, senza rischi per veri responsabili dello sfascio in cui si vive. Certo, ci sono più cause di morte: quelle dirette perché sono individuati i colpevoli; quelle indirette , "degli assassini che nessuno condanna" , appartengono alla casta degli impuniti, che circolano tranquilli nelle sfere del potere. Nelle scuole della repubblica, sarebbe necessario istituire una materia che inculchi i principi del rispetto dell'ambiente, quale bene primario. La natura non perdona le trasgressioni e le violazioni; lo constatiamo tutti i giorni, ma inutilmente.

      Elimina

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.