sabato 12 ottobre 2013

Rozzano sottoscriva la legge di iniziativa popolare contro il gioco d'azzardo.

Massimo D'Avolio non sottoscrisse (tra gli altri) nemmeno il "MANIFESTO DEI SINDACI PER LA LEGALITÀ CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO", iniziativa di Terre di Mezzo e della Legautonomie Lombardia, ma ora siede tranquillamente nella commissione antimafia regionale. Spesso, infatti, intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalità dei furti, degli scippi e dell’usura, ma anche la criminalità organizzata.
Il gioco d’azzardo lecito è materia statale, e i Sindaci ad oggi non hanno alcun potere regolativo, ispettivo, autorizzativo.
In verità, il "decaduto" non ha mai intrapreso serie iniziative in una direzione definita e chiara legata al contrasto della criminalità organizzata, aderendo alle iniziative collettive di altri enti o sindaci ed agendo di conseguenza con la costruzione di una pparato e degli strumenti adeguati (come ad esempio l'Osservatorio sulla Criminalità organizzata promesso ma dimenticato, o la Commissione speciale Antimafia locale). La sua relazione diretta con i prefetti e il controllo del movimento terra sul territorio tramite la società partecipata (che ha generato un altro tipo di problema!), ha costituito il suo viatico a tali questioni.

Mentre con tale iniziativa i Sindaci chiedono ora UNA NUOVA LEGGE NAZIONALE, fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, con un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura; chiedono LEGGI REGIONALI in cui siano esplicitati i compiti e gli impegni delle Regioni per la cura dei giocatori patologici, per la prevenzione dai rischi del gioco d’azzardo, per il sostegno alle azioni degli Enti locali.
Chiedono inoltre che SIA CONSENTITO IL POTERE DI ORDINANZA DEI SINDACI per definire l’orario di apertura delle sale gioco e per stabilire le distanze dai luoghi sensibili, e sia richiesto ai Comuni e alle Autonomie locali il PARERE PREVENTIVO e vincolante per l’installazione dei giochi d’azzardo.
Nel Manifesto i Sindaci si impegnavano a UTILIZZARE TUTTI GLI STRUMENTI DISPONIBILI per esercitare tutte le attività possibili di contrasto al gioco d’azzardo. Ritengono di poter intervenire su:
• gli STATUTI comunali (a Rozzano non si è modificato in questo senso)
• i REGOLAMENTI (di Polizia locale, del Commercio, della Pubblicità, delle Sale gioco) (a Rozzano parzialmente modificati ma non attuati)
• le ORDINANZE basate sulla necessità di proteggere i più deboli e garantire la sicurezza urbana (non sono state tentate a Rozzano)
• i CONTROLLI della Polizia locale sulle sale gioco e su coloro che le frequentano, ai fini della prevenzione nei confronti della malavita organizzata (non effettuati a Rozzano)
• STRUMENTI E MODELLI OPERATIVI INFORMATICI per conoscere sempre meglio il territorio e i fenomeni che vi si manifestano (non attuati a Rozzano)
Lo scorso 9 ottobre, a Palazzo Marino, il sindaco Pisapia ha chiamato 310 sindaci a sottoscrivere la proposta di Legge per regolare il gioco d'azzardo. "I 22 articoli della legge quadro di iniziativa popolare sottolineano gli aspetti più problematici del fenomeno: una reale tutela per le fasce deboli e vulnerabili della società; effettivi impedimenti di gioco per i minori; contrasto all'infiltrazione mafiosa; all'evasione fiscale e tributaria; trasparenza dei flussi di denaro; forte regolamentazione dei messaggi pubblicitari; prevenzione e cure reali per le persone affette da gioco d'azzardo patologico (gap)". (da Il Giorno)
Stante il mancato appuntamento di D'Avolio, cosa aspetta Gaeta a sottoscrivere l'iniziativa di legge, per ovviare ad una questione che Rozzano non è neanche riuscita a controllare sebbene "normata" al punto da scrivere (e non attuare) di impedire l'apertura delle sale sotto gli edifici abitati?
RF

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