mercoledì 30 ottobre 2013

Le vicende dell'artigianato parrucchieri determinano i numeri nel consiglio comunale di Rozzano

I parrucchieri fanno venire i capelli dritti alla maggioranza!
Le vicende degli artigiani parrucchieri rappresentano un'elegia greca, mesta e sognante, nell'evoluzione del nostro Paese, apertosi al mondo in virtù dello sviluppo tecnologico.
Ieri mattina, ho avuto una bella chiacchierata con un collega consigliere a questo proposito, particolarmente addentro alla questione (chissà chi, mi chiederà qualcuno...).
Nell'ottica di una visione economica liberista (quella in cui dovremmo star vivendo...), e nel perimetro di una economia di mercato basata - quindi - sulla concorrenza alla ricerca del l'equilibrio domanda-offerta, l'apertura delle frontiere commerciali ha portato maggiore disponibilità di prodotti e servizi. Disponibilità accresciuta in virtù dell'evoluzione tecnologica, sia in senso virtuale che meccanico, per le possibilità offerte, ad esempio, da una logistica di merci e persone a più basso costo e più sicura.
La resa dei prodotti non rappresenta più un problema, sia per realizzare una proposta commerciale completa conveniente, sia per rendere il prodotto disponibile.
La concorrenza e' ormai totale, e si basa su confronti di prestazioni, qualità e prezzo (almeno) in un ambito regolamentare e normativo che dovrebbe essere chiaro.
Per i servizi, se si parla di quelli alla persona, la geo-specificità e' (ancora, e per il momento) importante, anche se, la disponibilità di interfacce meccaniche locali comandate da remoto, sta per portare ad una nuova rivoluzione. In questo senso la tele-medicina o la tele- chirurgia, per l'alto valore specifico, stanno aprendo la strada.
I servizi a basso valore specifico, richiedono invece la trasferta fisica dell'operatore nel luogo di fornitura e produzione. Questo e' il caso degli artigiani come i parrucchieri.....

Un robot parrucchiere per un taglio hi-tech
Il futuro, non credo così lontano, sarà rappresentato da una cabina con casco capace di realizzare taglio e messa in piega con programmi pre-determinati una volta scelti su un pannello virtuale che ne consenta, addirittura, la simulazione per la verifica della sua estetica sul soggetto sotto trattamento. Se poi si volesse avere un taglio fatto dal coiffeur di grido, egli potrà operare da remoto con una interfaccia a mò di forbice e pettine che invierà in rete i comandi che il robot realizzerà nella cabina.
Dunque (ho esagerato, me ne redno conto, ma un senso di prospettiva anche nelle battaglie quotidiane occorre averlo per traguardare le regole in un modo lungimirante) la battaglia contro la disponibilità di un offerta a basso costo, domenicale o infrasettimanale, e' persa se non facendo riferimento alla "normativa di sussistenza".
A Rozzano vige un'ordinanza che vieta ai parrucchieri ed estetisti di rimanere aperti la domenica. Dalle ultime informazioni raccolte, i cinesi la rispettano, gli italiani (alcuni) no. E qui nasce lo scontro, o meglio l'acredine politica nella maggioranza....
Da un punto di vista squisitamente del consumatore, devo dire che il servizio domenicale non mi dispiacerebbe: voglio poter essere in grado di scegliere se avvalermene, ma se non c'è l'offerta ...vado al Fiordaliso? Lì, gli operatori del settore sono aperti, ed ecco un altro fronte aperto! Costerebbe probabilmente troppo farli chiudere in termini di immagine del centro commerciale e/o di eventuale sconto sull'affitto che la proprietà dovrebbe praticare per mantenere il servizio nella struttura adeguandosi, però, all'ordinanza locale.
Comunque, si può soprassedere su molte cose, ma non sulle modalità di gestione e prevenzione legate alla sicurezza (alla fine, del cliente) e sul fatto di mettere tutti i lavoratori sullo stesso piano etico e contrattuale.
La galleria del fiordaliso
Credo che su questo la battaglia del consigliere Carucci (...ecco il nome!) sia giusta: l'adeguata dotazione del negozio e il rispetto delle regole a tutela dei lavoratori diventano elementi regolatori essenziali per dar corso ad un mercato dove, a scelta dell'imprenditore artigiano, si potrà vincere per prezzo (rinunciando ad un alto margine puntuale alla ricerca del volume) o ricercando un collocamento di nicchia per, ad esempio, la particolare qualità o ricercatezza dei trattamenti.
Lo Stato (il Comune) in questo caso diventerebbe giustamente il regolatore, e non, come e' oggi il giocatore, provocando con le regole artificiose distorsioni.
Mi spiego meglio.
Un aspetto della lotta di Carucci e' relativo alla necessità che ritiene importante della chiusura domenicale; questo non mi convince. Le regole sulle aperture esistono a livello nazionale e dicono che per il commercio "non ci sono regole". Non si capisce perché, gli artigiani che offrono servizi al consumatore, furono esentati dalla "Bersani". Il regolamento comunale sul quale Egli ha forzato la mano alla Giunta e al "decaduto" per restare in maggioranza garantisce una illogica asimmetria (legale, credo, per altro) che consente agli artigiani che operano nei centri commerciali di poter aprire (perché col cavolo che il fiordaliso accetterebbe l'applicazione di quel regolamento rischiando i preziosi affitti degli spazi) e a quelli del cosiddetto "distretto commerciale" della città costretti a chiudere!
Insomma, la maggioranza sta in piedi anche per questo....
RF

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