giovedì 17 ottobre 2013

Gabriele: "Le scelte politiche di questa maggioranza sono state fallimentari". Viene approvata una delibera surreale sul bilancio.

La maggioranza sta affrontando
la difficile situazione...
Dopo la difficile apertura del Consiglio comunale del 14 ottobre, si sono avute le solite forzature basate sul confronto muscolare. La richiesta di discutere prima dei problemi di API e poi del riequilibrio di bilancio cadeva nel vuoto. La richiesta era stata sostenuta da un intervento di Igino Gabriele che, segnalando un provvedimento del Governo che spostava la scadenza al 30 novembre, avrebbe garantito la dilazione senza traumi.
Il riequilibrio di bilancio includeva la semestrale di API, con tutti i disastri finanziari di cui abbiamo parlato in più post, che andranno ad influenzare pesantemente il futuro economico del Comune.
Nulla: la maggioranza ricostituitasi alle 18.45 bocciava l'inversione, e si procedeva con le delibere di bilancio.
Quelle delibere, votate poi dalla maggioranza, erano e sono vuote, vacue e prive di prospettiva. Il decreto economico delle larghe intese sarebbe stato approvato il giorno successivo.
L'assessore Rossi, come sempre privo di troppi peli sulla lingua, dichiarava infatti: "spero che domani il Governo sia più chiaro! Ci riserviamo di intervenire di nuovo nell'assestamento generale di bilancio.".
Approvare una delibera che dice che i numeri di bilancio sono aria fritta per la mancanza dei provvedimenti governativi è incredibile, disponendo di una posticipazione.
La discussione ha portato poi tutti (quelli delle opposizioni, perchè della maggioranza non interviene mai nessuno, Ndr) a discutere inevitabilmente delle partecipate.
Apre le danze Domenico Anselmo, richiamando lo spreco di denari pubblici per la realizzazione dei mercatini di AMAR, la nuova creatura dell'ex consigliere Cuvello per interposta persona. Ha poi proseguito sui problemi della gestione dello sport via AMA e sulla mancata soddisfazione del consigliere di amministrazione di AMA Ronchi alla sua richiesta di documentazione di dettaglio, e non della copia del Bilancio da Camera di Commercio che non contiene i dettagli delle forniture e delle consulenze.
Ferretti, capogruppo del PDL, dopo un'attenta lettura delle relazioni chiede perentorio: "Si dice che si ridurranno i servizi. Vogliamo sapere quali!"
Da SEL, Igino Gabriele, un attacco molto duro e pertinente, che inizia con un "Le scelte politiche sono state fallimentari! Sarebbe stato meglio, dopo che il "capo" vi ha lasciato fare una scelta forte, rivoluzionaria.... Come disse un personaggio noto ai vecchi compagni (A. Gramsci, Ndr), la verità è rivoluzionaria!". Continuando su questa strada, ha ricordato come la scelta dei vertici delle aziende è stata basata tutt'altro che sui curricula e le capacità. "Nelle aziende non c'è controllo".
Il sottoscritto, Marco Masini, indipendente, sulla scia di Gabriele, riprende il percorso delle inettitudini apicali e delle persone al governo cittadino, i cui risultati sono ormai sotto gli occhi di tutti, incontrovertibili. "Vigili, insegnanti di ginnastica, operai e la più varia umanità a capo delle aziende partecipate, ma nemmeno uno adeguato allo scopo". Come ha sottolineato proprio nell'edizione di lunedì Il Sole 24 Ore, in questo sottobosco, percepiscono compensi oltre 19 mila persone tra presidenti, amministratori delegati e consiglieri: 15 miliardi di costo del personale, e con che qualifiche!
Inoltre ho sottolineato come "l'insipienza politica della maggioranza e la sua incapacità di reggere il confronto li porta ottusamente a non cambiare opinione sui provvedimenti anche in presenza di nuovi elementi".
Insomma, la politica dello struzzo, con la testa sotto la sabbia.
Valli, al solito, ci ha deliziato con qualche numero: oltre 96 milioni di euro sono stati trasferiti dal Comune di Rozzano, dai cittadini, ad API, dalla costituzione al 31/12/2011!! (a bilancio del Comune ne risultano però 65.... mah, da chiarire).
Un urlo comune saliva dai banchi delle opposizioni: "dov'è D'Avolio, il massimo responsabile di questo sfascio?!?"
Anche Stefania Busnari, capogruppo PD, è stata costretta ad ammettere, sommessamente, in fase di dichiarazione di voto: "Si deve parlare delle responsabilità!".
I provvedimenti passano comunque con il voto compatto della maggioranza.
RF

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