domenica 27 ottobre 2013

DOMENICAMIA. Riflessioni sul costume e la politica del fine settimana.

Così. Ho pensato ad una rubrichetta di riflessioni sugli eventi della settimana appena trascorsa in chiave locale, seduto sul sofà e sorseggiando dell'ottimo vino passito in calice. Un po' per scherzo, un po' per gioco, tentando di capir meglio i legami umani e tecnici che sostengono questa società.
E per cominciare, stante l'attualità incalzante, vorrei partire da un fatto di rilievo nazionale: torna Forza Italia!
Su questo fatto dovremmo tutti riflettere, e vi leggeremo anche riflessi locali.
Forza Italia non era un partito. Era un grido di gioia da stadio e non solo. Anche risorgimentale. Il Pregiudicato ce l'ha sottratto nel 1993, registrandolo come si fa con un "brand". Gli si doveva opporre un divieto: così come non si può brevettare il DNA umano, nè quello delle creature sulla Terra, non si dovrebbe privatizzare una locuzione pubblica. Ok. Ora allo stadio si ricorre ad un mesto "forza Azzurri!", per evitare problemi come quelli del questore Carnevale a Palermo nel '94....
Ma, dopo questa digressione sul nome dell'associazione politica a stampo privatistico (non lo si può, obiettivamente, chiamare partito), ricordiamoci che è proprietario di un uomo che vive di conflitto di interessi, e che, grazie a questo, l'ha - di fatto - sdoganato. Anche a sinistra.
"Abbiamo una banca!" è, ad esempio, uno dei problemi che ha generato. Dar battaglia elettorale ad un tal figuro non può tenerti fuori dal giro. Se non sei forte e coerente. Ecco perchè si attrezzarono, anche in quel che fu il partito di Gramsci, a disporre delle risorse per blandire i votanti, non più per offrigli un "sol dell'avvenir". Ecco, allora, una verniciatina di "cool" che, insieme a qualche impresa ed imprenditore disponibile, consentirà di affrontare testa d'asfalto. Il quale ben si guarda dall'andare in pensione (77 anni!)senza lasciare in pancia all'Ospite l'ovulo pestilenziale per reiterare la sua faccenda privata.
Di nuovo, in barba a qualsiasi lecita rimostranza sul conflitto di interessi, pone sul piedistallo, è di ieri, "la" Marina. A capo della maggiore casa editrice italiana, e non solo, non potrebbe entrare nell'agone politico per definizione. Ma dalla Leopolda non si proferisce alcuna formula o esorcismo, vi si è assuefatti.
Anche i cittadini (italiani), ormai e purtroppo, sembrano aver superato il "problema". Si comincia ad accettare che il re sole B. debba necessariamente passare lo scettro alla discendente, a prescindere.
E questa è una storia. 
L'altra è l'osservazione degli omuncoli del centro-destra, incapaci di orgoglio personale. Annichiliti. Ridicolizzati. Usati. Gettati. Calpestati. In qualche caso riesumati o resuscitati.
La possibilità di ricevere il "Boffo treatment" (noto internazionalmente) pone serie questioni di prosecuzione del proprio mandato di nominati dall'Unto del Signore.
Interessante, però, il moto d'orgoglio di coloro i quali, dopo aver lautamente pranzato al desco imperiale, si trovano tagliati fuori e - motu proprio (?!?!?) - portano il nano di Arcore alla sbarra per compravendita di senatori della Repubblica per un pugno di milioni di euro....
Ecco, i tratti salienti della "democrazia" del ventennio.
E taccio sulle prostitute maggiorenni e minorenni.
Come ebbi modo di dire all'amico Ferretti, non si capisce come, con questi presupposti e con (almeno) decenni di promesse liberali mancate, si possa ancora moralmente ed eticamente da cittadini liberi aderire all'iniziativa personale di un Pregiudicato. Certo. E' un pò come chiedere ai consiglieri del PD di Rozzano, e di maggioranza in generale, perchè sostenere questa Giunta malata e un'amministrazione drogata dagli interessi personali. Se non fosse che la risposta è legata alla paura di perdere i posti di controllo delle sorti cittadine dove tanti "compagni" sono stati piazzati e necessitano di una guida forte e sicura. 
Un commissariamento sarebbe deleterio. 
Non controllare il "portafoglio" alle prossime elezioni potrebbe non consentire un'adeguato sostegno ala collettività nelle loro operazioni di scelta del futuro primo cittadino.
E allora? Ma si, teniamoci i segretari condannati, i sospetti 'ndranghetisti, i procuratori di danni erariali, i peculatori, gli immani conflitti di interesse... e aspettiamo di trovare nuovi compagni d'arme.
Il problema culturale italiano è acclamato e acclarato. 
Mi reco sempre spesso all'estero, e si interrogano sull'Italia. Nel frattempo scivoliamo sempre più giù in tutte le classifiche mondiali relative al livello culturale, e non solo.
Certo, con un sindaco che proferisce a spron battuto scontri grammaticali alla "se dovrebbe arrivare...." e, giunto come obiettore di coscienza in città, facendo "onesta politica" sino a ricoprire per due volte la carica, si sistema, con modestia, in un attico CMB da un paio di centinaia di metri quadrati con uffici, negozi, conquistando con le sue sole forze la carica di consigliere regionale senza pubblicare il dovuto per la trasparenza.....
Nei rapporti dei magistrati della squadra del procuratore Robledo che lavorano su Rozzano si parla anche di infiltrazione camorristica... Tanto per non farci mancar nulla.
Così, perchè è domenica.
RF

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