venerdì 25 ottobre 2013

AREA SUD MILANO "re-imbarca" UNENDO Spa: nessuno nella PA sa nulla, ma i patron Colucci sono pesantemente sospettati di truffa e danni ambientali in tutta Italia.

 
(Fonte: Bilancio AREA SUD MILANO 2012)
Nel 2012 Area Sud Milano acquisisce un socio "rinnovato": è Unendo spa, che, con il suo amministratore Colucci Francesco controlla la DANECO spa, i cui dirigenti sono sotto processo per la bomba ecologica di Santa Giulia!
Si tratta di uno dei progetti decantati nel company profile Daneco, la Sisas di Pioltello: si parla di truffa aggravata, per i manager e le imprese del Francesco Colucci. Una brutta storia di danno ambientale e corruzione, che ha intaccato i vertici della Ragione e del Ministero all'Ambiente.
Unendo spa, per ciò che ci riguarda, ha raccolto, strada facendo, le sorti della partecipazione in Area Sud Milano del socio privato Sacagica (che operava direttamente sul rozzanese sino a metà degli anni '90; vedi il P.S.1 alla fine) attraverso la vendita e/o fusione di Sacagica stessa e Waste Italia. Questo ha consentito ai Colucci (in particolare Nicola) di sedere quasi da sempre nel Cda di Area Sud.
Ma per loro, noi rozzanesi (e tutti gli utaliani) pagheremo tutto e pagheremo con gli interessi!
Complimenti, per l'ennesima volta, per le scelte confermate dal blocco Rozzanese, sempre nel solco della giusta precauzione....
Ricostruiamo un pò le questioni ed andiamo alle "nostre" conclusioni.
Nel 2009 i pm Paola Pirotta e Paolo Filipponi, della Procura di Milano, indagano su una presunta tangente da 700mila euro che sarebbe stata versata dall’amministratore delegato della Daneco impianti, Bernardino Filipponi, a uno degli uomini chiave del ministero dell’Ambiente, Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica di Stefania Prestigiacomo e commissario straordinario per unabonifica milionaria, quella della Sisas di Pioltello. Ed è proprio la Daneco a vincere la gara “drogata”, indetta in deroga al codice degli appalti pubblici, per liberare quest’area del milanese, occupata per 50 anni da uno stabilimento chimico, da qualcosa come 280mila tonnellate di rifiuti, di cui almeno 30mila pericolosi.
Dalle indagini, condotte dai Noe di Sergio De Caprio, il capitano «Ultimo», il denaro sarebbe servito a oliare alcuni provvedimenti emessi dal commissario in violazione delle norme ambientali, a tutto vantaggio dei profitti di Daneco. Una vicenda dai contorni oscuri, dove si intravedono carichi di rifiuti tossici che viaggiano nel Mediterraneo e container colmi di sostanze pericolose che spariscono nel nulla o cambiano codice.
Le foto di Greenpeace allegate alla denuncia
Non solo. Per ciò che riguarda la Sisas, la Daneco, subentrata alla Tr2 per realizzare la bonifica del sito a tempi record (per evitare una pesantissima multa dalla commissione europea), invece di smaltire come da richiesta del bando i rifiuti tossici e nocivi presenti nel sito secondo le norme, sembra che li abbiano stoccati in semplici siti di stoccaggio in Lombardia. Greepeace ricostruisce il tutto (un articolo de "Il Giornale" riassume le ultime questioni; quando non parlano di mr. B. lavorano pure bene), e, invece di chiudere la procedura di infrazione europea, viene ora ipotizzata una salatissima ed ulteriore multa all'Italia!
Il tutto è certificato dalla relazione della Commissione Parlamentare "Relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Lombardia", presentato a gennaio 2013 a Milano. Si descrive bene un sistema in cui imprenditori privati e controllori (Commissari straordinari, Provincia di Milano, Agenzia Regionale per l'Ambiente della Regione Lombardia, Ministeri competenti, fino all'Istituto Superiore di Sanità), hanno speso oltre 40 milioni per ingannare la Commissione Europea e non realizzare la bonifica (cambiando i codici ed i cartellini identificativi dei rifiuti).....
Un'ottima ricostruzione di tutta la vicenda, insieme a tutte le altre scorrerie ambientali dei Colucci da Sud a Nord Italia è in questo post (lungo ma vale la pena leggerlo) di Difendiamo la Calabria, la Rete per la Difesa del Territorio "Franco Nisticò". Vi invitiamo tutti a mettere su FB un "Mi piace" sulla loro pagina, per contribuire alla lotta in quella Regione, che (come la nostra) ne ha molto bisogno.
D'altronde, secondo quanto riportato da Il Fatto, anche l'altro fratello Pietro non sarebbe uno stinco di santo: imputato per frode nel 2001, si è riconvertito alla green energy, scrivendo un libro con Edo Ronchi (ex ministro) presentato dall'ex parlamentare PD Roberto Della Seta (ex Legambiente) alle feste statutarie e fondando con loro un "partito" (Ecogreen) di ex.
Comunque, la famiglia Colucci (Francesco, Nicola e Pietro) fa parte del mondo finanziario italiano che non vive di investimenti industriali, ma, avvalendosi delle "amicizie" politiche, naviga nel mondo della finanza all'italiana mettendo quasi sempre le mani nel "ruffo", dove si sa che c'è di che guadagnare: ecco un report della Camera sulle loro "scorribande" a cavallo tra il secolo XX e XXI.
Come sempre, Carlo Presidente Carrara fa e disfa ciò che vuole nelle "sue" società, forte, spesso, di Statuti che le amministrazioni a 90° gli sottoscrivono nelle capocordata.
Infatti, egli nel 2012 ha ceduto il 25% alla Unendo spa e fatto amministratore delegato Colucci Nicola, fratello del Francesco, già nel Cda di Unendo.
Unendo spa è controllata da due scatole vuote del Colucci Francesco: Asset e Management srl e Dimora srl.
La storia dice (dal company profile di DANECO) "Nel 2008 la famiglia Colucci diventa il socio di riferimento di Unendo fino al mese di febbraio 2011, quando il Gruppo si riorganizza ed escono dal perimetro di Unendo le attività di raccolta e trattamento dei rifiuti speciali originati dalle attività produttive industriali e commerciali, facenti capo alla Waste Italia SpA. I fratelli Francesco e Nicola Colucci diventano gli azionisti di riferimento del Gruppo Unendo."
Insomma, ancora una volta si mantiene la barra a dritta puntando in alto!
Il punto è: Area Sud Milano per il 41% circa è di AMA, cioè del Comune di Rozzano.
Ora, sarebbe interessante - e quantomeno opportuno - che almeno l'amministratore di AMA - via il Presidentissimo C. - e l'assessore (in)competente relazionassero al Consiglio prima di fare queste scelte: mantenere una "relazione" con certi partner potrebbe non valerne la pena....
RF

P.S. 1 Un pò di storia rozzanese abbastanza recente non fa mai male: nel 1997, su indicazioni del duo (ai tempi affiatato Malinverno/D'Avolio) fu commissionato alla SACAGICA (che ne affidò la redazione a ....no, non ancora a Vito Ancora! Ma alla Inergy ), la realizzazione del Progetto di massima di un impianto di cogenerazione a Rozzano alimentato a RDF (refuse derived fuel), le famigerate "mattonelle", con caldaia a combustione sospesa da 8 MW elettrici 27, per realizzare e ottenere i MW termici per teleriscaldamento quartiere Aler. Il progetto non ebbe seguito a causa dell'osteggiamento di tutta la cità, a partire dal sottoscritto, che, ai tempi con Rifondazione Comunista e Verdi, guidò l'opposizione all'impianto che non dava ne garanzie industriali ne ambientali....
E poi, con i "manager" che ci siamo ritrovati, avremmo rischiato d'avere una vera bomba ecologica sotto casa!

P.S-2: se ti porti a bordo "grandi" personaggi devi cominciare a pagare "grandi" compensi: nel 2012 'sti personaggi (il Cda ed il consiglio sindacale) son costati a Rozzano 81mila euro!!! (il 40% dei 200mila complessivi che paga Area).
Dal bilancio 2012

1 commento:

  1. Buon giorno
    grazie per il riassunto storico. Sono in procinto di concludere anche la storia di Daneco Impianti che a Mariano Comense gestisce la discarica , ma forse non per molto. Se avete altre info o volete avere altre informazioni più attuali contattatemi.

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