martedì 17 settembre 2013

Con lo "spallone" provinciale il Teleriscaldamento asfissia il territorio e rallenta l'economia!

Stante la situazione pre-cantiere (tanto verde!) la soluzione
per il teleriscaldamento doveva raccogliere la soluzione del
proponente: la maggiore efficienza ricompensava il territorio!
Siamo ai "ferri corti": il progetto "industriale" del teleriscaldamento, in una fase di collasso, vive dello "spallone" provinciale invece di far crescere efficienza e migliorare l'impatto e l'economia del territorio.
In questi giorni, a seguito di un parere della Provincia sul tema, il TLR arriva ad incidere pesantemente, oltre che sulle finanze del Comune di Rozzano, anche sulle imprese, stretta al collo da un'Amministrazione senza più strategia e certezze.
La "crisi dell'acqua calda" colpisce, infatti, indirettamente un'Azienda in procinto di prendere casa a Rozzano: la Alnus Srl, che avrà la sede nel PII Brodolini Manzoni.
Come abbiamo già detto e ricordato in un precedente post, la Direzione Tecnica del Comune, necessariamente asservita alle logiche finanziarie delle Aziende, ha obbligato (fino a qualche tempo fa, sino a quando si muoveva qualcosa nell'immobiliare) a sottoscrivere convenzioni che determinavano l'allacciamento alle rete di teleriscaldamento. Bene, era necessario per sostenere il piano economico (a meno di alternative a più alta efficienza, direi io, per un beneficio complessivo del territorio). Ma questo non può andare a detrimento dell'economia locale!

Con la Convenzione Urbanistica del 17.12.2009, approvata con Determinazione Dirigenziale n. 2943 del 17.12.2009 che, al punto 2.12 prevede l'obbligo di allacciamento alla rete di teleriscaldamento comunale, la Alnus srl ha sottoscritto di... farsi carico del problema di API e co.
L'azienda ha deciso di richiedere alla Provincia, titolare della questione, la possibilità di captare acqua di falda per realizzare un sistema di riscaldamento e raffrescamento in pompa di calore geotermica "isolato". La richiesta era, invero, piuttosto interessante, vista la grande efficienza di un tal sistema. Infatti le pompe di calore geotermiche accoppiate a sonde verticali o a collettori orizzontali hanno un COP (Coefficiente di prestazione in fase di riscaldamento) variabile tra 4 e 4,9; quelle funzionanti con acqua sotterranea (il caso della richiesta della Alnus) o a sistema aperto hanno un COP tra 3,6 e 5,2. Un sistema di teleriscaldamento come quello di Rozzano a cogeneratore turbogas con un SPF (Seasonal Performance Factor) che possiamo fissare nei tre valori 1,27, 1,42 e 1,56, corrispondenti a Cop della macchina pari rispettivamente a 2,5 , 3 e 3,5.
Invece di "raccogliere e accompagnare o richiedere di modificare" la possibilità così offerta, la Provincia ha semplicemente richiesto la documentazione del PII al Comune, "scoprendo" (ma va!?!) di trovarsi di fronte ad una richiesta non accoglibile (Decreto N° di Protocollo : 220114/2013, SETTORE RISORSE IDRICHE E ATTIVITA' ESTRATTIVE) perchè c'era l'impegno con l'allaccio al teleriscaldamento.
Quale avrebbe dovuto essere il comportamento?
Ebbene, data la preziosa possibilità di quella soluzione (che, per la disponibilità di acqua di falda, è alla portata di un investitore che sta realizzando una trasformazione piuttosto importante), doveva essere indirizzata al Comune la richiesta di "raccogliere" il contributo, ed integrare il sistema nella rete come contributo al teleriscaldamento ovvero il Comune "motu proprio" doveva chiedere di poterlo fare. Invece, lo "spallone provinciale" ha solo aiutato il Comune a sostenere l'obbligo di allacciamento e consumo dalla rete esistente (comunque, in questa fase priva di potenza), invece di puntare ad una integrazione intelligente di tecnologie.
Questa, infatti, è la tendenza comune in tutta Europa, che guarda al "district heating" come ad un sistema in grado di realizzare il massimo dell'efficienza e il minor impatto raccogliendo tutti i "cascami energetici" disponibili ed approfittando di tutte le situazioni di efficienza migliore rispetto alla generazione "di riserva", spesso costituita da caldaie e generatori a combustione interna.
Anche A2A sta andando in questa direzione....
RF



1 commento:

  1. Sentito il dirigente dell'ufficio tecnico comunale, ho avuto conferma di quanto sopra.
    Ma anche del fatto che Alnus, subentrata alla proprietà dei terreni per una parte della volumetria da sviluppare sugli stessi, nella sua richiesta alla Provincia, non tenne conto del fatto che la potenza richiesta (e che comunque non si sa se verrà fornita) aveva comportato la realizzazione di una parte della posa dei tubi del teleriscaldamento per soddisfare la richiesta di potenza complessiva (con tubi di adeguato diametro).
    Insomma un pasticcio all'italiana!

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