venerdì 27 settembre 2013

Commissione risorse. Moro: "Non mi dimetto, a meno che non me lo chieda tutta la maggioranza".

Ieri sera, alle 18, è stata convocata con urgenza, a tre giorni dal consiglio comunale, la commissione risorse, presieduta dal presidente consigliere Pietro Moro.
Due gravi problemi hanno alimentato il dibattito: la presidenza di Moro e l'urgenza.
"Moro deve dimettersi. La commissione risorse è una di quegli strumenti di garanzia che deve essere dato alle opposizioni" ha detto Gianni Ferrretti, del PDL. "La normativa è chiara. Moro è passato stabilmente in maggioranza. Ebbe la presidenza in quota PDL in quanto elemento delle opposizioni. Per questo scorcio di legislatura deve passare la mano e liberare la poltrona".
Nessuno, nelle opposizioni è stato tenero.
Capriglione sintetizza così: "Prima delle norme c'è una questione etica. La commissione risorse è stata sempre data alle opposizioni per garantire un equilibrio dei poteri e del controllo. E' sempre stato così. Cosa aspetta la maggioranza a prenderne atto?".
Moro, però, è stato categorico: "Non mi dimetterò in alcun modo, nemmeno se me lo chiedono tutte le opposizioni. Non ci sono norme in merito. Potrei pensarci solo se me lo chiedesse tutta la maggioranza".

La sua conclusione ha dell'incredibile: la spocchia fa il paio con un accento arrogante e di sfida. La maggioranza, grazie a lui e Caraccini, ha ancora i numeri per comandare, e tenere il bastone dalla parte del manico.
Ciò non di meno, anche Igino Gabriele critica pesantemente il presidente: "Qui non viene programmato ed organizzato nulla. Si impedisce al consiglio di essere operativo. Questo è il dato politico".
Come al solito, Guido Piconese, l'allegro consigliere de La Sinistra, garantisce il divertimento con un siparietto sviluppato con Ferrretti. L'uno denuncia il capo di Ferretti, mister B. per il suo comportamento poco etico, l'altro gli rinfaccia che sia meglio stare zitto: ha piazzato nelle partecipate tutta la famiglia...!!
Insomma, la tensione cresce. E la maggioranza di centro-sinistra-destra (una supercazzola con scappellamento teso...) nonostante il cambio del capo-branco non cambia l'approccio.
Ed eccoci all'urgenza.
Lunedì ci sarà il primo consiglio comunale da tre mesi (l'ultimo il 2 luglio). Si tratterà di affrontare un passaggio obbligato dalle leggi al 30 settembre: il cosiddetto riequilibrio di bilancio.
La preparazione di questa "manovra" è stata NULLA. La commissione che si è riunita ieri sera, il vicesindaco Gaeta l'ha indicata come urgente perchè hanno atteso fino a lunedì per avere delle indicazioni dai revisori.... Insomma, nessuna intenzione di condividere il percorso di fine legislatura.
Come suggerito, non c'è alcuna programmazione, nessun intento di condividere momenti e situazioni difficili come quelle relative alle partecipate ed alle difficoltà di comporre un bilancio pubblico sempre più falcidiato dal Governo.
E stasera, alla riunione dei capigruppo, forse, verrà affrontato il tema scottante di API!
RF

P.S. Ecco il testo della mail che ho inviato a tutti i consiglieri, assessori e dirigenti coinvolti:

"Nell’Italia della perenne urgenza e delle catastrofi per la mancata
prevenzione e per l’inadeguatezza perenne delle risorse per farvi fronte a
causa della mancata programmazione, si inserisce anche questo ennesimo
episodio.

Se il presidente fosse stato ancora di opposizione se ne sarebbe avuta a
male, ma così non è più. Dove sono le garanzie di democraticità?

Se l’assessore avesse avuto problemi d’urgenza (causa cambio in corsa – e ne
siamo al corrente – delle norme), avrebbe avuto l’accortezza di convocare la
commissione comunque non a ridosso del Consiglio per illustrare i problemi.

Se il Presidente del Consiglio svolgesse il suo ruolo imparzialmente
chiederebbe e pretenderebbe dalla Giunta una pianificazione dei consigli da
condividere con l’assemblea ed i suoi rappresentanti….

Se si pensasse di avere a che fare con Persone, prima che con Consiglieri
Comunali (…specie viscida che o sta contro a prescindere perché si pensa che
non sia stato accolto al desco comune o sta zitta per connivenza, ma mai
perché, magari, vuole capire e dare un qualche contributo in ragione del
mandato ricevuto), forse si affronterebbe tutto diversamente.

Tant’è…

Marco Masini"

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.